2 Settembre 2014

Scuola, battaglia vinta per i precari Devono essere risarciti dal ministero

Scuola, battaglia vinta per i precari Devono essere risarciti dal ministero

I PRECARI della scuola sono stanchi della loro situazione, sono stanchi di essere in attesa in graduatorie infinite, di essere sballottati da una scuola all’ altra, di cambiare città, di avere un futuro sempre incerto. Gli insegnati precari cominciano a reagire affinché la loro condizione possa finalmente cambiare, a cominciare con lo scatto d’ anzianità non previsto per chi a tempo determinato. Nelle Marche sono 18 i docenti, residenti nella regione e assistiti dal Codacons, che saranno risarciti dal Ministero dell’ Istruzione per la condizione di precariato in cui hanno dovuto svolgere per anni il proprio lavoro. A condannare il Ministero dell’ Istruzione, la Corte d’ Appello di Ancona. I docenti e il personale scolastico in questione, si vedevano rinnovare i contratti a tempo determinato e quindi prolungare ingiustamente la loro vita professionale all’ interno del limbo del precariato. Alcuni mesi fa, il Codacons ha lanciato quindi i ricorsi collettivi contro il dicastero dell’ istruzione. La Corte d’ Appello di Ancona ha confermato le sentenze di primo grado impugnate dal Ministero dell’ Istruzione, con conseguente riconoscimento del diritto dei docenti precari alla progressione economica prevista per il personale di ruolo. Il Ministero quindi dovrà pagare agli insegnanti gli scatti di anzianità di servizio finora non pagati, come previsto dal principio di non discriminazione dell’ Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato. La notizia arriva a pochi giorni dalla riforma della scuola annunciata dal Governo Renzi che vorrebbe assumere oltre 100mila docenti precari. La luce in fondo al tunnel? Insomma, è ancora presto per cantare vittoria, il problema della mancanza dei fondi potrebbe cancellare le speranze del personale scolastico. «Mercoledì il Governo Renzi, con l’ annunciata riforma della scuola, ‘partorirà il topolino’ ossia un provvedimento insufficiente, perché lo Stato deve risarcire i docenti precari con denaro sonante, non con promesse – dichiara il presidente Codacons Carlo Rienzi -. L’ unica possibilità che hanno i precari della scuola di far valere i propri diritti è rivolgersi alla giustizia, attraverso l’ azione collettiva promossa dal Codacons». I 18 docenti hanno avuto la loro vittoria, ma sono molti altri gli insegnanti precari che si trovano nella stessa situazione. Alessandra Napolitano.

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