2 Settembre 2014

Vendite con i saldi, pochi affari

Vendite con i saldi, pochi affari

Bilancio magro per i saldi. A crollare in particolar modo la vendita di beni voluttuari come biancheria intima, cosmetici, calzature. Colpa della crisi, ma non solo. Il rappresentante dei mercanti del centro storico, Antonio Ventre, imputa gran parte delle responsabilità all’ anarchia delle vendite promozionali. Ben prima della data d’ inizio del 2 luglio, stabilita dalla Regione, numerosi esercenti hanno infatti promosso prodotti a prezzi competitivi, guastando quell’ “effetto-sorpresa” fondamentale per il successo dei saldi. «A questo punto, se ognuno fa comunque come gli pare, meglio liberalizzarli», dice Ventre. Nessun settore si salva: calzature, abbigliamento, biancheria. «Le stesse associazioni di categoria, dovrebbero fare di più», commenta il rappresentante del centro storico. Enrico Bottiglieri, presidente di Confesercenti, elogia le iniziative del governo Renzi a favore del taglio del cuneo fiscale, ma evidenzia che al momento i segnali concreti sul mercato sono troppo timidi. «Non c’ è possibilità né volontà di spesa – dice – e coloro che hanno percepito gli 80 euro, i soldi hanno preferito destinarli al risparmio». Più cauto Sabatino Senatore di Confcommercio che ha parlato di «acquisti mirati». Il responsabile dell’ associazione sottolinea che «occorre mettersi a tavolino e imporre regole più rigorose». Ed è sulla stessa linea Mario Arciuolo della Cidec. In Campania i saldi sono stati anticipati di tre giorni. In molte regioni sono infatti iniziati il 5 o il 7 luglio. Molti cittadini diffidenti, soliti confrontare i prezzi, hanno subito rilevato una scarsa differenza tra quelli primaverili e quelli estivi. Numerose sono state le scorrettezze segnalate alle associazioni dei consumatori. Saldi del 30% vengono spesso spacciati per saldi del 60. Il flop dei saldi non è comunque un fenomeno isolato. Anche nella capitale della moda, Milano, si registra un calo dell’ 8% rispetto al 2013. Secondo le stime di Federconsumatori solo una famiglia su tre, in Italia, ha compiuto acquisti nel periodo dei saldi. A reggere sono solo outlet e centri commerciali. Carlo Rienzi del Codacons si aspetta risposte dal governo. «Risposte che vadano nel senso d’ un allargamento della possibilità di vendere merci a basso costo durante tutto l’ anno», sottolinea. Diego De Carlo ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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