RASSEGNA STAMPA DEL 28 AGOSTO
RASSEGNA STAMPA DEL 28 AGOSTO
larepubblica.it, 28/08/2014 20:03
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Traghetti, caos ad Olbia dopo lo stop della nave della GoinSardinia. In migliaia attendono di tornare Web |
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| E’ caos al porto di Olbia Isola Bianca dopo il blocco del traghetto El Venizelos della Goinsardinia, consorzio di 200 imprenditori di Santa Teresa Gallura nato nel 2013 per offrire passaggi in nave low cost ai turisti diretti nel Nord Sardegna, che opera sulla tratta Olbia-Livorno e viceversa. La nave che doveva riportare a casa i 1500 turisti in attesa nel porto sardo era stata fermata nel porto toscano fino alle 21 dall’ armatore “Anek Lines” per presunte inadempienze nei pagamenti. Sono stati diversi gli episodi critici all’ interno della stazione marittima, con turisti esasperati alla ricerca di informazioni su come rientrare a casa. In tanti hanno lamentato la mancanza di informazioni da parte della compagnia. Ma la situazione è incerta per i 20.000 passeggeri che hanno prenotato fino a metà settembre. Poi stamattina, a bordo della nave, sono salite 673 persone sulle circa 1.800 previste, molte delle quali hanno trovato soluzioni alternative dopo l’ annuncio ai passeggeri, comparso ieri alla stazione marittima di Olbia, di provvedere all’ acquisto di un nuovo biglietto e di inviare via mail alla compagnia una ricevuta per il rimborso. Intanto 1.600 passeggeri da questo pomeriggio stanno cercando di reimbarcarsi su una nave per rientrare nella penisola. “La situazione di emergenza durerà per tutto il fine settimana”, ha detto l’ ammiraglio Nunzio Martello della Capitaneria di Porto di Olbia che coordina il tavolo tecnico che sta monitorando la situazione. Al momento la GoinSardinia non ha comunicato, né alle autorità né ai passeggeri, se le tratte di domani verranno garantite. E così è corsa ad acquistare il biglietto con altre compagnie, ma sono pochissimi i posti ancora liberi. “Ci spiace, perché alla fine a piangerci sarà la Sardegna”, hanno detto alcuni turisti del Nord Italia, pronti ad imbarcarsi in quello che potrebbe essere l’ ultimo viaggio della GoInSardinia verso Livorno. Per i passeggeri, che lamentano “di esser stati abbandonati”, è stato impossibile ricevere informazioni dirette dalla compagnia, che comunicava solo attraverso sms. “Uffici chiusi, call center muto”, hanno detto. Da ieri si è assistito ad un rincorrersi di comunicazioni inviati sui cellulari dei passeggeri. Prima sono stati avvisati di recarsi entro le 20 al porto per cambiare il biglietto con quello Tirrenia, a loro spese, per poi essere rimborsati, poi in un secondo momento la compagnia ha comunicato che la nave sarebbe partita, ma solo questa mattina. Il comunicato ufficiale. Sul sito internet di “GoinSardinia” è apparso un comunicato ufficiale: “Non potendo assicurare la partenza per l’ ora prevista”, si legge nella nota, il consorzio invita ai passeggeri che da Olbia avrebbero dovuto imbarcarsi oggi per Livorno “a rivolgersi presso le biglietterie delle altre compagnie di navigazione”, allegando un modulo per la richiesta del rimborso delle tratte sospese, mentre è impossibile raggiungere il call center del consorzio e la pagina per le prenotazioni risulta “in manutenzione”. Condividi L’ inchiesta. C’ è stato un vertice stamani in prefettura a Sassari che ha coinvolto l’ autorità portuale del nord Sardegna, la questura, la Regione, la Protezione civile, la polizia municipale di Olbia per ‘riproteggere’ i passeggeri rimasti a terra. L’ ammiraglio Martello ha annunciato l’ apertura di un’ inchiesta amministrativa. Stasera a Olbia si è tenuta una nuova riunione della task force, composta oltre che dall’ autorità portuale anche da polizia, carabinieri e amministrazione comunale di Olbia. Il vertice è stato allargato ai rappresentanti delle altre compagnie di navigazione, che hanno dato la loro disponibilità a ospitare sulle navi i passeggeri rimasti a terra e a Federalberghi. Alberghi gratis. Gli albergatori della Gallura ospiteranno gratuitamente tutti i passeggeri lasciati a terra e che non hanno trovato posto su navi di altre compagnie di navigazione. L’ hanno annunciato Confcommercio e Federalberghi Sardegna dopo un incontro che si è tenuto stasera con i vertici della Capitaneria di Porto di Olbia. Per stanotte – ha annunciato il presidente della Federalberghi della Gallura, Paolo Manca – è stato recuperato un centinaio di posti letto in una trentina di strutture di Olbia, Arzachena, San Teodoro e Budoni. L’ appello. “La compagnia di navigazione Tirrenia ha dato la disponibilità per i giorni di venerdì, sabato e domenica di settemila posti per i passeggeri e 1.100 posti auto”, lo ha annunciato l’ assessore regionale ai Trasporti, Massimo Deiana, che aveva attivato interlocuzioni con gli altri vettori “soprattutto con la compagnia Tirrenia che ha un contratto di servizio per trasporti da e per la Sardegna”. L’ assessore rivolge anche un appello ai turisti che hanno acquistato il biglietto navale con GoinSardinia: “verificate e valutate vettori e possibilità di itinerari alternativi”. I consumatori. Sulla vicenda è intervenuta l’ associazione di consumatori Aduc, che consiglia ai viaggiatori rimasti a terra la costituzione in mora nei confronti della compagnia e si appella alla magistratura perché verifichi eventuali condotte irregolari del consorzio. Il Codacons si è offerto di fornire assistenza legale ai passeggeri che hanno subito disagi e prospetta una class action. “I viaggiatori hanno diritto al risarcimento dei danni subiti, sia morali che materiali”, afferma il presidente dell’ associazione di consumatori, Carlo Rienzi. “Invitiamo le autorità competenti e gli enti locali a garantire i collegamenti operati da GoinSardinia già acquistati dagli utenti o a disporre risarcimenti automatici in caso di sospensione dei traghetti”. “I capitani coraggiosi dell’ imprenditoria sarda per l’ ennesima volta hanno fatto un grosso flop, rubando traffico di passeggeri e mezzi a imprese italiane al 100%, basate in Italia e che impiegano solo personale marittimo italiano, mettendole in difficoltà, in questo momento di crisi globale, con ricadute negative per l’ occupazione italiana”, è il commento di Giovanni Olivieri, coordinatore nazionale della Fit-Cisl per il Trasporto marittimo. “Per il secondo anno la compagnia scappa in anticipo, lasciando dietro di sé una situazione fumosa, forse con debiti, anche se non è stato chiarito – prosegue Olivieri – Come l’ anno scorso, anche quest’ anno il sindacato si trova a dover dare assistenza ai marittimi italiani impiegati sui traghetti noleggiati da GoinSardinia, perché non hanno percepito tutte le competenze maturate. L’ armatore deve ancora pagare tra stipendi e contributi 260mila euro. I pochi marittimi italiani rimasti a bordo sono già stati sbarcati a Olbia e il rimanente lo sarà a Livorno”. La Fiavet. “Anche nel 2014 ci troviamo a fare i conti con migliaia di passeggeri che sono costretti a rimandare le loro vacanze o a chiuderle nel peggiore dei modi a causa di inconvenienti relativi ai mezzi di trasporto” E’ l’ amaro commento del presidente della Fiavet, Fortunato Giovannoni. “Ancora una volta protagonista in negativo la Sardegna che negli ultimi anni a causa della difficile accessibilità, ha praticamente disperso la leadership di destinazione turistica del Mediterraneo faticosamente guadagnata negli ultimi 20 anni, con ingenti danni anche per lo sviluppo territoriale”. © Riproduzione riservata 28 agosto 2014. | ||||||||
| Borsa Italiana, 28/08/2014 19:51 | ||||||||
Preoccupazione generale per i dati sul commercio Web |
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| (Teleborsa) – Innumerevoli i commenti da parte delle varie associazioni di categoria al deludente dato sulle vendite al dettaglio diffuso stamane dell’ Istat. La Coldiretti rileva che due italiani su tre hanno ormai tagliato la spesa in qualità e quantità, con pesanti effetti su tutta la filiera agroalimentare dal campo alla tavola. “Le difficoltà economiche hanno obbligato gli italiani a tagliare anche la spesa con tre milioni di famiglie costrette a fare acquisti negli hard discount, in aumento del 48 per cento rispetto all’ inizio della crisi”, spiega la principale organizzazione degli imprenditori agricoli. Il Codacons, invece, torna a ribadire che “il bonus da 80 euro introdotto in busta paga dal Governo Renzi si è rivelato un clamoroso flop”. Il settore del commercio “sta vivendo una crisi gravissima – dichiara il presidente dell’ Associazione dei consumatori, Carlo Rienzi – a causa dell’ impoverimento delle famiglie e della costante riduzione del potere d’ acquisto dei cittadini, che non riescono più a comprare. Gli effetti di tale stato di cose per l’ economia italiana sono devastanti: solo nei primi 6 mesi del 2014, si sono registrati più di 8.000 fallimenti di imprese, con un incremento del 10% rispetto al 2013, e il settore più colpito è stato proprio quello del commercio”. Della stessa idea Federdistribuzione che parla di un preoccupante calo delle vendite al dettaglio. Il presidente dell’ organismo che rappresenta le imprese distributive, Giovanni Cobolli Gigli, sostiene che i dati di giugno “testimoniano come il bonus di 80 euro in busta paga, erogato alla fine di maggio, al momento non ha portato ancora risultati apprezzabili in termini di ripresa delle vendite, complice il potere d’ acquisto pesantemente eroso dalla crisi economica e la forte incertezza fiscale che pesa sulle famiglie italiane”. “Le misure prese fino ad oggi non hanno prodotto gli effetti sperati sui consumi e non sono state idonee a sostenere la fiducia delle famiglie, in calo anche ad agosto”, spiega l’ Ufficio Studi Confcommercio, confermando l’ insufficienza dell’ effetto del bonus da 80 euro. Alla luce di questi andamenti “è presumibile che anche la seconda parte del 2014 possa mancare l’ appuntamento con la ripresa economica, confermando, dunque, l’ urgenza di interventi più incisivi che ridiano fiducia ad imprese e famiglie e si traducano in un effettivo miglioramento della domanda”. | ||||||||
| Sassari Notizie, 28/08/2014 19:38 | ||||||||
Go in Sardinia bloccata a Livorno Altre migliaia di passeggeri a terra Web |
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| OLBIA. Questo pomeriggio è in corso un altro tavolo tecnico all’ Autorità portuale di Olbia per tentare di capire come muoversi. Una cosa è certa la nave della Go in Sardinia, partita questa mattina da Olbia e attraccata a Livorno non ripartirà per la Sardegna. A confermarlo è stato l’ ammiraglio Nunzio Martello che gestisce l’ unità di crisi. Nei prossimi giorni i vertici della Go in Sardinia comunicheranno alle autorità competenti se le tratte potranno riprendere regolarmente. Nel frattempo altri 12mila passeggeri viaggeranno su altri traghetti, Moby e Tirrenia, pagando di propria tasca il biglietto e poi, successivamente, riceveranno il rimborso da parte di Go in Sardinia. L’ ammiraglio ha, anche annunciato, l’ apertura di un’ inchiesta amministrativa. Al vertice di questo pomeriggio hanno preso parte anche carabinieri e polizia di stato oltre ad alcuni amministratori comunali. “Non potendo assicurare la partenza per l’ ora prevista”, si legge nella nota, il consorzio invita ai passeggeri che da Olbia avrebbero dovuto imbarcarsi oggi per Livorno “a rivolgersi presso le biglietterie delle altre compagnie di navigazione”, allegando un modulo per la richiesta del rimborso delle tratte sospese. Sulla questione è intervenuta l’ associazione di consumatori Aduc, che consiglia ai viaggiatori rimasti a terra la costituzione in mora nei confronti della compagnia e si appella alla magistratura perché verifichi eventuali condotte irregolari del consorzio. Il Codacons si è offerto di fornire assistenza legale ai passeggeri che hanno subito disagi e prospetta una class action. “I viaggiatori hanno diritto al risarcimento dei danni subiti, sia morali che materiali”, ha affermato il presidente dell’ associazione di consumatori, Carlo Rienzi. “Invitiamo le autorità competenti e gli enti locali a garantire i collegamenti operati da GoinSardinia già acquistati dagli utenti o a disporre risarcimenti automatici in caso di sospensione dei traghetti”. | ||||||||
| TeleBorsa, 28/08/2014 19:20 | ||||||||
Preoccupazione generale per i dati sul commercio Web |
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| (Teleborsa) – Innumerevoli i commenti da parte delle varie associazioni di categoria al deludente dato sulle vendite al dettaglio diffuso stamane dell’ Istat. La Coldiretti rileva che due italiani su tre hanno ormai tagliato la spesa in qualità e quantità, con pesanti effetti su tutta la filiera agroalimentare dal campo alla tavola. “Le difficoltà economiche hanno obbligato gli italiani a tagliare anche la spesa con tre milioni di famiglie costrette a fare acquisti negli hard discount, in aumento del 48 per cento rispetto all’ inizio della crisi”, spiega la principale organizzazione degli imprenditori agricoli. Il Codacons , invece, torna a ribadire che “il bonus da 80 euro introdotto in busta paga dal Governo Renzi si è rivelato un clamoroso flop”. Il settore del commercio “sta vivendo una crisi gravissima – dichiara il presidente dell’ Associazione dei consumatori, Carlo Rienzi – a causa dell’ impoverimento delle famiglie e della costante riduzione del potere d’ acquisto dei cittadini, che non riescono più a comprare. Gli effetti di tale stato di cose per l’ economia italiana sono devastanti: solo nei primi 6 mesi del 2014, si sono registrati più di 8.000 fallimenti di imprese, con un incremento del 10% rispetto al 2013, e il settore più colpito è stato proprio quello del commercio”. Della stessa idea Federdistribuzione che parla di un preoccupante calo delle vendite al dettaglio. Il presidente dell’ organismo che rappresenta le imprese distributive, Giovanni Cobolli Gigli, sostiene che i dati di giugno “testimoniano come il bonus di 80 euro in busta paga, erogato alla fine di maggio, al momento non ha portato ancora risultati apprezzabili in termini di ripresa delle vendite, complice il potere d’ acquisto pesantemente eroso dalla crisi economica e la forte incertezza fiscale che pesa sulle famiglie italiane”. “Le misure prese fino ad oggi non hanno prodotto gli effetti sperati sui consumi e non sono state idonee a sostenere la fiducia delle famiglie, in calo anche ad agosto”, spiega l’ Ufficio Studi Confcommercio , confermando l’ insufficienza dell’ effetto del bonus da 80 euro. Alla luce di questi andamenti “è presumibile che anche la seconda parte del 2014 possa mancare l’ appuntamento con la ripresa economica, confermando, dunque, l’ urgenza di interventi più incisivi che ridiano fiducia ad imprese e famiglie e si traducano in un effettivo miglioramento della domanda”. | ||||||||
| Agi, 28/08/2014 19:18 | ||||||||
Blocco traghetti per la Sardegna, disagi per 12mila persone Web |
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| (AGI) – Sassari, 28 ago. – Un ritorno dalle vacanze complicato per i possessori di biglietti del consorzio Go In Sardina che ha coperto fino ad oggi la tratta Livorno-Olbia. Oggi la nave del consorzio “Goin Sardinia” non ripartira’ per Olbia. L’ ha confermato all’ Agi l’ ammiraglio Nunzio Martello, commissario dell’ Autorita’ portuale, comandante della guardia costiera di Olbia e a capo dell’ unita’ di crisi che sta lavorando in queste ore per ridurre i disagi dovuti all’ improvviso stop della nave noleggiata dal consorzio. Martello ha annunciato l’ apertura di un’ inchiesta amministrativa. Nelle prossime ore i vertici di “GoinSardinia comunicheranno alle autorita’ se la nave potra’ riprendere il mare nei prossimi giorni. Saranno intanto dirottati su tratte operate da altre compagnie navali i circa 12mila passeggeri in possesso di un biglietto del consorzio Go In Sardinia che nei prossimi giorni rischiano di non poter viaggiare tra Olbia e Livorno per l’ improvviso blocco delle attivita’ del consorzio. Stasera a Olbia si terra’ una nuova riunione della task force, composta oltre che dall’ autorita’ portuale anche da Polizia, Carabinieri e amministrazione comunale di Olbia. Il vertice sara’ allargato ai rappresentanti delle altre compagnie di navigazione, che hanno dato la loro disponibilita’ a ospitare sulle navi i passeggeri rimasti a terra, e a Federalberghi. E’ allo studio un accordo per ospitare nelle strutture ricettive della Gallura coloro che sarebbero dovuti partire oggi dalla Sardegna per il porto toscano e che non dovessero riuscire a lasciare l’ isola. Sul sito internet di “GoinSardinia”, consorzio di 200 imprenditori di Santa Teresa Gallura nato nel 2013 per offrire passaggi in nave low cost ai turisti diretti nel Nord Sardegna, e’ apparso un comunicato ufficiale. “Non potendo assicurare la partenza per l’ ora prevista”, si legge nella nota, il consorzio invita ai passeggeri che da Olbia avrebbero dovuto imbarcarsi oggi per Livorno “a rivolgersi presso le biglietterie delle altre compagnie di navigazione”, allegando un modulo per la richiesta del rimborso delle tratte sospese, mentre e’ impossibile raggiungere il call center del consorzio e la pagina per le prenotazioni risulta “in manutenzione”. Sulla vicenda e’ intervenuta l’ associazione di consumatori Aduc, che consiglia ai viaggiatori rimasti a terra la costituzione in mora nei confronti della compagnia e si appella alla magistratura perche’ verifichi eventuali condotte irregolari del consorzio. Il Codacons si e’ offerto di fornire assistenza legale ai passeggeri che hanno subito disagi e prospetta una class action. “I viaggiatori hanno diritto al risarcimento dei danni subiti, sia morali che materiali”, afferma il presidente dell’ associazione di consumatori, Carlo Rienzi. “Invitiamo le autorita’ competenti e gli enti locali a garantire i collegamenti operati da GoinSardinia gia’ acquistati dagli utenti o a disporre risarcimenti automatici in caso di sospensione dei traghetti”. Gli albergatori della Gallura ospiteranno gratuitamente tutti i passeggeri lasciati a terra in Sardegna dal traghetto “GoinSardinia” e che non hanno trovato posto su navi di altre compagnie di navigazione. L’ hanno annunciato Confcommercio e Federalberghi Sardegna dopo un incontro che si e’ tenuto stasera con i vertici della Capitaneria di Porto di Olbia. Per stanotte – ha annunciato il presidente della Federalberghi della Gallura, Paolo Manca – e’ stato recuperato un centinaio di posti letto in una trentina di strutture di Olbia, Arzachena, San Teodoro e Budoni. “Anche stavolta il sistema Sardegna e’ stato in grado di sopperire ad una situazione di emergenza”, assicura il presidente dell’ organizzazione regionale, Agostino Cicalo’. “Occorre considerare il valore della coesione degli operatori turistici sardi per venire incontro alle esigenze dei turisti presenti nell’ Isola. Adesso gestiamo l’ emergenza, ma quando terminera’ questa fase occorre sederci tutti attorno ad un tavolo per pianificare gli interventi per il prossimo anno a partire dal settore dei trasporti che e’ essenziale per lo sviluppo della Sardegna e deve diventare piu’ efficiente”. Alla riunione con la Capitaneria erano presenti anche il direttore regionale di Confcommercio Gianluca Deriu e Nino Seu, direttore della Confcommercio del Nord Sardegna. . | ||||||||
| Catania Today, 28/08/2014 18:31 | ||||||||
Quei sacchi pieni di cenere nei fondali del Lungomare, non è allarme Web |
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| Centinaia di sacchi con all’ interno una misteriosa polvere rossa . Sacchi che sarebbero stati affondati nei pressi del Lido Bellatrix e che, a seguito di un video girato da un sub durante una delle sue immersioni, stanno facendo il giro del web creando un po’ di allarmismo. In realtà, non si tratterebbe di “scempio ambientale” ma di un cumulo di sacchi contenenti sabbia vulcanica utilizzati per svolgere i lavori compiuti dal Comune di Catania e autorizzati dalla Capitaneria di porto. L’ idea di un canale di gronda risale, infatti, alla prima sindacatura Bianco. Con un mutuo ottenuto dal Comune, di due milioni e 800 mila euro sono stati effettuati i lavori necessari per questo tratto la cui ultima parte corre sotto l’ aiuola e sotto il mare. “I lavori sono stati condotti con il sistema cosidetto ‘microtunneling’- come spiegava il Comune in una recente nota – ovvero con l’ uso di una “talpa” trivellatrice per l’ esecuzione dello scavo orizzontale anche sul fondo marino con un miglioramento della qualità dell’ opera e senza interrompere il traffico veicolare di via Acicastello per un lungo periodo. La macchina, arrivata a Catania con una nave, è stata posizionata a terra ed ha perforato il fondo marino secondo un determinato profilo raggiungendo la profondità di oltre 10 metri ovvero circa 30 metri dal pelo dell’ acqua, per una lunghezza complessiva di circa 300m dalla costa”. La notizia, inoltre, risale al 2013 ed è stata portata alla ribalta della cronaca dal Codacons. “Il canale di gronda di Catania rischia di essere una bomba ecologica ad orologeria che potrebbe provocare ingenti danni con un tratto di costa ad alto rischio – si leggeva nella denuncia di allora -Per lo scavo del canale, almeno per la parte sommersa, è stata utilizzata la tecnica dell ‘horizontal drilling che prevede l’ impiego di una “talpa” in grado di scavare un tunnel a partire da un pozzo, senza dover quindi operare dalla superficie con i tradizionali scavi a cielo aperto. Per motivi legati a questa tecnica, alla base sommersa della scarpata rocciosa che è stata perforata, è stata preventivamente realizzata una struttura atta a regolarizzare il fondale e a compensare le pendenze. A fine scavo il tutto doveva essere rimosso – specificano ancora dal Codacons etneo – Pare invece che, non solo non sia stato rimosso nulla, ma che non vi sia alcuna intenzione di farlo”. Annuncio promozionale. | ||||||||
| Yahoo Notizie, 28/08/2014 18:28 | ||||||||
Il bonus non basta, consumi fermi anche a giugno Web |
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| (AGI) – Roma, 28 ago. – Il commercio continua a dare segnali di sofferenza. (AGI) – Roma, 28 ago. – Il commercio continua a dare segnali di sofferenza. Le vendite al dettaglio restano ferme a giugno, primo mese di disponibilita’ in busta paga del bonus da 80 euro. L’ indice calcolato dall’ Istat registra dunque una crescita zero su base mensile per un calo tendenziale del 2,6%. Nella media del trimestre aprile-giugno 2014, l’ indice mostra una flessione dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti. I dati Istat, per Confcommercio, confermano che “le misure prese fino ad oggi non hanno prodotto gli effetti sperati sui consumi e non sono state idonee a sostenere la fiducia delle famiglie, in calo anche ad agosto”. Confesercenti aggiunge un dato preoccupante: “Ancora un semestre molto negativo, da cui il commercio esce con le ossa rotte. Nei primi 6 mesi del 2014, stimiamo che il settore nel suo complesso abbia perduto circa 2,2 miliardi di euro di fatturato. E per le imprese commerciali e’ sempre piu’ difficile sopravvivere: tanto che, ormai, un’ attivita’ del commercio su quattro vive meno di tre anni”. Anche per le associazioni dei consumatori i numeri sono preoccupanti. “La forte contrazione dei consumi rilevata dall’ Istat”, che “rappresenta l’ ennesimo dato negativo nella lunga lista dei pessimi indicatori sulla situazione economica del nostro Paese” e’ “impressionante”, commentano Adusbef e Federconsumatori. Tale contrazione del mercato “non fa altro che alimentare la grave crisi sul versante della produzione e, quindi, dell’ occupazione, accrescendo cosi’ le difficolta’ e le preoccupazioni delle famiglie”. Per il Codacons i dati Istat “dimostrano come il bonus da 80 euro introdotto in busta paga dal Governo Renzi si sia rivelato un clamoroso flop”. Brutte notizie anche sul fronte delle retribuzioni contrattuali, che sono rimaste invariate su base mensile a luglio per un incremento trendenziale dell’ 1,1%. Si tratta della crescita annua piu’ bassa dal 1982, data di inizio delle serie storiche ricostruite. In calo la fiducia delle imprese ad agosto, dopo il balzo di luglio, completamente cancellato, che aveva portato l’ indicatore sui massimi da tre anni. In particolare, l’ indice calcolato dall’ Istat, si attesta a 88,2 da 90,8 del mese precedente. Il calo dell’ indice complessivo, spiega l’ istituto di statistica, e’ dovuto al peggioramento della fiducia delle imprese di tutti i settori, manifatturiero, dei servizi di mercato, delle costruzioni e del commercio al dettaglio. (AGI) . | ||||||||
| iltirreno.it, 28/08/2014 18:05 | ||||||||
GoinSardinia, annullata un’ altra corsa: indagine della capitaneria Web
caos per 12mila passeggeri che devono rientrare a livorno dalla sardegna.
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| LIVORNO. La nave del consorzio GoinSardinia stasera (giovedì 28 agosto) non ripartirà da Livorno per Olbia. A confermarlo alle agenzie di stampa è stato l’ ammiraglio Nunzio Martello, commissario dell’ Autorità portuale, comandante della guardia costiera di Olbia e a capo dell’ unità di crisi che sta lavorando in queste ore per ridurre i disagi dovuti all’ improvviso stop della nave noleggiata dal consorzio. Martello ha annunciato l’ apertura di un’ inchiesta amministrativa. Nelle prossime ore i vertici di GoinSardinia comunicheranno alle autorità se la nave potrà riprendere il mare nei prossimi giorni o se l’ avventura della compagnia low cost finisce qui. Mentre il traghetto El Venizelos noleggiato da un armatore greco è in viaggio verso Livorno, da olbia fanno sapere che intanto saranno riprotetti su tratte operate da altre compagnie navali i circa 12mila passeggeri in possesso di un biglietto di GoinSardinia. Migliaia di viaggiatori che nei prossimi giorni rischiano di non potersi spostare tra Olbia e Livorno per l’ improvviso blocco delle attività del consorzio. Intanto stasera, a Olbia, è in programma una nuova riunione della task force, composta oltre che dall’ autorità portuale, da polizia, carabinieri e rappresentanti delle istituzioni. Il vertice sarà allargato ai rappresentanti delle altre compagnie di navigazione, che hanno dato la loro disponibilità a ospitare sulle navi i passeggeri rimasti a terra, e a Federalberghi. È allo studio un accordo per ospitare nelle strutture ricettive della Gallura almeno coloro che sarebbero dovuti partire oggi dalla Sardegna e che sono rimasti a terra. Sul sito internet di GoinSardinia, consorzio di 200 imprenditori di Santa Teresa di Gallura nato nel 2013 per offrire passaggi low cost ai turisti diretti nel Nord Sardegna, è apparso un comunicato ufficiale. “Non potendo assicurare la partenza per l’ ora prevista”, si legge nella nota, il consorzio invita i passeggeri che da Olbia avrebbero dovuto imbarcarsi per Livorno “a rivolgersi presso le biglietterie delle altre compagnie di navigazione”. È allegato un modulo per la richiesta del rimborso delle tratte sospese, mentre è impossibile raggiungere il call center del consorzio e la pagina per le prenotazioni risulta “in manutenzione”. Sulla vicenda è intervenuta l’ associazione di consumatori Aduc, che consiglia ai viaggiatori rimasti a terra la costituzione in mora nei confronti della compagnia e si appella alla magistratura perchè verifichi eventuali condotte irregolari del consorzio. Il Codacons si è offerto di fornire assistenza legale ai passeggeri che hanno subito disagi e prospetta una class action. “I viaggiatori hanno diritto al risarcimento dei danni subiti, sia morali che materiali”, è intervenuto il presidente dell’ associazione di consumatori, Carlo Rienzi. “Invitiamo le autorità competenti e gli enti locali a garantire i collegamenti operati da GoinSardinia già acquistati dagli utenti o a disporre risarcimenti automatici in caso di sospensione dei traghetti”. | ||||||||
| Lamiafinanza, 28/08/2014 17:30 | ||||||||
Male le vendite al dettaglio. Niente “effetto bonus” Web
a giugno, primo mese di incasso dei famosi 80 euro, l’ indice istat è risultato fermo, ma il calo tendenziale è a -26%. codacons: crisi gravissima.
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| Non ci sono segnali di ripresa per le vendite al dettaglio. In giugno l’ indice elaborato dall’ Istat è rimasto fermo su base mensile, per un calo tendenziale del 2,6 per cento. Nella media del trimestre aprile-giugno 2014, l’ indicatore ha mostrato una flessione dello 0,2 per cento rispetto ai tre mesi precedenti. Essendo stato giugno il primo mese in cui molto lavoratori (non tutti) hanno avuto a disposizione il famoso bonus di 80 euro, incassato a maggio, secondo molti osservatori i dati statistici deludenti relativi alle vendite al dettaglio appena comunicati dimostrano che l’ iniziativa del governo non ha avuto successo. Tra questi c’ è il Codacons, secondo il quale i dati Istat “dimostrano come il bonus da 80 euro introdotto in busta paga dal Governo Renzi si sia rivelato un clamoroso flop”. L’ associazione dei consumatori aggiunge che “le ripercussioni del calo delle vendite si faranno sentire anche nei prossimi mesi”. Il settore del commercio, ha sottolineato ancora il Codacons, “sta vivendo una crisi gravissima a causa dell’ impoverimento delle famiglie e della costante riduzione del potere d’ acquisto dei cittadini, che non riescono più a comprare”. Entrando nel dettaglio dei dati comunicati dall’ istituto di statistica nazionale, nel confronto con maggio 2014 le vendite di prodotti alimentari hanno segnato un lieve aumento (+0,1 per cento) mentre quelle di prodotti non alimentari un leggero calo (-0,1 per cento). Variazioni tendenziali negative si sono registrate sia per le vendite di prodotti alimentari (-2,4 per cento) sia per quelle di prodotti non alimentari (-2,8 per cento). Con riferimento alla forma distributiva, nel confronto con il mese di giugno 2013, le vendite risultano diminuite sia per le imprese della grande distribuzione (-1,3 per cento) sia per quelle operanti su piccole superfici (-3,9 per cento). Nel primo semestre del 2014, infine, l’ indice grezzo è diminuito dell’ 1 per cento rispetto allo stesso periodo del 2013. Le vendite di prodotti alimentari hanno segnano nei sei mesi una flessione dello 0,7 per cento e quelle di prodotti non alimentari dell’ 1,1 per cento. | ||||||||
| te al dettaglio. niente “effetto bonus” – la mia finanza {1} ##loc[ok]## | ||||||||
| Agi, 28/08/2014 17:23 | ||||||||
Traghetti: inchiesta su caos GoinSardinia, incognita per 12mila Web |
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| (AGI) – Sassari, 28 ago. – Oggi la nave del consorzio “Goin Sardinia” oggi non ripartira’ da Livorno per Olbia. L’ ha confermato all’ Agi l’ ammiraglio Nunzio Martello, commissario dell’ Autorita’ portuale, comandante della guardia costiera di Olbia e a capo dell’ unita’ di crisi che sta lavorando in queste ore per ridurre i disagi dovuti all’ improvviso stop della nave noleggiata dal consorzio. Martello ha annunciato l’ apertura di un’ inchiesta amministrativa. Nelle prossime ore i vertici di “GoinSardinia comunicheranno alle autorita’ se la nave potra’ riprendere il mare nei prossimi giorni. Saranno intanto riprotetti su tratte operate da altre compagnie navali i circa 12mila passeggeri in possesso di un biglietto del consorzio Go In Sardinia che nei prossimi giorni rischiano di non poter viaggiare tra Olbia e Livorno per l’ improvviso blocco delle attivita’ del consorzio. Stasera a Olbia si terra’ una nuova riunione della task force, composta oltre che dall’ autorita’ portuale anche da Polizia, Carabinieri e amministrazione comunale di Olbia. Il vertice sara’ allargato ai rappresentanti delle altre compagnie di navigazione, che hanno dato la loro disponibilita’ a ospitare sulle navi i passeggeri rimasti a terra, e a Federalberghi. E’ allo studio un accordo per ospitare nelle strutture ricettive della Gallura coloro che sarebbero dovuti partire oggi dalla Sardegna per il porto toscano e che non dovessero riuscire a lasciare l’ isola. Sul sito internet di “GoinSardinia”, consorzio di 200 imprenditori di Santa Teresa Gallura nato nel 2013 per offrire passaggi in nave low cost ai turisti diretti nel Nord Sardegna, e’ apparso un comunicato ufficiale. “Non potendo assicurare la partenza per l’ ora prevista”, si legge nella nota, il consorzio invita ai passeggeri che da Olbia avrebbero dovuto imbarcarsi oggi per Livorno “a rivolgersi presso le biglietterie delle altre compagnie di navigazione”, allegando un modulo per la richiesta del rimborso delle tratte sospese, mentre e’ impossibile raggiungere il call center del consorzio e la pagina per le prenotazioni risulta “in manutenzione”. Sulla vicenda e’ intervenuta l’ associazione di consumatori Aduc, che consiglia ai viaggiatori rimasti a terra la costituzione in mora nei confronti della compagnia e si appella alla magistratura perche’ verifichi eventuali condotte irregolari del consorzio. Il Codacons si e’ offerto di fornire assistenza legale ai passeggeri che hanno subito disagi e prospetta una class action. “I viaggiatori hanno diritto al risarcimento dei danni subiti, sia morali che materiali”, afferma il presidente dell’ associazione di consumatori, Carlo Rienzi. “Invitiamo le autorita’ competenti e gli enti locali a garantire i collegamenti operati da GoinSardinia gia’ acquistati dagli utenti o a disporre risarcimenti automatici in caso di sospensione dei traghetti”. (AGI) . | ||||||||
| corriere.it, 28/08/2014 17:16 | ||||||||
Privatizzazioni: Codacons boccia piano Governo su Eni ed Enel Web |
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| ROMA (MF-DJ)–Il Codacons boccia senza appello il programma di privatizzazioni del ministro dell’ Economia Pier Carlo Padoan. “Dopo aver ceduto le acciaierie italiane, l’ Alitalia e le migliori perle della nostra industria, il Governo si appresta a vendere anche le quote di Eni ed Enel – afferma il presidente Carlo Rienzi – Rinunciare a servizi essenziali e strategici come gas ed energia e’ una scelta scellerata per il paese, che non portera’ i benefici sperati. Farebbe meglio il Governo a reperire risorse tagliando altre spese, ad esempio rinunciando al programma di acquisto degli F35, che rappresenta un vero e proprio salasso per le casse dello Stato, oltretutto inutile e con risultati incerti”, conclude Rienzi. liv (fine) MF-DJ NEWS 2817:16 ago 2014. | ||||||||
| Borsa Italiana, 28/08/2014 16:46 | ||||||||
Casa: Codacons, Tasi molto meno cara dell’ Imu -29% Web |
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| Roma, 28 ago. (Adnkronos) – ”Secondo le stime dipartimento Finanze sui primi versamenti in 2.178 Comuni, la Tasi risulterebbe meno cara dell’ Imu del 29%, e avrebbe garantito finora un gettito sulle prime case pari a 1,2 miliardi di euro, contro 1,6 miliardi dell’ Imu del 2012. Tralasciando il fatto che mancano all’ appello gli altri 6.000 Comuni ritardatari il vero problema non � l’ entit� del gettito, quanto la ripartizione del peso della Tasi sulle famiglie italiane”. E’ quanto afferma in una nota il Codacons. ”La tassa sui servizi indivisibili, infatti, incider� in modo pi� pesante sulle famiglie a reddito medio-basso rispetto a quelle con reddito elevato -spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi-. Questo perch�, per effetto delle minori detrazioni, chi possiede una abitazione con rendita catastale modesta si trover� a pagare di pi� rispetto all’ Imu, mentre chi � proprietario di un immobile di prestigio sar� avvantaggiato dalla Tasi rispetto alla vecchia imposta, motivo per cui il gettito potrebbe addirittura essere inferiore rispetto all’ Imu 2012″. ”Si tratta di una evidente disparit� sociale, una ingiustizia che si aggiunge alle tante che hanno caratterizzato la Tasi fin dalla sua nascita, con pagamenti diversificati sul territorio e scadenze variabili a seconda degli umori delle amministrazioni comunali” , conclude Rienzi. | ||||||||
| Il Velino, 28/08/2014 16:14 | ||||||||
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economia.
Tasi, Codacons: tassa pesa di più su famiglie a reddito medio-basso
tasi, codacons: tassa pesa di più su famiglie a reddito medio-basso.
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| “Secondo le stime dipartimento Finanze sui primi versamenti in 2.178 Comuni, la Tasi risulterebbe meno cara dell’ Imu del 29%, e avrebbe garantito finora un gettito sulle prime case pari a 1,2 miliardi di euro, contro 1,6 miliardi dell’ Imu del 2012. Tralasciando il fatto che mancano all’ appello gli altri 6.000 Comuni ritardatari” spiega il Codacons “il vero problema non è l’ entità del gettito, quanto la ripartizione del peso della Tasi sulle famiglie italiane. La tassa sui servizi indivisibili, infatti, inciderà in modo più pesante sulle famiglie a reddito medio-basso rispetto a quelle con reddito elevato – spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – Questo perché, per effetto delle minori detrazioni, chi possiede una abitazione con rendita catastale modesta si troverà a pagare di più rispetto all’ Imu, mentre chi è proprietario di un immobile di prestigio sarà avvantaggiato dalla Tasi rispetto alla vecchia imposta, motivo per cui il gettito potrebbe addirittura essere inferiore rispetto all’ Imu 2012”. “Si tratta di una evidente disparità sociale, una ingiustizia che si aggiunge alle tante che hanno caratterizzato la Tasi fin dalla sua nascita, con pagamenti diversificati sul territorio e scadenze variabili a seconda degli umori delle amministrazioni comunali”. | ||||||||
| red/ilp | ||||||||
| Adnkronos, 28/08/2014 16:13 | ||||||||
Casa: Codacons, Tasi molto meno cara dell’ Imu -29% Web |
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| ”Secondo le stime dipartimento Finanze sui primi versamenti in 2.178 Comuni, la Tasi risulterebbe meno cara dell’ Imu del 29%, e avrebbe garantito finora un gettito sulle prime case pari a 1,2 miliardi di euro, contro 1,6 miliardi dell’ Imu del 2012. Tralasciando il fatto che mancano all’ appello gli altri 6.000 Comuni ritardatari il vero problema non è l’ entità del gettito, quanto la ripartizione del peso della Tasi sulle famiglie italiane”. E’ quanto afferma in una nota il Codacons. ”La tassa sui servizi indivisibili, infatti, inciderà in modo più pesante sulle famiglie a reddito medio-basso rispetto a quelle con reddito elevato -spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi-. Questo perché, per effetto delle minori detrazioni, chi possiede una abitazione con rendita catastale modesta si troverà a pagare di più rispetto all’ Imu, mentre chi è proprietario di un immobile di prestigio sarà avvantaggiato dalla Tasi rispetto alla vecchia imposta, motivo per cui il gettito potrebbe addirittura essere inferiore rispetto all’ Imu 2012″. ”Si tratta di una evidente disparità sociale, una ingiustizia che si aggiunge alle tante che hanno caratterizzato la Tasi fin dalla sua nascita, con pagamenti diversificati sul territorio e scadenze variabili a seconda degli umori delle amministrazioni comunali” , conclude Rienzi. | ||||||||
| avvenire.it, 28/08/2014 15:59 | ||||||||
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Vendite ferme, il bonus non smuove i consumi |
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| Il commercio continua a dare segnali di sofferenza. Le vendite al dettaglio restano ferme a giugno, primo mese di disponibilità in busta paga del bonus da 80 euro. L’ indice calcolato dall’ Istat registra dunque una crescita zero su base mensile per un calo tendenziale del 2,6%. Nella media del trimestre aprile-giugno 2014, l’ indice mostra una flessione dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti. I dati Istat, per Confcommercio, confermano che “le misure prese fino ad oggi non hanno prodotto gli effetti sperati sui consumi e non sono state idonee a sostenere la fiducia delle famiglie, in calo anche ad agosto”. Confesercenti aggiunge un dato preoccupante: “Ancora un semestre molto negativo, da cui il commercio esce con le ossa rotte. Nei primi 6 mesi del 2014, stimiamo che il settore nel suo complesso abbia perduto circa 2,2 miliardi di euro di fatturato. E per le imprese commerciali è sempre più difficile sopravvivere: tanto che, ormai, un’ attività del commercio su quattro vive meno di tre anni”. Anche per le associazioni dei consumatori i numeri sono preoccupanti. “La forte contrazione dei consumi rilevata dall’ Istat”, che “rappresenta l’ ennesimo dato negativo nella lunga lista dei pessimi indicatori sulla situazione economica del nostro Paese” è “impressionante”, commentano Adusbef e Federconsumatori. Tale contrazione del mercato “non fa altro che alimentare la grave crisi sul versante della produzione e, quindi, dell’ occupazione, accrescendo così le difficoltà e le preoccupazioni delle famiglie”. Per il Codacons i dati Istat “dimostrano come il bonus da 80 euro introdotto in busta paga dal Governo Renzi si sia rivelato un clamoroso flop”. Brutte notizie anche sul fronte delle retribuzioni contrattuali, che sono rimaste invariate su base mensile a luglio per un incremento trendenziale dell’ 1,1%. Si tratta della crescita annua più bassa dal 1982, data di inizio delle serie storiche ricostruite. In calo la fiducia delle imprese ad agosto, dopo il balzo di luglio, completamente cancellato, che aveva portato l’ indicatore sui massimi da tre anni. In particolare, l’ indice calcolato dall’ Istat, si attesta a 88,2 da 90,8 del mese precedente. Il calo dell’ indice complessivo, spiega l’ istituto di statistica, è dovuto al peggioramento della fiducia delle imprese di tutti i settori, manifatturiero, dei servizi di mercato, delle costruzioni e del commercio al dettaglio. © riproduzione riservata. | ||||||||
| ASCA, 28/08/2014 15:09 | ||||||||
Bonus 80 euro: Istat certifica il flop, vendite al dettaglio ferme Web |
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| (ASCA) – Roma, 28 ago 2014 – L’ Istat certifica l’ impatto nullo che hanno avuto sui consumi gli 80 euro di bonus concessi dal governo Renzi in busta paga. A giugno le vendite al dettaglio sono rimaste ferme, mentre sono calate del 2,6% su base annua. Nella media del trimestre aprile-giugno 2014, l’ indice mostra una flessione rispetto ai tre mesi precedenti (-0,2%). Nel confronto con maggio 2014, le vendite di prodotti alimentari hanno segnato un lieve aumento (+0,1%) mentre quelle di prodotti non alimentari un leggero calo (-0,1%). Per i piccoli esercizi, soprattutto nelle grandi citta’, c’ e’ stato un crollo di vendite verticale (-3,9%), ma anche le imprese della grande distribuzione hanno visto diminuire le vendite dell’ 1,3%. I consumatori hanno sottolineato il ”fallimento” del bonus in busta paga. ”Gli effetti del bonus sono stati deludenti e peggiori di qualsiasi aspettativa, e non hanno prodotto alcun risultato sul fronte dei consumi e delle vendite”, ha affermato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. ”Si tratta di un flop su tutti i fronti, e le ripercussioni del calo delle vendite si faranno sentire anche nei prossimi mesi”. Negli ultimi tre anni – fanno notare Federconsumatori e Adusbef, la spesa delle famiglie e’ crollata del 10,7%, pari a 77,6 miliardi di euro. ”La forte contrazione dei consumi rilevata dall’ Istat rappresenta l’ ennesimo dato negativo nella lunga lista dei pessimi indicatori sulla situazione economica del nostro Paese”, hanno osservato le associazioni. Nell’ ultimo anno, poi, ”la spesa alimentare ha registrato un calo complessivo di -3,3 miliardi di euro”. Ora, secondo i consumatori, ”il governo e’ chiamato a rispondere a questa emergenza, con operazioni e misure concrete. E’ ormai evidente che la ripresa del potere di acquisto e quindi della domanda interna deve passare per un serio piano di rilancio dell’ occupazione”. red/int. | ||||||||
| Wall Street Italia, 28/08/2014 14:54 | ||||||||
L’ Istat conferma flop del bonus 80 euro. Consumi fermi a luglio Web
consumi: spesa famiglie, crollo -10,7% in tre anni. la ripresa del potere di acquisto e quindi della domanda interna deve passare per un serio piano di rilancio dell’ occupazione.
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| ROMA (WSI)- L’ Istat certifica l’ impatto nullo che hanno avuto sui consumi gli 80 euro di bonus concessi dal governo Renzi in busta paga. A giugno le vendite al dettaglio sono rimaste ferme, mentre sono calate del 2,6% su base annua. Nella media del trimestre aprile-giugno 2014, l’ indice mostra una flessione rispetto ai tre mesi precedenti (-0,2%). Nel confronto con maggio 2014, le vendite di prodotti alimentari hanno segnato un lieve aumento (+0,1%) mentre quelle di prodotti non alimentari un leggero calo (-0,1%). Per i piccoli esercizi, soprattutto nelle grandi citta’, c’ e’ stato un crollo di vendite verticale (-3,9%), ma anche le imprese della grande distribuzione hanno visto diminuire le vendite dell’ 1,3%. I consumatori hanno sottolineato il ”fallimento” del bonus in busta paga. ”Gli effetti del bonus sono stati deludenti e peggiori di qualsiasi aspettativa, e non hanno prodotto alcun risultato sul fronte dei consumi e delle vendite”, ha affermato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. ”Si tratta di un flop su tutti i fronti, e le ripercussioni del calo delle vendite si faranno sentire anche nei prossimi mesi”. Negli ultimi tre anni – fanno notare Federconsumatori e Adusbef, la spesa delle famiglie e’ crollata del 10,7%, pari a 77,6 miliardi di euro. ”La forte contrazione dei consumi rilevata dall’ Istat rappresenta l’ ennesimo dato negativo nella lunga lista dei pessimi indicatori sulla situazione economica del nostro Paese”, hanno osservato le associazioni. Nell’ ultimo anno, poi, ”la spesa alimentare ha registrato un calo complessivo di -3,3 miliardi di euro”. Ora, secondo i consumatori, ”il governo e’ chiamato a rispondere a questa emergenza, con operazioni e misure concrete. E’ ormai evidente che la ripresa del potere di acquisto e quindi della domanda interna deve passare per un serio piano di rilancio dell’ occupazione”. | ||||||||
| Wall Street Italia, 28/08/2014 14:34 | ||||||||
Bonus 80 Euro: Istat Certifica Il Flop, Vendite Al Dettaglio Ferme Web |
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| (ASCA) – Roma, 28 ago 2014 – L’ Istat certifica l’ impatto nullo che hanno avuto sui consumi gli 80 euro di bonus concessi dal governo Renzi in busta paga. A giugno le vendite al dettaglio sono rimaste ferme, mentre sono calate del 2,6% su base annua. Nella media del trimestre aprile-giugno 2014, l’ indice mostra una flessione rispetto ai tre mesi precedenti (-0,2%). Nel confronto con maggio 2014, le vendite di prodotti alimentari hanno segnato un lieve aumento (+0,1%) mentre quelle di prodotti non alimentari un leggero calo (-0,1%). Per i piccoli esercizi, soprattutto nelle grandi citta’, c’ e’ stato un crollo di vendite verticale (-3,9%), ma anche le imprese della grande distribuzione hanno visto diminuire le vendite dell’ 1,3%. I consumatori hanno sottolineato il ”fallimento” del bonus in busta paga. ”Gli effetti del bonus sono stati deludenti e peggiori di qualsiasi aspettativa, e non hanno prodotto alcun risultato sul fronte dei consumi e delle vendite”, ha affermato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. ”Si tratta di un flop su tutti i fronti, e le ripercussioni del calo delle vendite si faranno sentire anche nei prossimi mesi”. Negli ultimi tre anni – fanno notare Federconsumatori e Adusbef, la spesa delle famiglie e’ crollata del 10,7%, pari a 77,6 miliardi di euro. ”La forte contrazione dei consumi rilevata dall’ Istat rappresenta l’ ennesimo dato negativo nella lunga lista dei pessimi indicatori sulla situazione economica del nostro Paese”, hanno osservato le associazioni. Nell’ ultimo anno, poi, ”la spesa alimentare ha registrato un calo complessivo di -3,3 miliardi di euro”. Ora, secondo i consumatori, ”il governo e’ chiamato a rispondere a questa emergenza, con operazioni e misure concrete. E’ ormai evidente che la ripresa del potere di acquisto e quindi della domanda interna deve passare per un serio piano di rilancio dell’ occupazione”. | ||||||||
| ASCA, 28/08/2014 14:30 | ||||||||
Codacons: il bonus da 80 euro e’ un clamoroso flop, commercio a picco Web |
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| (ASCA) – Roma, 28 ago 2014 – I dati Istat sulle vendite al dettaglio di giugno ”dimostrano come il bonus da 80 euro introdotto in busta paga dal Governo Renzi si sia rivelato un clamoroso flop”. A sottolinearlo e’ il coordinamento dei consumatori Codacons, commentando i numeri forniti dall’ Istituto di statistica. ”Gli effetti del bonus sono stati deludenti e peggiori di qualsiasi aspettativa, e non hanno prodotto alcun risultato sul fronte dei consumi e delle vendite, esattamente come previsto dal Codacons – ha affermato il presidente dell’ Associazione, Carlo Rienzi – Si tratta di un flop su tutti i fronti, e le ripercussioni del calo delle vendite si faranno sentire anche nei prossimi mesi”. Il settore del commercio ”sta vivendo una crisi gravissima – prosegue Rienzi a causa dell’ impoverimento delle famiglie e della costante riduzione del potere d’ acquisto dei cittadini, che non riescono piu’ a comprare. Gli effetti di tale stato di cose per l’ economia italiana sono devastanti: solo nei primi 6 mesi del 2014, si sono registrati piu’ di 8.000 fallimenti di imprese, con un incremento del 10% rispetto al 2013, e il settore piu’ colpito e’ stato proprio quello del commercio”. Ecco perche’ il governo Renzi ”deve cambiare strategia: la strada maestra da seguire per uscire dal pantano in cui versa l’ economia nazionale, e’ incrementare il potere d’ acquisto dei cittadini, con misure strutturali, riduzione delle tasse, sgravi e incentivi ai consumi”. eco/tmn. | ||||||||
| Agi, 28/08/2014 14:10 | ||||||||
Vendite al dettaglio ancora ferme Il bonus non smuove consumi Web |
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| (AGI) – Roma, 28 ago. – Il commercio continua a dare segnali di sofferenza. Le vendite al dettaglio restano ferme a giugno, primo mese di disponibilita’ in busta paga del bonus da 80 euro. L’ indice calcolato dall’ Istat registra dunque una crescita zero su base mensile per un calo tendenziale del 2,6%. Nella media del trimestre aprile-giugno 2014, l’ indice mostra una flessione dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti. I dati Istat, per Confcommercio, confermano che “le misure prese fino ad oggi non hanno prodotto gli effetti sperati sui consumi e non sono state idonee a sostenere la fiducia delle famiglie, in calo anche ad agosto”. Confesercenti aggiunge un dato preoccupante: “Ancora un semestre molto negativo, da cui il commercio esce con le ossa rotte. Nei primi 6 mesi del 2014, stimiamo che il settore nel suo complesso abbia perduto circa 2,2 miliardi di euro di fatturato. E per le imprese commerciali e’ sempre piu’ difficile sopravvivere: tanto che, ormai, un’ attivita’ del commercio su quattro vive meno di tre anni”. Anche per le associazioni dei consumatori i numeri sono preoccupanti. “La forte contrazione dei consumi rilevata dall’ Istat”, che “rappresenta l’ ennesimo dato negativo nella lunga lista dei pessimi indicatori sulla situazione economica del nostro Paese” e’ “impressionante”, commentano Adusbef e Federconsumatori. Tale contrazione del mercato “non fa altro che alimentare la grave crisi sul versante della produzione e, quindi, dell’ occupazione, accrescendo cosi’ le difficolta’ e le preoccupazioni delle famiglie”. Per il Codacons i dati Istat “dimostrano come il bonus da 80 euro introdotto in busta paga dal Governo Renzi si sia rivelato un clamoroso flop”. Brutte notizie anche sul fronte delle retribuzioni contrattuali, che sono rimaste invariate su base mensile a luglio per un incremento trendenziale dell’ 1,1%. Si tratta della crescita annua piu’ bassa dal 1982, data di inizio delle serie storiche ricostruite. In calo la fiducia delle imprese ad agosto, dopo il balzo di luglio, completamente cancellato, che aveva portato l’ indicatore sui massimi da tre anni. In particolare, l’ indice calcolato dall’ Istat, si attesta a 88,2 da 90,8 del mese precedente. Il calo dell’ indice complessivo, spiega l’ istituto di statistica, e’ dovuto al peggioramento della fiducia delle imprese di tutti i settori, manifatturiero, dei servizi di mercato, delle costruzioni e del commercio al dettaglio. (AGI) . | ||||||||
| Roma Today, 28/08/2014 13:11 | ||||||||
Strisce blu, Cgil contro gli aumenti: “Servono agevolazioni per i lavoratori” Web
il segretario del sindacato di roma e lazio ha chiesto la sospensione del provvedimento. polemiche anche dall’ opposizione capitolina.
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| Storie Correlate Strisce blu, è guerra sugli aumenti: Codacons annuncia ricorso 10 Strisce blu, aumenti al via: ecco dove e quando si pagherà di più 1 Strisce blu, partiti gli aumenti. Ma i parchimetri chiedono ancora 1 euro 1 Strisce blu: da oggi si paga di più, scattano le nuove tariffe 4 “Roma aveva il prezzo più basso in Italia per i parcheggi sulle strisce blu . È sempre dura dire di dover accettare un aumento , ma anche questo aiuta un po’ le casse del Comune”. Con queste parole ieri il vicesindaco di Roma Luigi Nieri ha commentato l’ aumento del prezzo e l’ eliminazione delle agevolazioni per i parcheggi nelle strisce blu. Parole che hanno suscitato un’ ondata di critiche tra gli esponenti dell’ opposizione capitolina ma anche tra i sindacati con la Cgil romana che ha chiesto la sospensione del provvedimento in modo da studiare delle agevolazioni per i lavoratori che si spostano in auto. A parlare è Claudio Di Berardino, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio : “L’ obiezione secondo cui la tariffa delle strisce blu nella Capitale era la più bassa d’ Italia non può giustificare un suo aumento, soprattutto in considerazione del pietoso stato in cui versa il sistema della mobilità cittadina e dell’ assoluta mancanza di un progetto complessivo che lo regoli”si legge in una nota. “E’ evidente che in assenza di un intervento decisivo volto a sollevare le sorti del trasporto pubblico locale incentivando l’ uso dei mezzi pubblici, l’ aumento in questione non solo non sarà accettato dai romani, ma sarà vissuto come l’ ennesimo affronto e l’ ennesimo attentato alle loro tasche, specie a quelle dei pensionati e di chi si sposta per motivi di lavoro”. Da qui la richiesta: ” Chiediamo la sospensione del provvedimento almeno fino alla fine dell’ anno in modo tale da poter studiare, di concerto con le organizzazioni sindacali, possibili agevolazioni a favore dei lavoratori, magari prevedendo specifiche convenzioni, e da approntare una riorganizzazione della rete della mobilità cittadina, in particolare dalle periferie verso il centro”. Annuncio promozionale Sulla questione è insorta anche l’ opposizione capitolina. Giovanni Quarzo, capogruppo di Forza Italia in Campidoglio , ha definito l’ aumento delle strisce blu come una “pratica vessatoria”, come “l’ ennesimo balzello punitivo”. Per Quarzo “aumentare le tariffe abolendo la sosta agevolata è una follia vera e propria”. Contrario anche il consigliere Giordano Tredicine che definisce il provvedimento “iniquo”. Continua Tredicine: “E’ evidente che chi ha voluto questo aumento e chi continua imperterrito a sostenerne l’ opportunità sia distante anni luce dai cittadini e non sappia minimamente cosa significhi spostarsi a Roma con i mezzi pubblici”. Critico anche Fabrizio Ghera capogruppo di Fratelli d”Italia-Alleanza Nazionale : “Nonostante i rincari della Ztl e della tassa di soggiorno, il sindaco si permette di anche di aumentare del 50%, peraltro ingiustificatamente, anche le strisce blu. Con Marino la città è allo sbrago, ed è assurdo che i romani continuino a pagare l’ incapacità di un sindaco inadeguato”. | ||||||||
| Agi, 28/08/2014 11:42 | ||||||||
Commercio: Codacons, flop bonus 80 euro, crisi gravissima Web |
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| (AGI) – Roma, 28 ago. – I dati Istat sulle vendite al dettaglio “dimostrano come il bonus da 80 euro introdotto in busta paga dal Governo Renzi si sia rivelato un clamoroso flop”. Lo afferma il Codacons, commentando i numeri forniti dall’ istituto di statistica. “Gli effetti del bonus sono stati deludenti e peggiori di qualsiasi aspettativa, e non hanno prodotto alcun risultato sul fronte dei consumi e delle vendite, esattamente come previsto dal Codacons – afferma il Presidente Carlo Rienzi – si tratta di un flop su tutti i fronti, e le ripercussioni del calo delle vendite si faranno sentire anche nei prossimi mesi”. (AGI) Rms/Mau (Segue) | ||||||||
| prealpina.it, 28/08/2014 11:31 | ||||||||
Codacons: il bonus da 80 euro ha fatto flop, commercio a picco Web
crescono del 10% i fallimenti di imprese rispetto al 2013.
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| Il settore del commercio “sta vivendo una crisi gravissima – prosegue Rienzi a causa dell’ impoverimento delle famiglie e della costante riduzione del potere d’ acquisto dei cittadini, che non riescono più a comprare. Gli effetti di tale stato di cose per l’ economia italiana sono devastanti: solo nei primi 6 mesi del 2014, si sono registrati più di 8.000 fallimenti di imprese, con un incremento del 10% rispetto al 2013, e il settore più colpito è stato proprio quello del commercio”. Ecco perchè il governo Renzi “deve cambiare strategia: la strada maestra da seguire per uscire dal pantano in cui versa l’ economia nazionale, è incrementare il potere d’ acquisto dei cittadini, con misure strutturali, riduzione delle tasse, sgravi e incentivi ai consumi”. | ||||||||
| tm news | ||||||||
| iltempo.com, 28/08/2014 11:28 | ||||||||
Gli 80 euro non smuovono i consumi. A giugno vendite al dettaglio ferme Web
i dati istat: variazione nulla rispetto a maggio, in diminuzione del 2,6% rispetto al 2013. mentre la spagna continua a crescere, l’ italia segna il calo maggiore del sentimento economico nell’ eurozona.
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| Il commercio soffre, i consumi non si muovono. E anche a giugno, primo mese di godimento effettivo del bonus di 80 euro in busta paga, incassato a fine maggio, i dati statistici mostrano una situazione di immobilismo generale, e in caduta rispetto al 2013. Le vendite al dettaglio sono rimaste ferme rispetto a maggio, dice l’ Istat, e sono diminuite del 2,6% rispetto al giugno dell’ anno precedente. Nella media del trimestre aprile-giugno 2014, l’ indice mostra una flessione rispetto ai tre mesi precedenti del -0,2%. Se si guarda al dettaglio, nel confronto con maggio 2014, la variazione zero è data dalla compensazione del lieve aumento registrato per le vendite di prodotti alimentari (+0,1%) con il calo del -0,1% per i prodotti non alimentari. Rispetto a giugno 2013, l’ indice grezzo del valore totale delle vendite in diminuzione del 2,6% è dato dai valori negativi sia per le vendite di prodotti alimentari (-2,4%) sia per quelle di prodotti non alimentari (-2,8%). “Nel confronto con il mese di giugno 2013 – spiega l’ Istat – le vendite diminuiscono sia per le imprese della grande distribuzione (-1,3%) sia per quelle operanti su piccole superfici (-3,9%). Nel primo semestre del 2014, l’ indice grezzo diminuisce dell’ 1% rispetto allo stesso periodo del 2013”. I dati diffusi dall’ Istat dimostrano, secondo il Codacons, il fatto che “il bonus da 80 euro introdotto in busta paga dal Governo Renzi si sia rivelato un clamoroso flop”. “Gli effetti del bonus sono stati deludenti e peggiori di qualsiasi aspettativa, e non hanno prodotto alcun risultato sul fronte dei consumi e delle vendite, esattamente come previsto dal Codacons – afferma il presidente Carlo Rienzi -. Si tratta di un flop su tutti i fronti, e le ripercussioni del calo delle vendite si faranno sentire anche nei prossimi mesi. Il settore del commercio sta vivendo una crisi gravissima – prosegue Rienzi – a causa dell’ impoverimento delle famiglie e della costante riduzione del potere d’ acquisto dei cittadini, che non riescono più a comprare. Gli effetti di tale stato di cose per l’ economia italiana sono devastanti: solo nei primi 6 mesi del 2014, si sono registrati più di 8.000 fallimenti di imprese, con un incremento del 10% rispetto al 2013, e il settore più colpito è stato proprio quello del commercio. Il Governo Renzi deve cambiare strategia: la strada maestra da seguire per uscire dal pantano in cui versa l’ economia nazionale, è incrementare il potere d’ acquisto dei cittadini, con misure strutturali, riduzione delle tasse, sgravi e incentivi ai consumi”. Notizie negative anche sulla fiducia delle imprese. Ad agosto 2014 l’ indice del clima di fiducia delle imprese italiane scende a 88,2 punti dai 90,8 di luglio. Il calo, spiega l’ Istat, è dovuto al peggioramento della fiducia delle imprese di tutti i settori, manifatturiero, dei servizi di mercato, delle costruzioni e del commercio al dettaglio. Un dato sostanzialmente confermato dall”indicatore del sentimento economico nell’ area euro, che ha segnato una netta diminuzione ad agosto, su base mensile, con il calo più vistoso registrato proprio in Italia. Lo rende noto oggi la Commissione europea, che redige l’ indicatore mensilmente. Si tratta di una sorta di paniere che misura e mette insieme la fiducia nel settore industriale, dei servizi, delle costruzioni, del commercio al dettaglio e la fiducia dei consumatori. Ad agosto l’ indicatore per l’ area euro ha segnato un calo di 1,5 punti, riportandosi ai livelli di dicembre 2013. Tra le principali economie dell’ eurozona, il calo più significativo c’ è stato in Italia, dove si sono persi 4,1 punti, riportando il paese “al di sotto della media di lungo termine di 100 punti,” si legge in una nota pubblicata oggi dalla Commissione Ue. Costruzioni e industria sono i settori che hanno registrato i peggiori cali di fiducia in Italia. L’ indicatore complessivo ha perso punti anche in Germania (-1,9), Francia (-0,6) e Olanda (-0,8), mentre è rimasto sostanzialmente stabile in Spagna. E fa pensare che proprio la Spagna, Paese sul quale la crisi si è abbattuta con uguale se non maggiore intensità rispetto all’ Italia, stia lentamente risalendo la china. Dal 2008 al 2013 in Spagna sono andati persi 3,6 milioni di posti di lavoro, il triplo dell’ Italia. Poi un sostanzioso taglio di spesa di 3,4 punti di Pil, una riforma del lavoro di peso, hanno portato a una crescita annuale della produzione dell’ 1,2%. Il Pil spagnolo si è confermato nel secondo trimestre 2014 in crescita dello 0,6% rispetto ai tre mesi precedenti. Istat, Fmi, Bankitalia e l’ agenzia di rating Moody’ s hanno invece tagliato la stima sul Pil del nostro Paese, che ha il segno meno: -0,1%, rispetto al +0,5%, se non 0,8%, che si prevedeva nelle stime del governo, già considerate caute e al ribasso. | ||||||||
| redazione online | ||||||||
| ilfoglio.it, 28/08/2014 11:23 | ||||||||
Consumi fermi a giugno e fiducia dei consumatori ancora in fase di stallo nonostante gli 80 … Web |
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| Consumi fermi a giugno e fiducia dei consumatori ancora in fase di stallo nonostante gli 80 euro del governo Renzi: l’ indice destagionalizzato delle vendite al dettaglio è invariato rispetto a maggio e in calo del 2,6 per cento rispetto a giugno 2013. Lo comunica l’ Istat, sottolineando che nel confronto con maggio le vendite di prodotti alimentari segnano un lieve aumento (+0,1 per cento) e calano del 2,4 per cento tendenziale mentre quelle dei prodotti non alimentari segnano un leggero calo (-0,1 per cento) e un -2,8 per cento tendenziale. Nel trimestre aprile-giugno le vendite sono complessivamente diminuite dello 0,2 per cento rispetto al trimestre precedente, con i prodotti alimentari in lieve crescita (+0,1 per cento) e non alimentari in calo dello 0,4 per cento. A fine maggio era partito il bonus di 80 euro voluto dal governo Renzi. Nei primi sei mesi dell’ anno, l’ indice è calato dell’ 1 per cento rispetto allo stesso periodo del 2013; le vendite dei prodotti alimentari segnano una flessione dello 0,7 per cento e quelle dei prodotti non alimentari dell’ 1,1 per cento. ARTICOLI CORRELATI Non dare i numeri Non solo 80 euro. Un’ ideuzza fiscale per rilanciare i consumi Renzi e l’ aria nuova: “Il paese è nelle mani dei soliti noti” ARTICOLI CORRELATI Non dare i numeri Non solo 80 euro. Un’ ideuzza fiscale per rilanciare i consumi Renzi e l’ aria nuova: “Il paese è nelle mani dei soliti noti” “I dati Istat dimostrano come il bonus da 80 euro introdotto in busta paga dal governo Renzi si sia rivelato un clamoroso flop”. Lo afferma il Codacons, commentando i numeri forniti dall’ istituto di statistica. ”Gli effetti del bonus sono stati deludenti e peggiori di qualsiasi aspettativa, e non hanno prodotto alcun risultato sul fronte dei consumi e delle vendite, esattamente come previsto dal Codacons – afferma il presidente Carlo Rienzi – Si tratta di un flop su tutti i fronti, e le ripercussioni del calo delle vendite si faranno sentire anche nei prossimi mesi”. ”Il settore del commercio sta vivendo una crisi gravissima – prosegue Rienzi – a causa dell’ impoverimento delle famiglie e della costante riduzione del potere d’ acquisto dei cittadini, che non riescono più a comprare. Gli effetti di tale stato di cose per l’ economia italiana sono devastanti: solo nei primi 6 mesi del 2014, si sono registrati più di 8 mila fallimenti di imprese, con un incremento del 10 per cento rispetto al 2013, e il settore più colpito è stato proprio quello del commercio”. Di qui, conclude Rienzi, l’ incentivo a “incrementare il potere d’ acquisto dei cittadini, con misure strutturali, riduzione delle tasse, sgravi e incentivi ai consumi”. | ||||||||
| redazione | ||||||||
| Finanzaonline, 28/08/2014 11:17 | ||||||||
Commercio: vendite ferme a giugno. 2 italiani su 3 tagliano spesa alimentare e ‘scelgono’ i discount Web |
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| Le vendite al dettaglio restano al palo a giugno, con quasi il 70% degli italiani che taglia la spesa alimentare e decide di acquistare nei discount. Secondo i dati diffusi stamattina dall’ Istat le vendite al dettaglio hanno mostrato a giugno una variazione nulla rispetto al mese precedente e un calo del 2,6% su base annuale. Le variazioni tendenziali negative si registrano sia per le vendite di prodotti alimentari (-2,4%) sia per quelle di prodotti non alimentari (-2,8%). Con riferimento alla forma distributiva, nel confronto con il mese di giugno 2013, le vendite sono diminuite sia per le imprese della grande distribuzione (-1,3%) sia per quelle operanti su piccole superfici (-3,9%). Gli analisti si aspettavano un calo mensile dello 0,5% e annuale dello 0,6%. Dati che mostrano come al momento il bonus Irpef di 80 euro del governo Renzi non sia riuscito nell’ impresa di risollevare i consumi degli italiani. Coldiretti: 2 italiani su 3 tagliano spesa alimentare Gli italiani decidono di tagliare anche a tavola . Due su tre (pari a circa 67%) hanno, infatti, ridotto la spesa in qualità e quantità, con pesanti effetti su tutta la filiera agroalimentare dal campo alla tavola. Una tendenza che emerge da una analisi condotta da Coldiretti sui dati Istat odierni che segnalano rispetto allo scorso anno un crollo record delle vendite nei piccoli negozi alimentari (-5 per cento) ma anche nella grande distribuzione alimentare (-1,4 per cento). Si salvano solo i discount (+0,5 per cento) . “Le difficoltà economiche – sottolinea Coldiretti – hanno obbligato gli italiani a tagliare anche la spesa con tre milioni di famiglie costrette a fare acquisti negli hard discount, in aumento del 48 per cento rispetto all’ inizio della crisi”. A cambiare, secondo l’ associazione, non è solo la qualità dei prodotti acquistati ma nel primo semestre del 2014 il carrello della spesa si è ulteriormente svuotato con una flessione degli acquisti per latte e formaggi (-5%), e per l’ ortofrutta (-2 per cento), pur in presenza di una generale riduzione dei prezzi. In calo le uova (-3 per cento) che tradizionalmente sostituiscono la carne nei momenti di difficoltà economica. Coldiretti si attende, tuttavia, una leggera inversione di tendenza positiva nella seconda parte del 2014. Secondo l’ associazione sarà proprio la spesa alimentare, che rappresenta la seconda voce dei budget familiari, a beneficiare maggiormente del bonus di 80 euro al mese per alcune categorie di lavoratori dipendenti, disoccupati e cassintegrati che destinano una quota rilevante del proprio reddito all’ acquisto del cibo. Codacons: “il bonus da 80 euro ha fatto flop su tutti i fronti” “Gli effetti del bonus sono stati deludenti e peggiori di qualsiasi aspettativa, e non hanno prodotto alcun risultato sul fronte dei consumi e delle vendite, esattamente come previsto dal Codacons – afferma il presidente dell’ associazione Carlo Rienzi – Si tratta di un flop su tutti i fronti, e le ripercussioni del calo delle vendite si faranno sentire anche nei prossimi mesi”. “Il settore del commercio sta vivendo una crisi gravissima – prosegue Rienzi – a causa dell’ impoverimento delle famiglie e della costante riduzione del potere d’ acquisto dei cittadini, che non riescono più a comprare. Gli effetti di tale stato di cose per l’ economia italiana sono devastanti: solo nei primi 6 mesi del 2014, si sono registrati più di 8.000 fallimenti di imprese, con un incremento del 10% rispetto al 2013, e il settore più colpito è stato proprio quello del commercio”. TAG: vendite al dettaglio Italia Coldiretti Codacons. | ||||||||
| Rai News, 28/08/2014 11:17 | ||||||||
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economia.
Codacons: “Il bonus da 80 euro un flop, commercio a picco”
i dati istat sulle vendite al dettaglio di giugno “dimostrano come il bonus da 80 euro introdotto in busta paga dal governo renzi si sia rivelato un clamoroso flop”. sottolinea il codacons, commentando i numeri forniti dall`istituto di statistica.
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| “I dati Istat sulle vendite al dettaglio che nel mese di giugno hanno registrato una riduzione del 2,6% su base annua, dimostrano come il bonus da 80 euro introdotto in busta paga dal Governo Renzi si sia rivelato un clamoroso flop”. Lo afferma il Codacons, commentando i numeri forniti dall’ istituto di statistica. “Gli effetti del bonus sono stati deludenti e peggiori di qualsiasi aspettativa, e non hanno prodotto alcun risultato sul fronte dei consumi e delle vendite, esattamente come previsto dal Codacons – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Si tratta di un flop su tutti i fronti, e le ripercussioni del calo delle vendite si faranno sentire anche nei prossimi mesi”. “Il settore del commercio sta vivendo una crisi gravissima – prosegue Rienzi – a causa dell’ impoverimento delle famiglie e della costante riduzione del potere d’ acquisto dei cittadini, che non riescono più a comprare. Gli effetti di tale stato di cose per l’ economia italiana sono devastanti: solo nei primi 6 mesi del 2014, si sono registrati più di 8.000 fallimenti di imprese, con un incremento del 10% rispetto al 2013, e il settore più colpito è stato proprio quello del commercio”. Di qui, conclude Rienzi, l’ incentivo a “incrementare il potere d’ acquisto dei cittadini, con misure strutturali, riduzione delle tasse, sgravi e incentivi ai consumi” | ||||||||
| ilgiornale.it, 28/08/2014 11:15 | ||||||||
Economia al palo, gli italiani tagliano anche la spesa alimentare Web
anche nel primo mese del pieno godimento del bonus irpef di 80 euro, incassato a fine maggio, il commercio continua a dare segnali di forte sofferenza. codacons: “clamoroso flop del governo”
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| I consumi degli italiani purtroppo restano al palo. Lo si evince dagli ultimi dati Istat : rispetto a giugno 2013 l’ indice grezzo delle vendite registra una diminuzione del 2,6%. Calo sia per le vendite di prodotti alimentari (-2,4%) sia per quelle di prodotti non alimentari (-2,8%). Nel confronto con il mese di giugno 2013, le vendite diminuiscono sia per le imprese della grande distribuzione (-1,3%) sia per i piccoli negozi (-3,9%). L’ Istat registra un deciso ribasso delle vendite al dettaglio anche nei supermercati (-2,5%). Ancora per una volta si salvano i discount (+0,5%). Nel primo semestre del 2014, l’ indice grezzo diminuisce dell’ 1,0% rispetto allo stesso periodo del 2013. Le vendite di prodotti alimentari segnano una flessione dello 0,7% e quelle di prodotti non alimentari dell’ 1,1%. E che la crisi sia tuttaltro che superata è confermato anche da un altro dato, questa volta di Coldiretti : due italiani su tre (67 per cento) hanno tagliato la spesa in qualità e quantità, con pesanti effetti su tutta la filiera agroalimentare dal campo alla tavola. ” Le difficoltà economiche – sottolinea Coldiretti -hanno obbligato gli italiani a tagliare anche la spesa con tre milioni di famiglie costrette a fare acquisti negli hard discount, in aumento del 48 per cento rispetto all’ inizio della crisi. A cambiare non è solo la qualità dei prodotti acquistati ma nel primo semestre del 2014 il carrello della spesa si è ulteriormente svuotato con una flessione degli acquisti per latte e formaggi (-5%), e per l’ ortofrutta (-2%), nonostante la generale riduzione dei prezzi. In calo addirittura le uova (-3%) che tradizionalmente sostituiscono la carne nei momenti di difficoltà economica”. Intanto il Codacons punta il dito contro il governo: i dati Istat “dimostrano come il bonus da 80 euro introdotto in busta paga dal Governo Renzi si sia rivelato un clamoroso flop. Gli effetti del bonus sono stati deludenti e peggiori di qualsiasi aspettativa, e non hanno prodotto alcun risultato sul fronte dei consumi e delle vendite, esattamente come previsto dal Codacons – ha affermato il presidente dell’ Associazion, Carlo Rienzi -. Si tratta di un flop su tutti i fronti, e le ripercussioni del calo delle vendite si faranno sentire anche nei prossimi mesi”. Si attende una replica da Palazzo Chigi. Con questi dati, infatti, c’ è poco da stare allegri. Ma il governo potrà sempre obiettare che il bonus è appena entrato in vigore… La fiducia delle imprese torna a scendere Dopo il balzo di luglio ad agosto torna a scendere la fiducia delle imprese. L’ indice calcolato dall’ Istat si attesta a 88,2 da 90,8 del mese precedente. Il calo dell’ indice complessivo, spiega l’ istituto di statistica, è dovuto al peggioramento della fiducia delle imprese di tutti i settori, manifatturiero, dei servizi di mercato, delle costruzioni e del commercio al dettaglio. | ||||||||
| franco grilli | ||||||||
| espresso.it, 28/08/2014 11:10 | ||||||||
Cercasi mecenati per capolavori da salvare Web
nuovi strumenti legislativi e accorati appelli per finanziatori, italiani e stranieri, aprono forse ad una nuova fase positiva per l’ intervento dei privati nell’ archeologia. da capire però come e dove, con un piccolo suggerimento da parte nostra.
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| Se Roma si appresta a celebrare in grande stile il bimillenario della morte di Augusto (paradossalmente a partire dalla data della sua nascita, 23 settembre, invece che della sua morte, il 19 agosto), il ministro Franceschini già da tempo cerca di ridare nuova linfa alla figura del mecenate, dall’ omonimo patrono delle arti al tempo di Augusto. I mezzi li ha approntati, e bene: il dl Art Bonus del 31 maggio è diventato legge con una velocità impressionante lo scorso 30 luglio. Una misura fortemente voluta dal governo, tanto da mettere la fiducia sulla votazione del 28 luglio. Tra le numerose disposizioni la più importante e che dà il nome alla legge stessa è appunto quella a favore del mecenatismo, offrendo sgravi fiscali tramite credito d’ imposta, fino al 65% per 2014 e 2015, 50% per il 2016. Restaurate questi capolavori Un successo particolarmente importante, soprattutto perché chiude quanto iniziato nel 2011, con un decreto legislativo che aveva infine aperto la strada al mecenatismo in Italia. Già uno studio dello stesso Ministero dei Beni Culturali del 2009 aveva infatti mostrato quanto prima fosse difficile fare il mecenate in Italia : poco riconoscimento, scarsa tracciabilità dell’ impiego delle risorse e meccanismi fiscali oscuri e complicati lasciavano l’ Italia in coda per afflusso di donazioni rispetto a tutto il resto d’ Europa. E dire che le potenzialità non mancano. I siti che hanno bisogno di fondi decisamente non sono pochi , e in prima fila ci sono quelli chiusi al pubblico, a cui proprio l’ Espresso dedica un database . Tanto per citarne alcuni, la splendida Santa Maria Antiqua , oltre sei strati di affreschi e chiusa al pubblico da cinquant’ anni, o l’ Anfiteatro di Nola , addirittura più esteso di quello di Pompei e scavato solo per un quarto. Sempre più fortunati di altri siti, spesso in condizioni di abbandono o costretti all’ interramento perché mancano i fondi per la preservazione. Uno per tutti il villaggio preistorico, sempre a Nola e che, solo cinque anni dopo l’ entusiasmo internazionale per la scoperta della “Pompei dell’ Età del Bronzo”, fu interrato a seguito dell’ allagamento inarrestabile. Almeno senza i fondi per fermarlo. Quello che manca adesso sono solo i mecenati , ed è nella ricerca di questi che forse l’ entusiasmo del ministro corre il rischio di frenarsi. Non è da tutti i giorni trovare un imprenditore generoso come Yuzo Yagi , il giapponese che ha fornito i due milioni per il restauro della piramide Cestia a Roma, giunto ormai quasi al termine. Nessun desiderio di farsi pubblicità, nessuno sgravio fiscale: solo un sentimento di affinità con quel bianco travertino che era da anni ricoperto da uno smog grigio e impenetrabile. Allo stesso tempo, non è semplice trovare un imprenditore con le intenzioni e le disponibilità di Della Valle , che sponsorizza il restauro del Colosseo per un valore di 25 milioni di euro. Un restauro iniziato con grande ritardo, tre anni dalle dichiarazioni del gennaio 2011 di Della Valle, a causa di cavilli e ricorsi. Il più importante fu quello al Tar del Codacons, riguardo alla concessione dello sfruttamento dell’ immagine del Colosseo alla Tod’ s per addirittura vent’ anni: mecenate si, ma non senza interesse. vedi anche: Quanti ostacoli nella corsa del ministro Franceschini Ha defiscalizzato i contributi privati per l’ arte. Ha fatto pagare i biglietti dei musei ai sessantenni. Ha litigato con i sindacati per tenere aperte Pompei e il Colosseo. E adesso dovrà battagliare con il premier per ottenere l’ ok alla riforma dei beni culturali. Rassegna sintetica dell’ agenda da ministro dell’ attivissimo politico-scrittore Grandi opere richiedono d’ altronde donazioni della stessa misura , ma tanto più è grande la somma, tanto più è difficile trovare qualcuno disposto a versarla. E tanto più alto sarà quello che chiederà in cambio. Sembra strano quindi che l’ appello al mecenatismo di Franceschini sia partito proprio in occasione della visita del ministro a quello che è probabilmente il sito che richiede il finanziamento più grande di tutti: la Domus Aurea , che per aprire, forse nemmeno nella sua totalità, ha bisogno di almeno 31 milioni di euro. Una cifra imponente, che anche il Colosseo ha impiegato tempo per trovare. In realtà, i pochi fortunati che hanno avuto accesso alla Domus Aurea capiscono che probabilmente Franceschini è rimasto affascinato dalla bellezza della villa dell’ imperatore Nerone. Oltre centocinquanta ambienti riportati alla luce, in un dedalo sotterraneo fatto di ninfei, volte decorate con mosaici e conchiglie, portici alti fino a perdere lo sguardo la rendono probabilmente il monumento più affascinante di Roma. Sopravvissuta all’ interramento voluto da Traiano come damnatio memoriae , la Domus Aurea ha però bisogno di un imponente lavoro di consolidamento per contrastare l’ umidità e le infiltrazioni d’ acqua , responsabili di due crolli, l’ ultimo nel 2010. Non che la Domus sia abbandonata: i restauri degli ambienti e lo smantellamento del terrapieno che la sovrasta sono efficaci e all’ avanguardia e i lavori proseguono incessanti. Da qui però alla riapertura il passo è lungo 31 milioni, che la soprintendenza non ha. Difficile però capire chi li possa avere. Una discorso è infatti il Colosseo , forse il monumento italiano più conosciuto al mondo, un marchio che un finanziatore può facilmente apporre sui suoi prodotti e che qualsiasi consumatore al mondo potrebbe riconoscere, dall’ Asia agli Stati Uniti. Un investimento ampio che però , nonostante i ritardi e la burocrazia che rischiano di bruciare cinque milioni, ha la certezza di ripagarsi. Un altro è la Domus Aurea, la cui bellezza è proprio nel suo mistero, che però non la aiuta per la notorietà di cui avrebbe bisogno per trovare un finanziatore. Se il profilo del Colosseo può fare a gara per notorietà con quello della Torre Eiffel o del Big Ben, la Domus Aurea appare come poco più di un tunnel che, entrando nelle rovine delle terme di Traiano, si nasconde dentro il Colle Oppio. E’ poi un monumento chiuso al pubblico da oltre dieci anni e che, prima di poter riaprire stabilmente, avrebbe bisogno di almeno quattro anni, senza contare la ricerca del finanziatore, ricorsi, burocrazia e simili. Un altro punto a sfavore della sua visibilità. Non che un sito archeologico debba essere per forza famoso per trovare un finanziatore . Il punto è che, decreto Art Bonus o meno, il mecenatismo privato è più adatto a siti le cui necessità siano nettamente minori, nell’ ordine dei tre-quattro milioni di euro: si allarga il numero di possibili finanziatori, il processo è più snello e i risultati possono essere altrettanto spettacolari. Per dimostrarlo, proponiamo un piccolo consiglio per gli acquisti per potenziali mecenati: la Basilica sotterranea di Porta Maggiore. Ancora più nascosta della Domus, si trova letteralmente sotto i binari del nodo ferroviario di San Lorenzo, sotto i quali fu infatti accidentalmente scoperta nel 1917. A differenza della villa di Nerone, la basilica nacque come edificio sotterraneo, nel primo secolo dopo Cristo. Unica nel suo genere, la sua bellezza sta appunto nell’ aura di mistero che circonda la sua origine e funzione: forse adibita a culti esoterici o neopitagorici, forse ad uso funerario, la basilica è un ambiente particolare, interamente ricoperto di stucchi e decorazioni completamente bianche. Ancora non chiari poi i motivi per cui fu abbandonata già in epoca romana, e del perché furono asportati molti dei ritratti che decoravano le navate, forse a seguito della condanna del culto praticato lì dentro. Una inquisizione ante litteram . Nonostante i lavori di restauro anche qui importanti, la basilica è sotto assedio continuo , come ci ha detto la direttrice scientifica Ida Sciortino. Sopra, il passaggio dei treni è quasi continuo e le vibrazioni sono forti e pericolose. Dentro, la soletta di cemento armato costruita per proteggerla negli anni ’50 la rende un ambiente perfetto per le muffe, che proliferano nelle acque di scarico dei treni e che danneggiano in maniera grave gli stucchi. Nonostante la delicatezza però, la basilica si presta perfettamente all’ intervento di un finanziatore: con un investimento dai due ai quattro milioni di euro si potrebbe chiudere i lavori di restauro e consolidamento e aprirla al pubblico. Una cifra abbordabile, e anzi quasi conveniente con l’ Art Bonus, per molte medie imprese italiane, che avrebbero la possibilità di associarsi ad un monumento unico nel suo genere con una minima spesa. Come molti altri a Roma. Certo, non che ci dispiacerebbe poter passeggiare di nuovo sotto la volta dorata della Domus come Michelangelo o Pinturicchio, grazie ai Ferrero o a Miuccia Prada. Ma forse è meglio fare un passo alla volta. | ||||||||
| di lorenzo colantoni | ||||||||
| ASCA, 28/08/2014 10:48 | ||||||||
Codacons: il bonus da 80 euro ha fatto flop, commercio a picco Web |
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| Crescono del 10% i fallimenti di imprese rispetto al 2013 (ASCA) – Roma, 28 ago 2014 – I dati Istat sulle vendite al dettaglio di giugno “dimostrano come il bonus da 80 euro introdotto in busta paga dal Governo Renzi si sia rivelato un clamoroso flop”. A sottolinearlo e’ il Codacons, commentando i numeri forniti dall’ Istituto di statistica. “Gli effetti del bonus sono stati deludenti e peggiori di qualsiasi aspettativa, e non hanno prodotto alcun risultato sul fronte dei consumi e delle vendite, esattamente come previsto dal Codacons – ha affermato il presidente dell’ Associazion, Carlo Rienzi – Si tratta di un flop su tutti i fronti, e le ripercussioni del calo delle vendite si faranno sentire anche nei prossimi mesi”. Il settore del commercio “sta vivendo una crisi gravissima – prosegue Rienzi a causa dell’ impoverimento delle famiglie e della costante riduzione del potere d’ acquisto dei cittadini, che non riescono piu’ a comprare. Gli effetti di tale stato di cose per l’ economia italiana sono devastanti: solo nei primi 6 mesi del 2014, si sono registrati piu’ di 8.000 fallimenti di imprese, con un incremento del 10% rispetto al 2013, e il settore piu’ colpito e’ stato proprio quello del commercio”. Ecco perche’ il governo Renzi “deve cambiare strategia: la strada maestra da seguire per uscire dal pantano in cui versa l’ economia nazionale, e’ incrementare il potere d’ acquisto dei cittadini, con misure strutturali, riduzione delle tasse, sgravi e incentivi ai consumi”. Red-Mlp. | ||||||||
| TMNews, 28/08/2014 10:45 | ||||||||
Codacons: il bonus da 80 euro ha fatto flop, commercio a picco Web
crescono del 10% i fallimenti di imprese rispetto al 2013.
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| Roma, 28 ago. (TMNews) – I dati Istat sulle vendite al dettaglio di giugno “dimostrano come il bonus da 80 euro introdotto in busta paga dal Governo Renzi si sia rivelato un clamoroso flop”. A sottolinearlo è il Codacons, commentando i numeri forniti dall’ Istituto di statistica. “Gli effetti del bonus sono stati deludenti e peggiori di qualsiasi aspettativa, e non hanno prodotto alcun risultato sul fronte dei consumi e delle vendite, esattamente come previsto dal Codacons – ha affermato il presidente dell’ Associazion, Carlo Rienzi – Si tratta di un flop su tutti i fronti, e le ripercussioni del calo delle vendite si faranno sentire anche nei prossimi mesi”. Il settore del commercio “sta vivendo una crisi gravissima – prosegue Rienzi a causa dell’ impoverimento delle famiglie e della costante riduzione del potere d’ acquisto dei cittadini, che non riescono più a comprare. Gli effetti di tale stato di cose per l’ economia italiana sono devastanti: solo nei primi 6 mesi del 2014, si sono registrati più di 8.000 fallimenti di imprese, con un incremento del 10% rispetto al 2013, e il settore più colpito è stato proprio quello del commercio”. Ecco perchè il governo Renzi “deve cambiare strategia: la strada maestra da seguire per uscire dal pantano in cui versa l’ economia nazionale, è incrementare il potere d’ acquisto dei cittadini, con misure strutturali, riduzione delle tasse, sgravi e incentivi ai consumi”. | ||||||||
| Il Velino, 28/08/2014 10:39 | ||||||||
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economia.
Istat, Codacons: Bonus di 80 euro ha fatto flop su tutti i fronti
grave crisi commercio, fallimenti imprese +10% rispetto a 2013.
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| “I dati Istat sulle vendite al dettaglio che nel mese di giugno hanno registrato una riduzione del 2,6% su base annua, dimostrano come il bonus da 80 euro introdotto in busta paga dal Governo Renzi si sia rivelato un clamoroso flop”. Lo afferma il Codacons, commentando i numeri forniti dall’ istituto di statistica. “Gli effetti del bonus sono stati deludenti e peggiori di qualsiasi aspettativa, e non hanno prodotto alcun risultato sul fronte dei consumi e delle vendite, esattamente come previsto dal Codacons – afferma il presidente Carlo Rienzi – Si tratta di un flop su tutti i fronti, e le ripercussioni del calo delle vendite si faranno sentire anche nei prossimi mesi”. “Il settore del commercio sta vivendo una crisi gravissima – prosegue Rienzi – a causa dell’ impoverimento delle famiglie e della costante riduzione del potere d’ acquisto dei cittadini, che non riescono più a comprare. Gli effetti di tale stato di cose per l’ economia italiana sono devastanti: solo nei primi 6 mesi del 2014, si sono registrati più di 8.000 fallimenti di imprese, con un incremento del 10% rispetto al 2013, e il settore più colpito è stato proprio quello del commercio”. Il Governo Renzi deve cambiare strategia: la strada maestra da seguire per uscire dal pantano in cui versa l’ economia nazionale, è incrementare il potere d’ acquisto dei cittadini, con misure strutturali, riduzione delle tasse, sgravi e incentivi ai consumi”, conclude il presidente Codacons. | ||||||||
| com/rog | ||||||||
| Il Sole 24 Ore, 28/08/2014 06:57 | ||||||||
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gli interventi dei privati bloccati dai cavilli.
COLOSSEO A ROMA |
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| Della Valle due anni in panchina Annunciata a inizio 2011, la sponsorizzazione per restaurare il Colosseo grazie ai 25 milioni messi a disposizione dal proprietario dalla Tod’ s, Diego Della Valle, ha dovuto aspettare circa due anni prima di partire, bloccata dal contenzioso presso i giudici amministrativi. A presentare ricorso era stato il Codacons, che nell’ autunno del 2011 aveva chiesto al Tar di sospendere l’ operazione per fare chiarezza sulle procedure della sponsorizzazione (ritenuta, tra l’ altro, inadeguata all’ importanza del monumento) e sui diritti di sfruttamento accordati a Della Valle. La vicenda, che già in primo grado aveva visto il Tar Lazio bocciare per infondatezza il ricorso del Codacons, si è chiusa nell’ agosto di un anno fa, quando anche il Consiglio di Stato – al quale l’ associazione di consumatori aveva presentato appello – ha ritenuto che le argomentazioni dei ricorrenti fossero esposte «in modo apodittico» e, dunque, non fossero «rapportate a specifici fattori di incongruità o illogicità del contratto di sponsorizzazione». I lavori, dunque, sono potuti partire: a fine luglio è stata completata la prima parte del progetto di restauro. A. Che. FONTEGO DEI TEDESCHI A VENEZIA Polemiche sul recupero Benetton Nel 2008 Edizione Property, braccio immobiliare del gruppo Benetton, si è aggiudicata gli oltre 10mila metri quadri della ex sede delle Poste centrali veneziane, a pochi metri dal ponte di Rialto, messa all’ asta con una base di 51 milioni e assegnato per 53 in una gara alla quale avevano partecipato anche gli spagnoli di Zara e gli svedesi di H&M. Il progetto per il Fontego dei tedeschi, palazzo di origini duecentesche poi affrescato da Giorgione e Tiziano, da trasformare in grande magazzino (18 milioni di investimento) prevedeva in origine fra l’ altro la realizzazione di una grande terrazza, di un lucernaio rialzato per ricavare altri 800 metri quadri all’ ultimo piano di una scala mobile «amovibile» per liberare la corte in caso di eventi pubblici. In campo a contestare l’ opera erano scesi cittadini, intellettuali ed architetti locali. La convenzione per il restauro e il recupero del Fondaco era stata firmata a fine 2011 spaccando il consiglio comunale, nel febbraio 2012 anche l’ apertura di una inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Venezia. L’ iter burocratico del progetto, dopo il parere favorevole della Soprintendenza, ha richiesto altri mesi. I lavori sono iniziati nella primavera 2013 e dureranno circa due anni. B. Ga. SITO ARCHEOLOGICO DI POMPEI Le proposte cadute nel vuoto Il meglio e il peggio insieme. La Soprintendenza vesuviana in quanto a partnership tra pubblico e privato non si è fatta mancare nulla. Il sito di Ercolano è stato laboratorio dell’ esperienza di David W. Packard, figlio del fondatore di Hp che con l’ Herculaneum Conservation Project dal 2001 ha stanziato 20 milioni e adesso cofinanzia con altri 3 milioni il progetto di ampliamento degli scavi. Un modello di collaborazione cui, per ammissione del ministro Dario Franceschini, ci si è ispirati al momento di definire i meccanismi dell’ art bonus. Ma il sito di Pompei continua a essere terra di occasioni non colte. Dal crollo della Schola Armatorum (novembre 2010) in molti hanno offerto un contributo senza esiti: prima i francesi di Epadesa che sposarono il progetto dell’ Unione Industriali di Napoli, poi i cinesi del distretto di Jiading, i giapponesi di Toshiba e l’ emiro del Kuwait. Segno della difficoltà degli apparati ministeriali a confrontarsi con l’ interlocutore privato. Una sola formula di partenariato è finora andata in porto: quella con Finmeccanica che, guarda caso, è azienda a maggioranza statale e ha offerto know how piuttosto che soldi. La speranza è che l’ art bonus inverta il trend. F. Pr. IL BATTISTERO DI FIRENZE Niente sponsor per la ripulitura Niente pubblicità sulle impalcature che avvolgono il Battistero di Firenze, monumento tutelato dall’ Opera di Santa Maria del Fiore. Proprio questa antica istituzione, nata 700 anni fa per sovrintendere alla costruzione e poi conservazione del complesso monumentale di piazza del Duomo, ha chiesto nel luglio scorso l’ autorizzazione al Comune di Firenze per installare cartelloni pubblicitari su una porzione (il 20%) di una delle otto facciate del Battistero, operazione diretta a finanziare la ripulitura del monumento che costa più di due milioni. Dal contratto con un’ agenzia pubblicitaria l’ Opera avrebbe ricavato circa 500mila euro: erano già pronte le inserzioni dell’ Expo di Milano e della mostra Equilibrium realizzata dalla maison Ferragamo. Ma l’ amministrazione fiorentina ha detto no: la giunta guidata dal sindaco Dario Nardella ha modificato il regolamento comunale sulla pubblicità, avocando a sé la tutela dell’ immagine di cinque monumenti-simbolo, tra cui appunto il Battistero. In caso di negazione del consenso, dice la delibera, sarà la giunta a proporre alternative per recuperare il denaro necessario: l’ Opera del Duomo sta aspettando. S. Pi. | ||||||||
| Il Messaggero, 28/08/2014 06:34 | ||||||||
«C’ è il traffico dei commenti positivi» PDF |
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| LA DENUNCIA C’ è il mercato delle recensioni su Tripadvisor. Vuoi una raffica di commenti positivi sul tuo locale? Paga, ogni giudizio buono ha un prezzo. «Tre a settimana costano 500 euro», questa l’ offerta che si è visto fare un noto ristoratore romano da una società di marketing che si occupa di reputazione online. In questo caso la promessa era quella di far scalare in breve tempo un bel po’ di posizioni in classifica. «Abbiamo ricevuto negli ultimi mesi parecchie denunce di imprenditori romani a cui sono stati offerti pacchetti di false recensioni», spiegano al Codacons. Venti, trenta commenti inventati sul ristorante, la pizzeria o l’ albergo che accetta di pagare. Gli abusi sono tanti: si va dai singoli clienti che ottengono uno sconto promettendo una recensione, ai fornitori che la assicurano in cambio di un sovrapprezzo, alle agenzie che le vendono in blocco fino ai tour operator che strappano prezzi bassissimi minacciando pareri negativi. E ci sono anche le stroncature architettate dalla concorrenza. È accaduto a un gruppo di albergatori «perseguitati» dai giudizi negativi di chi voleva accaparrarsi i loro clienti. «In questo modo non c’ è trasparenza e fiducia – attacca Lamberto Santini, presidente dell’ Adoc – esiste un mercato delle opinioni che mina la bontà e l’ utilità di certi siti». M.Lo. © RIPRODUZIONE RISERVATA. | ||||||||
| Il Messaggero, 28/08/2014 06:34 | ||||||||
Piazza Navona, sui tavolini bocciato ricorso dei ristoranti PDF |
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| COMMERCIO Tavolini all’ aperto a piazza Navona, il Consiglio di Stato ha rigettato l’ appello dei proprietari dei locali che già avevano avuto torto di fronte al tar. Lo ha annunciato ieri il Codacons che si era opposto, chiedendo invece il rispetto dei piani di massima occupabilità. Gli esercenti si erano rivolti ai giudici amministrativi di secondo grado contro la sentenza del Tar del Lazio che ha, di fatto, imposto la riduzione del numero di tavolini sul suolo pubblico a piazza Navona. Spiega il Codacons: «Di fatto è stata accolta la nostra linea». Nelle scorse settimane la decisione del Tar aveva imposto la rimozione dei tavoli che occupavano il suolo stradale. Subito c’ era stata la rivolta degli esercenti che avevano organizzato una serrata nei giorni precedenti al Ferragosto. Subito era partita una delicata trattativa con il Campidoglio che ha portato a un accordo nel rispetto del piano di massima occupabilità previsto dall’ amministrazione capitolina. ALTRE ZONE Una identica soluzione è stata trovata anche per piazza Campo dè Fiori. «Bar e ristoranti dovranno adeguarsi scrupolosamente alle nuove disposizioni in fatto di tavolini – afferma il Presidente del Codacons, Carlo Rienzi – Attraverso i nostri ispettori controlleremo inoltre le principali piazze turistiche della capitale, da Trastevere al Colosseo, Prati e San Lorenzo, e denunceremo tutte le situazioni in cui compariranno tavolini selvaggi in barba alle leggi». © RIPRODUZIONE RISERVATA. | ||||||||
| Il Messaggero (ed. Civitavecchia), 28/08/2014 06:30 | ||||||||
Degrado. Il Codacons minaccia: pronti a fare una class action PDF |
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| Topi, città sporca e discariche abusive che si moltiplicano. Inoltre, sono numerose le perdite d’ acqua. Nuovo viaggio tra gli episodi di degrado che danneggiano la città. Imperato a pag. 47. | ||||||||
| Il Messaggero (ed. Viterbo), 28/08/2014 06:27 | ||||||||
Rifiuti, topi e buche: una città sotto assedio PDF
ma aumenta la tariffa per la spazzatura il codacons: class action.
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| L’ EMERGENZA Quella con discariche abusive, immondizia e perdite d’ acqua sembra essere una lotta impari. Difficile stabilire dove finiscono le responsabilità dell’ amministrazione comunale e di Etruria Servizi e cominciano quelle dei cittadini incivili. Sono però certe due cose: si spedisce una pessima cartolina di Civitavecchia considerando i tanti croceristi che sbarcano in questo periodo, ma si calpesta anche il diritto di vivere in una città efficiente e decorosa a quei tanti civitavecchiesi, che pagano tasse sempre più alte, senza ottenere in cambio nulla. Proprio mentre si completa il pagamento della Tari (la seconda rata della prima tranche scade il 31 agosto) e ci si prepara al salasso di novembre quando al conto verranno aggiunti l’ adeguamento tariffario e le spese per il trasferimento a Viterbo dei rifiuti da pre-trattare, sembra doversi rassegnare – paradossalmente – a vivere in una “monnezzopoli”. La volontà di uscirne è palese, ma i risultati sono scarsi. Solo qualche giorno fa grazie all’ impegno dei delegati ai quartieri e al supporto di volontari si è riusciti a ripulire la rotonda di Campo dell’ Oro, a sfalciare l’ erba dai bordi stradali di via dell’ Immacolata e portare a termine un bel ripristino di via dei Padri Domenicani, dove tra erbacce e rifiuti erano stati avvistati oltre ai topi persino le vipere. DEGRADO I roditori girano comunque indisturbati per il centro: a via Mazzini, a via Giusti, a via Trieste ed via Traiana. Si “mescolano” ai turisti, che vagano facendo attenzione a dribblare la deiezioni dei cani e a non mettere piedi in fallo nelle buche, che invece i cittadini conoscono bene visto che sono lì da tempo. Le strade, anche quelle del centro e delle vie dello shopping, sono sporche e poco curate, nonostante molti commercianti abbiamo avviato “pulizie fai da te” davanti ai negozi. In molti si lamentano che gli operai di Etruria Servizi non svolgano al meglio il loro lavoro e la presidente regionale del Codacons Sabrina De Paolis ha raccontato di aver ricevuto diverse segnalazioni e di essere stata lei stessa testimone di “imboscamenti”. Non si esclude una class action anche a fronte, non solo della Tari, ma pure della doppia Tia straordinaria, imposta per coprire buchi di gestione. Da Etruria ci si difende parlando di attrezzature e mezzi non adeguati per svolgere le pulizie e pericolosi per gli stessi operai. Se pulire è un problema, sporcare è un gioco da ragazzi, anzi da incivili. Pullulano le discariche abusive: in centro ed in periferia si abbandona di tutto vicino ai cassonetti. Da reti, materassi e vecchi elettrodomestici a via dei Granari, a via dei Bastioni e su viale Baccelli fino a materiale edile e persino eternit in zona Industriale. Sono state ripulite le discariche di via delle Vigne e via Tirso, ma ne è comparsa un’ altra a via Diottasi, che si trova ad appena 300metri dall’ Isola ecologica di via Flores, che come ha ricordato – proprio ieri in una nota il sindaco Cozzolino – è completamente gratuita per i cittadini che possono andare a conferire dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12. C’ è poi chi si diverte a rovesciare a terra a calci i cestini dei parchi, come in quello della “Resistenza” che spesso viene ripulito anche da alcuni volontari. BUCHE Altra piaga: le perdite idriche. Dopo i “rattoppi” a via Lepanto e a via Matteotti tra domenica e lunedì, i lavori si sono interrotti e continuano a scorrere fiumi d’ acqua a via Bandiera, a via Isonzo (i tombini ostruiti hanno formato un laghetto), a via Terme di Traiano alta, a viale Baccelli ed in altre decine di strade cittadine con buche pericolose per pedoni ed automobilisti. Mentre l’ acqua scorre a fiumi, i lavori (finanziati prelevando 45mila euro dal fondo del sindaco) procedono a singhiozzo tra cittadini esasperati ed opposizione all’ attacco del M5S, che studia soluzioni definitive, correndo il rischio di sottovalutare l’ emergenza. Ciro Imperato © RIPRODUZIONE RISERVATA. | ||||||||
| Gazzetta del Sud (ed. Reggio Calabria), 28/08/2014 06:08 | ||||||||
In sintesi PDF |
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| l Nei giorni scorsi il Codacons aveva lamentato l’ elevato numero di contravvenzioni (ben 570 nel primo giorno, 2.655 dall’ inizio di giugno ad oggi) elevate dalla Polizia municipale di Marina di Gioiosa grazie agli autovelox posizionati in due punti critici per la circolazione e la sicurezza stradale: l’ uscita lato nord del paese, in direzione Roccella, e la strada Torrevecchia che collega il centro abitato con la superstrada Jonio-Tirreno e la nuova 106. | ||||||||
| Gazzetta del Sud (ed. Reggio Calabria), 28/08/2014 06:08 | ||||||||
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marina di gioiosa.
«Infrazioni diminuite dell’ 80%»
il sindaco difende l’ autovelox e assicura: strumentazione tarata a termini di legge.
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| «Oggi siamo qui per fare chiarezza e dire la verità sulla questione autovelox sollevata dal Codacons», ha esordito il sindaco Vestito nella conferenza stampa di ieri mattina al Comune di Marina di Gioiosa Jonica. «Da parte nostra c’ è molta disponibilità, abbiamo messo a disposizione delle associazioni dei consumatori i dati che ci sono stati richiesti: 2655 le infrazioni registrate dagli inizi di giugno ad oggi – spiega il sindaco – e siamo lieti che dopo il nuovo incontro avuto ieri proprio qui le loro posizioni si siano ridimensionate». Continuando nel suo discorso, il primo cittadino ha spiegato le ragioni che hanno spinto l’ amministrazione comunale ad adottare misure preventive per la sicurezza stradale: «Ci sono due criticità nel nostro comune, una è l’ uscita del paese lato nord in direzione Roccella Jonica e l’ altra è la strada Torrevecchia, arteria sempre più trafficata in quanto collega il centro abitato con la superstrada Jonio-Tirreno e la nuova Statale 106». Si tratta di zone altamente popolate e in cui sono presenti attività commerciali; inoltre in quel tratto negli ultimi quindici anni ci sono state decine di incidenti, dei quali sette mortali, tutti a causa dell’ alta velocità. Tornando all’ autovelox, Vestito ha spiegato che si tratta dello stesso strumento utilizzato dalla Polizia Stradale e la cui taratura è fatta secondo i termini di legge: «Sarebbe impensabile, oltre che un reato, aumentare il limite di tolleranza come ha proposto qualcuno. Per quanto riguarda l’ elevato numero di contravvenzioni fatte il primo giorno dell’ installazione del disposi tivo – continua il sindaco – c’ è da sottolineare che le 570 contravvenzioni comminate sono il frutto di oltre cinque ore di attività, e su quella strada ogni ora passano migliaia di veicoli e l’ autovelox rileva la velocità in entrambi i sensi di marcia. Il dato invece secondo me più importante è che negli ultimi giorni il numero di multe si sia ridotto di circa l’ 80%, segno che ora gli automobilisti sono più attenti». L’ incontro con la stampa è stata anche l’ occasione per fugare ogni dubbio circa la volontà dell’ amministrazione di utilizzare l’ autovelox per fare cassa: «Il nostro intento è salvaguardare i cittadini, i fondi che deriveranno dalle multe infatti saranno spesi per la sicurezza stradale e per un progetto di educazione alla sicurezza stradale che avvieremo ad ottobre nelle scuole insieme all’ ASAPS, l’ associazione Amici e sostenitori della polizia stradale». In prima linea nel progetto ci sarà il comandante della Polizia municipale Settimio Ambrosio: «Sono parecchi anni che vado nelle scuole come volontario a fare educazione alla sicurezza stradale, e sono sempre più convinto che quest’ ultima debba diventare materia di studio». Sulle polemiche dei giorni scorsi, invece, il comandante Ambrosio ha spiegato come siano state rispettate tutte le norme del codice della strada e e direttive del ministero dei Trasporti, concludendo: «Se il controllo della velocità può salvare anche solo una vita umana, allora non mi vergogno ad usarlo». Al termine dell’ incontro, ai giornalisti è stata data la possibilità di vedere in funzione l’ apparecchio proprio sul tratto di Statale in uscita dal paese.3. | ||||||||
| cristian pugliese | ||||||||
| Il Tempo, 28/08/2014 05:31 | ||||||||
Entrare e posteggiare ormai è un lusso PDF
i permessi d’ ingresso rincarati fino al 1000%. piangono anche i residenti colpo di grazia con l’ aumento dei parcometri. tolleranza fino a ottobre.
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| MUna stangata che in alcuni casi vale il 1000 per cento. È l’ effetto degli aumenti del Comune di Roma su ztl e strisce blu. Il nuovo tariffario per le quattro zone a traffico limitato (Centro Storico, Trastevere, San Lorenzo e Testaccio) è già entrato in vigore. A piangere sono soprattutto gli abbonati annuali non residenti: chi lavora in centro città dovrà corrispondere al Campidoglio da un minimo di 2016 euro ad un massimo di 2816 euro, a secondo della cilindrata della sua auto. Ma la stangata arriva anche per chi abita nelle zone interessate: in Centro si passa, per le auto più piccole, dagli irrisori 76 euro in 5 anni del passato agli attuali 1016 euro; consistenti gli incrementi sulle ztl di Trastevere (6 volte) e San Lorenzo (2 volte). Invariate invece le tariffe per Testaccio. Il 3 settembre, comunque, sarà chiamato ad esprimersi sul ricorso presentato dal Codacons. In fase di aggiornamento anche i parcometri per le strisce blu, operazione che sarà completata entro fine ottobre. Fino ad allora, saranno «tollerate» le modalità di pagamento precedenti. Dopo, niente scuse: si dovranno versare 1,50 euro l’ ora. Da subito, invece, sono stati revocati i mini -abbonamenti: niente più 4 euro per 8 ore né i 70 euro mensili. «Aiuta le casse del Comune – ha spiegato il vicesindaco Luigi Nieri-e poi Roma aveva il prezzo più basso in Italia». All’ attacco il centro destra: «Ripristinare subito le tariffe agevolate», chiede Davide Bordoni, coordinatore romano di Forza Italia; «la città è allo sbrago e Marino è impegnato a fare cassa», incalza Fabrizio Ghera (Fdi). La Ztl euro Ztl centro storico Ztl Trastevere Ztl San Lorenzo Ztl Testaccio euro euro. | ||||||||
| La Repubblica, 28/08/2014 04:29 | ||||||||
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tavolino selvaggio.
Piazza Navona il Consiglio di Stato boccia il ricorso |
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| ILCONSIGLIOdi Stato ha respinto il ricorso di alcuni ristoratori in merito al provvedimento, decretato dal Tar, che impone la riduzione del numero di tavolini a piazza Navona. La trattativa fra esercenti e Campidoglio giunge dunque al termine. Soddisfazione di Codacons che commenta: «Il Consiglio di Stato ha accolto le nostre richieste dopo l’ opposizione al ricorso degli esercenti chiedendo il rispetto del piano di occupabilità del Comune». | ||||||||
| La Repubblica, 28/08/2014 04:29 | ||||||||
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la polemica.
La Cgil: “Strisce blu sospendere l’ aumento” |
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| È POLEMICA sull’ aumento delle tariffe per il parcheggio sulle strisce blu: il costo per un’ ora, dalla fine di agosto, è salito a 1,50 euro. Il Codacons ha subito presentato un ricorso collettivo al Tar. E ieri è infuriata la polemica con tutte le forze politiche di minoranza, ma anche i sindacati come Cgil e Ugl, che hanno gridato allo scandalo: «Ennesimo balzello punitivo di una amministrazione inconcludente e inadeguata. I romani non sono un bancomat surrogato per le casse capitoline», ha detto il capogruppo FI, Giovanni Quarzo. SEGUE A PAGINA XXIV. | ||||||||
| La Città di Salerno, 28/08/2014 04:17 | ||||||||
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codacons.
CANONI IDRICI E PERTINENZE PARTITA VINTA |
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| di RAFFAELLA D’ ANGELO* La Corte d’ Appello di Salerno con sentenza numero 437/2014 depositata il 30 luglio 2014 ha posto fine ad un annosa vicenda sorta tra il Codacons Campania, difeso dalla scrivente e Salerno Sistemi. L’ associazione lamentava che la concessionaria del servizio idrico per la città di Salerno, considerava le utenze idriche presenti nel locali pertinenza di immobili come utenze non domestiche tout court, a prescindere dalla natura e destinazione del bene principale: abitazione (uso domestico: residenti e non) o attività produttiva (non domestico). Il comportamento adottato da Salerno Sistemi, infatti, oltre ad essere assolutamente contrario a quanto previsto in materia di pertinenze dal codice civile e dalle leggi vigenti, comportava un’ aggravio di spesa ingiustificato per gli utenti, non solo perché il costo del servizio per uso non domestico è soggetto ad una tariffazione più elevata rispetto a quella prevista per l’ uso domestico, ma anche perché alle predette utenze nel momento in cui venivano definite, a prescindere dal loro uso e destinazione, come “non domestiche”, nella fatturazione del consumo ad esse imputabile veniva addebitato l’ ulteriore costo della “quota fissa”, cosiddetto minimo impegnato, consistente in una somma dovuta indipendentemente dal consumo effettivo di acqua. Tale voce per le utenze domestiche, invece, risulta abolita in virtù del disposto della delibera Cipe numero 52 del 4 aprile 2001 e per le stesse quindi il costo del servizio viene calcolato in base all’ effettivo consumo di acqua. La Corte d’ Appello ha risolto in maniera positiva per l’ utenza salernitana l’ annosa controversia ritenendo illegittimo il comportamento tenuto dal gestore idrico anche perché, come denunciato dalla associazione, lo stesso risultava in contrasto non solo con le vigenti disposizioni di legge ma anche con il Regolamento in materia previsto dalla Siis, gestore unico dell’ Ato Sele, a cui aderisce Salerno Sistemi, che prevede norme omogenee e uniformi per bacino di competenza, per la gestione ottimale della risorsa idrica. Infatti sotto questo aspetto, il comportamento contestato, determinava anche una ingiustificata discriminazione degli utenti serviti da Salerno Sistemi rispetto all’ utenza servita da altri gestori aderenti all’ ente d’ ambito. La Corte d’ Appello di Salerno ha pertanto condannato il gestore alla cessazione del comportamento contestato, a darne notizia all’ utenza mediante pubblicazione del provvedimento. Il gestore del servizio idrico, quindi, oltre a cessare il comportamento ingiustificato ed erroneo, quale conseguenza della sentenza dovrà restituire le somme in eccedenza versate dai titolari salernitani di contratti di utenza a servizio di beni pertinenziali a partire dal 2008, data di inizio dell’ azione. *Ufficio legale Codacons Campania. | ||||||||
| La Nuova Prima Pagina, 28/08/2014 04:11 | ||||||||
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statistica il codacons teme un autunno nero sul fronte delle vendite e dei consumi.
Istat, la fiducia dei consumatori cala ancora
per trovare valori più bassi bisogna tornare al mese di marzo.
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| La fiducia dei consuma- tori italiani continua a diminuire. A rilevarlo è l’ Istat, che nel mese di agosto ha registrato un arretramento dell’ indice da 104,4 a 101,9. Si tratta del terzo calo consecutivo. Si pensi che, per rintracciare un valore più basso di questo, bisogna tornare indietro al mese di marzo, quando l’ indice registrava 101,8. A giudizio del Codacons, i dati dell’ Istituto di statistica sulla fiducia dei consumatori in calo ad agosto «portano a temere un autunno nero dal punto di vista dei consumi degli italiani». Come ha commentato il presidente del Coordinamento delle associazioni a difesa del consumatore, Carlo Rienzi, «l’ indice sulla fiducia dei consumatori e’ una cartina di tornasole della propensione all’ acquisto delle famiglie italiane» Rienzi ha poi proseguito: «Se la fiducia viene a mancare, i cittadini saranno portati a rimandare i propri acquisti a tempi migliori e a ridurre all’ indispensabile i propri consumi. Per questo motivo, proprio alla luce dei dati diffusi dall’ Istituto di statistica, prevediamo un autunno difficile sul fronte delle vendite e dei consumi, con u n’ ulteriore riduzione che potrà danneggiare ancora il commercio già messo a dura prova dai tagli operati dalle famiglie italiane». I consumatori del bel Paese ad agosto mostrano preoccupazione per la situazione economica generale, rispetto sia alle condizioni attuali che a quelle future. Passando ad esaminare la sfera familiare, se i giudizi sulla situazione economica domestica migliorano leggermente, le prospettive invece si deteriorano. I dati registrati dall’ Istat mostrano che esiste incertezza anche sul versante della capacità di risparmio. | ||||||||
| La Padania, 28/08/2014 03:01 | ||||||||
Consumatori senza fiducia Gli italiani NON credono alle promesse di RENZI PDF |
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| Nonostante gli annunci di un governo che continua a stupire con le sue mitologiche promesse, la fiducia dei consumatori continua a scendere ancora: ad agosto, infatti, l’ indice arretra a 101,9 punti da 104,4, registrando il terzo calo consecutivo. Siamo qualsi a livelli di record: per trovare un valore più basso bisogna tornare al mese di marzo (101,8). Lo rileva l’ Istat, che spiega come il peggioramento sia diffuso, ma il settore che cede più punti è quello che riguarda l’ ambito economico. Mentre il presidente del Consiglio Matteo Renzi continua a spandere fiducia, l’ estate si può tinteggiare soltanto con un colore, il nero, a giudicare dagli umori dei consumatori. Secondo i dati Istat, gli italiani hanno progressivamente limato la loro fiducia, con tre cali consecutivi dell’ indice che la misura: dopo gli avanzamenti di marzo, aprile e maggio, l’ ottimismo non ha fatto altro che scemare. Giugno, luglio e agosto hanno rispettivamente segnato tre cali consecutivi. Ma è proprio il mese in corso che ha accelerato la discesa (-2,5 punti), portandoci indietro di quasi mezzo anno. Aspettando i fantomatici posti di lavoro che annuncia un giorno sì e un altro pure l’ Esecutivo, gli italiani temono la disoccupazione e sono preoccupati per l’ eco nomia. I dati Istat sulla fiducia dei consumatori fanno temere un autunno nero sul fronte dei consumi degli italiani. Lo afferma il Codacons, commentando i numeri forniti dall’ istituto di statistica. «L’ indice sulla fiducia dei consumatori è fortemente indicativo della propensione all’ ac quisto delle famiglie – ha spiegato il presidente Carlo Rienzi Se non c’ è fiducia i cittadini saranno portati a rimandare gli acquisti a tempi migliori e a ridurre all’ indispensabile i propri consumi. Per tale motivo, alla luce dei dati Istat, prevediamo un autunno nero sul fronte delle vendite e dei consumi, con una ulteriore riduzione che danneggerà fortemente il commercio già messo a dura prova dai tagli operati dalle famiglie italiane». Anche per il Codacons, sono a rischio i consumi e sarà un autunno nero per le vendite. I consumatori italiani ad agosto mostrano preoccupazione per la situazione economica del Paese, sia rispetto alle condizioni attuali che future. Soprattutto le previsioni sulla disoccupazione indicano un aumento. Passando alla sfera familiare, se i giudizi sulla situazione economica domestica migliorano lievemente, le prospettive invece si deteriorano. Stando sempre ai dati Istat, emerge incertezza anche sul versante della capacità di risparmio. Secondo Paolo Mameli, Senior economist del Servizio Studi di Intesa Sanpaolo, «peggiorano sia i giudizi sulla condizione corrente che le prospettive future. Peggiorano anche le attese sulla situazione economica delle famiglie, in marginale miglioramento invece la condizione corrente, nonché i giudizi sul bilancio famigliare. Diminuiscono anche le possibilità sia attuali che future di risparmio, e soprattutto le opportunità di acquisto di beni durevoli». Per Coldiretti, quest’ anno si è verificata una riduzione del 25 per cento del budget familiare delle vacanze estive rispetto al 2008 con una spesa media per persona pari 665 euro. Un andamento che si è tradotto negativamente sulle imprese impegnate nel settore turistico e su tutti quei profili professionali utilizzati dalle strutture vacanziere. Il risultato – conclude la Coldiretti – è stato perdite di reddito per le imprese e di opportunità occupazionali per i lavoratori. |
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