21 Agosto 2014

RASSEGNA STAMPA DEL 21 AGOSTO

RASSEGNA STAMPA DEL 21 AGOSTO

La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Taranto), 21/08/2014 04:03
L’ incontro Le associazioni al prefetto «Tutelare salute e ambiente»PDF PDF
«I cittadini pretendono il rispetto dei propri diritti tra cui, in particolare la tutela della salute e dell’ ambiente». Così l’ avvocato Nicola Russo ha spiegato le richieste avanzate al prefetto da una quindicina di associazioni attive per la difesa e la salvaguardia del territorio ionico. Hanno aderito Comitato Taranto Futura, Codacons, Filovita, Legaconsumatori, Neopolites, Progentes, Associazione Puglia Internazionale, Artisti Uniti per Taranto, Taranto voglia di volare, Made in Taranto- TarantinOnda, Donne Taranto Unite, Comitato trasporto oncologico, Comitato Ambiente e salute, e Or ganizzazione comunitaria Benvenuti a Taranto. I principali argomenti all’ ordine del giorno presentati dal cartello di associazioni e movimenti hanno riguardato il progetto Tempa Rossa, i beni demaniali, il piano Cimino, l’ aeroporto, il nuovo ospedale di Taranto e la legalità in generale. «Ci avvaliamo del principio di sussidiarietà previsto dall’ art. 118 della Costituzione – ha aggiunto l’ avvocato Nicola Russo – che consente ai cittadini il diritto di intervenire su questioni fondamentali per la tutela del bene comune».
 
 
La Padania, 21/08/2014 03:00
Codacons: inaccettabili gli interventi del governoPDF PDF
«Il blocco biennale degli stipendi dei dipendenti pubblici, attualmente allo studio del governo, è un provvedimento inaccettabile e abnorme, che finirà per pesare enormemente sul ceto medio e sull’ economia italiana». Lo sotiene il Codacons su alcuni possibili interventi su stipendi e pensioni dei lavoratori della Pubblica Amministrazione. «Dal 2010 – afferma il presidente Carlo Rienzi – i dipendenti statali subiscono il peso della crisi in corso attraverso il blocco dei rinnovi contrattuali. Prorogare di due anni tale misura vuol dire impoverire ulteriormente oltre 3,3 milioni di cittadini, con conseguenze pesanti sui consumi già al minimo storico, ed effetti economici negativi per l’ intera economia. Se il Governo deciderà di prolungare il blocco degli stipendi avvisa Rienzi – sarà inevitabile un ricorso al Tar del Lazio, considerato che gli interventi per reperire risorse e applicare tagli di spesa peserebbero ingiustamente su una sola categoria di cittadini».


La Sicilia Web, 21/08/2014 17:42

Una task force contro la malasanitàWeb Web


medici, avvocati e associazioni di consumatori insieme per dare seguito alle richieste d’ intervento dei cittadini: “e’ impensabile, infatti, che per esami importanti si debba aspettare molti mesi se non addirittura anni”

Attivata la Task force sanità, ossia un pool di avvocati, medici e esperti nato, su proposta del segretario nazionale Codacons, Francesco Tanasi, dalla collaborazione di “Avvocati in Europa”, “Art 32 Aidma” (Associazione Italiana Diritti del Malato), “Osservatorio Sanità Sicilia”, “Consumatori Italiani”, “Orion”, “Codacons” e “Consambiente” per lottare uniti contro la malasanità sotto lo slogan “Insieme curiamo la sanità siciliana”. La Task force sanità è la risposta delle associazioni alle continue richieste di intervento che vengono dai cittadini , sempre più abbandonati e maltrattati in Sicilia a livello sanitario. Tra i problemi maggiormente lamentati c’ è quello ormai incancrenito delle lunghe liste d’ attesa nelle Aziende Sanitarie Provinciali e Ospedali, che costringono i cittadini a scegliere tra il non curarsi e il pagare, anche se esenti, le prestazioni sanitarie privatamente. “In Sicilia – afferma l’ avv. Giovannni Petrone Presidente Regionale Codacons – le attese per una mammografia, per un elettrocardiogramma, per una visita oculistica, sono troppo lunghe e bisogna considerare l’ impossibilità di moltissime famiglie siciliane nel far fronte, a propri spese, a controlli o visite specifiche presso strutture private. Questo disagio si trasforma, nella maggior parte dei casi, nella rinuncia alla prevenzione. Invitiamo i cittadini a contattarci all’ email [email protected] o al numero di telefono 3427709628“. Il problema delle attese coinvolge, inoltre, anche i Pronto soccorso, che dovrebbero essere il primo presidio di emergenza a prestare aiuto tempestivo ai cittadini e che si trasformano, invece, quasi sempre in una sala d’ attesa in cui l’ urgenza è stabilita in modo arbitrario. “In Sicilia – conclude Petrone- il diritto alla salute, sancito dalla Costituzione italiana, viene molto spesso negato dalle assurde lungaggini della sanità pubblica siciliana”. “E’ impensabile, infatti, che per esami importanti si debba aspettare molti mesi se non addirittura anni, con evidenti danni esistenziali per i cittadini che necessitano di controlli medici. Proprio perché le lamentele in questo senso sono davvero numerosissime agiremo con celerità per trovare delle risposte. Chiediamo dunque anche al ministro per la salute di verificare la gravità della situazione in Sicilia con ispezioni a tappeto e di predisporre urgenti misure di rettifica”.
 
 
prealpina.it, 21/08/2014 14:21
Codacons contro taglio pensioni: pronti a ricorsi collettiviWeb Web


“gli annunci rischiano di ridurre ulteriormente i consumi”

“Misure di tale tipo violerebbero i diritti acquisiti di milioni di cittadini – spiega il presidente Carlo Rienzi – e rappresenterebbero una illegittimità sul fronte patrimoniale, considerato lo sforzo contributivo sostenuto dai lavoratori nel corso degli anni”. Per tale motivo “il governo deve abbandonare qualsiasi idea di intervento sulle pensioni, che porterebbe il Codacons a patrocinare una serie di ricorsi collettivi contro lo Stato da parte dei pensionati italiani. Il Premier Renzi deve mettere definitivamente la parola fine a questo tormentone estivo, perché le voci che si rincorrono sull’ argomento rischiano di portare i cittadini a ridurre ulteriormente i consumi già in drastico calo”, conclude Rienzi.
tm news
 
 
ASCA, 21/08/2014 13:47
Codacons contro taglio pensioni: pronti a ricorsi collettiviWeb Web
“Gli annunci rischiano di ridurre ulteriormente i consumi” (ASCA) – Roma, 21 ago 2014 – Qualsiasi intervento sulle pensioni “sarebbe illegittimo e, in quanto tale, darebbe vita ad una raffica di azioni legali da parte dei soggetti danneggiati”. L’ altola’ arriva dal Codacons, che commenta cosi’ le voci di possibili prelievi o tagli sulle pensioni degli italiani per reperire risorse. “Misure di tale tipo violerebbero i diritti acquisiti di milioni di cittadini – spiega il presidente Carlo Rienzi – e rappresenterebbero una illegittimita’ sul fronte patrimoniale, considerato lo sforzo contributivo sostenuto dai lavoratori nel corso degli anni”. Per tale motivo “il governo deve abbandonare qualsiasi idea di intervento sulle pensioni, che porterebbe il Codacons a patrocinare una serie di ricorsi collettivi contro lo Stato da parte dei pensionati italiani. Il Premier Renzi deve mettere definitivamente la parola fine a questo tormentone estivo, perche’ le voci che si rincorrono sull’ argomento rischiano di portare i cittadini a ridurre ulteriormente i consumi gia’ in drastico calo”, conclude Rienzi. Red-Mlp.
 
 
TMNews, 21/08/2014 13:29
Codacons contro taglio pensioni: pronti a ricorsi collettiviWeb Web


“gli annunci rischiano di ridurre ulteriormente i consumi”

Roma, 21 ago. (TMNews) – Qualsiasi intervento sulle pensioni “sarebbe illegittimo e, in quanto tale, darebbe vita ad una raffica di azioni legali da parte dei soggetti danneggiati”. L’ altolà arriva dal Codacons, che commenta così le voci di possibili prelievi o tagli sulle pensioni degli italiani per reperire risorse. “Misure di tale tipo violerebbero i diritti acquisiti di milioni di cittadini – spiega il presidente Carlo Rienzi – e rappresenterebbero una illegittimità sul fronte patrimoniale, considerato lo sforzo contributivo sostenuto dai lavoratori nel corso degli anni”. Per tale motivo “il governo deve abbandonare qualsiasi idea di intervento sulle pensioni, che porterebbe il Codacons a patrocinare una serie di ricorsi collettivi contro lo Stato da parte dei pensionati italiani. Il Premier Renzi deve mettere definitivamente la parola fine a questo tormentone estivo, perché le voci che si rincorrono sull’ argomento rischiano di portare i cittadini a ridurre ulteriormente i consumi già in drastico calo”, conclude Rienzi.
 
 
Helpconsumatori, 21/08/2014 12:10
Diritti dei consumatori, ecco le ultime decisioni dell’ AntitrustWeb Web
Agenzie viaggi online scorrette, società di recupero crediti troppo aggressive, siti web che diffondono informazioni ingannevoli: c’ è di tutto nel bollettino Antitrust di questa settimana . Dalla multa di 170mila euro alla società The Travel Gateway che vende online biglietti per traghetti, alla sanzione di 190mila euro a carico di Fiditalia, passando per 30mila euro di ammenda ad Energy Saver Pro LLC che ha diffuso informazioni ingannevoli sulle caratteristiche del dispositivo “Energy Saver Pro”, il cui utilizzo sarebbe dovuto essere in grado di ridurre “la bolletta elettrica fino al 75%”. Per quanto riguarda la società The Travel Gateway Ltd (con sede legale in Inghilterra) che si definisce la maggiore agenzia online di prenotazione dei traghetti a livello mondiale, la sanzione dell’ Antitrust ha riguardato la scorrettezza delle comunicazioni commerciali diffuse sul sito internet del professionista www.aferry.it: diversi consumatori hanno segnalato all’ Autorità l’ assenza di un’ immediata, chiara e completa informazione sui prezzi dei biglietti, in particolare in merito alla presenza, entità e natura di alcune rilevanti componenti di costo, richieste nella fase finale dell’ iter di prenotazione, a titolo di polizza assicurativa e di supplemento per pagamento con carta di credito. Tale polizza, dal carattere accessorio, risultava già preselezionata salvo opting out in caso di disinteresse all’ acquisto della stessa. L’ Antitrust ha individuato due pratiche commerciali scorrette: l’ ingannevolezza delle comunicazioni commerciali sui prezzi dei biglietti dei traghetti (quelli pubblicizzati in homepage erano ampiamente inferiori a quelli risultanti al termine della procedura di prenotazione); l’ ingannevolezza del sistema di preselezione dell’ assicurazione facoltativa, durante il processo di prenotazione dei servizi turistici offerti dal professionista, comportante un ulteriore onere relativo ad un servizio diverso da quello oggetto di prenotazione. Passando alla multa inflitta a Fiditalia: l’ Antitrust è intervenuta su segnalazione del Codacons e della Guardia di Finanza-Nucleo Speciale Tutela Mercati che hanno denunciato la scorrettezza e aggressività delle pratiche messe in atto dalla società nell’ ambito dell’ offerta di prodotti di credito al consumo, nel periodo tra ottobre 2011 e giugno 2014. Circa 40 i consumatori che si sono rivolti all’ Associazione dei consumatori per denunciare l’ invio di solleciti di pagamento dai toni intimidatori e minacciosi anche per crediti contestati e la frapposizione di ostacoli all’ esercizio di diritti contrattuali. Fiditalia avrebbe effettuato solleciti di pagamento anche per crediti contestati, attraverso comunicazionioni scritte o telefonate dai toni intimidatori e minacciosi, in cui veniva prospettata la possibile segnalazione del nominativo del debitore nei Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC) e/o la minaccia dell’ imminente proposizione di azioni legali di recupero del credito e/o gravi aumenti di spesa in caso di mancata quietanza delle somme richieste. Il tutto ignorando, talvolta, le contestazioni degli importi richiesti, che in alcuni casi risultavano arbitrari perché pagati o relativi a periodi successivi alla estinzione del finanziamento e, quindi, alla chiusura della posizione debitoria. Rispetto alla violazione dei diritti contrattuali, Fiditalia ha omesso di dare tempestivo riscontro alle richieste della clientela in merito ai conteggi estintivi, ai piani di ammortamento del debito contratto, allo sviluppo del finanziamento e alle varie opzioni, compresa la possibilità di modificare le condizioni del finanziamento stesso. Quasi tutti i consumatori hanno lamentato la difficoltà di interloquire con il professionista per la soluzione delle problematiche prospettate. Infine, la multa ad Energy Saver Pro LCC, su segnalazione di Altroconsumo e Konsumer Italia: attraverso i siti web energysaver-pro.com e proenergysaver.com, la società ha promosso la vendita del dispositivo Energy Saver Pro diffondendo informazioni non veritiere rispetto alle caratteristiche del prodotto , il cui utilizzo sarebbe in grado di ridurre “la bolletta elettrica fino al 75 %”. Inoltre ha omesso di indicare, all’ interno dei siti, i propri recapiti geografico e telefonico ed ha diffuso informazioni ingannevoli a proposito dell’ esercizio del diritto di recesso, ai contenuti del dirit to di garanzia ed alla tempistica dei rimborsi.
 
 
Il Manifesto, 21/08/2014 10:25
conti pubblici · nuovo blocco degli stipendi degli statali? allarme dei sindacati: reazione fortissima.

Pensioni, «la pazienza è finita»PDF PDF

L’ indiscrezione su un nuovo blocco biennale delle buste paga degli statali ha fatto esplodere i sindacati: «Il Presidente del Consiglio e il ministro Madia chiariscano immediatamente che ciò su cui sembra si stia lavorando nell’ ombra dei corridoi di Via XX Settembre non appartiene all’ iniziativa del governo e che non c’ è nessuna ipotesi di ulteriore blocco della contrattazione. In assenza di ciò è del tutto evidente che la reazione sarà fortissima e che la ripresa dei lavori dopo la pausa estiva avverrà in un clima incandescente» hanno scritto ieri Rossana Dettori (Fp-Cgil), Giovanni Faverin (Cisl-Fp), Giovanni Tor luccio (Uil-Fpl) e Benedetto Attili (Uil-Pa). La stangata ieri non è stata smentita né da un tweet di Renzi impegnato in Iraq né da una presa di posizione del ministro della funzione pubblica. L’ unico ad avere smentito ieri è stato il vice -ministro Pd all’ Economia Enrico Morando che da giorni esclude un intervento sulle pensioni: «La riforma l’ abbiamo già fatta». E invita a concentrarsi sulle riforme del lavoro, giustizia civile, fisco e spending review che, tra l’ altro, prevederebbe tagli anche a pensioni e sanità. L’ obiettivo non ancora smentito dell’ esecutivo sarebbe un risparmio da 4-5 miliardi di euro per puntellare una legge di stabilità 2015 extra-strong da almeno 24 miliardi. Dal 2009 i 3,3 milioni distatali hanno ceduto allo Stato 11,5 miliardi di euro a causa della stretta sugli stipendi. Senza contare che la legge di stabilità approvata dal governo Letta ha prolungato il blocco dell’ indennità contrattuale fino al 2017. La tentazione di prelevare risorse dagli statali per puntellare i bilanci dello Stato non è nuova. Così non è nuova la perdita del salario reale pari al 14,6%. La Cgil lo ha quantificato in circa 4 mila euro. A questo bisogna aggiungere anche il blocco del turn-over e l’ obbligo di restare al lavoro imposto dalla riforma Fornero delle pensioni. «Continuare a pensare che si possa eternamente intervenire sul salario dei dipendenti pubblici – ribadiscono i sindacati del pubblico impiego – è un errore madornale; una ricetta non solo ormai improponibile sotto il profilo della giustizia sociale, ma anche inutile per il governo dei conti pubblici». Di «bubbola agostana» ha parlato ieri l’ account ufficiale twitter della Cgil: «Un nuovo blocco biennale dei salari nella P.A. sarebbe inac cettabile». Nel caso in cui la «bubbola» fosse invece vera il Codacons promette di ricorrere al Tar. Tensione anche nel mondo della scuola e della ricerca: «Se ci dovesse essereun nuovo blocco dei salari e del contratto nazionale sarà sciopero in tutti i comparti della conoscenza» sostiene Doemnico Pantaleo (Flc-Cgil). In questa cornice un impiegato ministeriale con meno di 30 mila euro lordi di stipendio ha perso 2.800 euro lordi. Con il nuovo blocco fino al 2016 arriverebbero a 4mila. Un dirigente di seconda fascia lascerebbe allo Stato 8.900 euro. Un dirigente di ministero 19 mila euro. I docenti universitari perderebbero tra i 4.500 euro e i 9.500 euro. I medici del servizio sanitario nazionale 7.550 euro. Per poliziotti, agenti penitenziari, forestali e vigili del fuoco l’ eventuale doppio taglio dovuto al mancato rinnovo del del contratto e al blocco dello stipendio equivale ad una decurtazione di 400-500 euro netti in busta paga. «Una decisione che cozza in maniera clamorosa con le dichiarazioni dei titolari di Viminale e Difesa che hanno promesso e quasi garantito il superamento del tetto stipendiale» affermano i sindacati Sap, Sappe, Sapaf e Conapo riuniti nella Consulta Sicurezza. Il fronte delle pensioni resta caldissimo. «È il momento di lasciare in pace i pensionati che hanno per il 30% del potere d’ acquisto negli ultimi 15 anni – ha detto il segretario generale Spi Cgil Carla Cantone – Non siamo d’ accordo sull’ intervento sulle pensioni retributive. Ci mobiliteremo, la nostra pazienza è finita. Se il governo cerca risorse le prenda dai redditi alti e non solo da quelli da pensione, ma da tutti i redditi». L’ opposizione alle ipotesi di Po letti si conferma trasversale: per il capogruppo alla Camera Brunetta è una «follia toccare le pensioni più alte». «Siamo tranquilli solo se non si prevede alcun prelievo fino ai 5 mila euro netti mensili ha ribadito Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera – Mettere in allarme 15 milioni di pensionati che hanno solo la colpa di essere andati in pensione con il calcolo retributivo è una follia».
 
 
New Europe, 21/08/2014 08:01
As European deflation risks rise, Italy stands to suffer moreWeb Web
Italy’ s finance minister said Tuesday he is convinced that compatriot, European Central Bank governor Mario Draghi, will begin taking steps to combat the risk of deflation — a risky prospect all across the euro-zone but an especially dangerous one in heavily indebted countries like Italy. Pier Carlo Padoan, Italy’ s finance minister, said in a radio interview that he is “convinced that the [European Central Bank] is getting ready to do more, also given the dismal inflation figures we recently got, with some deflationary cases.” As usual, Draghi’ s office was mum on the European Central Bank’ s plans. But the prospect of falling prices in the euro-zone would have seemed an extreme long shot as recently as two years ago, when economists warned that prices were rising too quickly. Since early 2012, however, inflation in Italy and for the European Union as a whole has fallen steadily, from an annualized rate of a little over 4 percent to annualized rates of 0.7, 0.5, 0.5, 0.4, and 0.1 percent, respectively, in the five months through the end of July. “The trend in recent months has been for the rate to fall and fall now it is approaching zero,” University of Rome economist Salvatore Panaro said in an interview. “It’ s getting to the point that deflation is a real and serious risk.” Economists define deflation as a phenomenon in which prices fall over time rather than rise. But while it can have short-term benefits for consumers, who would pay less for some purchases, its negative consequences are more severe because it makes employers less likely to take on new workers for fear of being obligated to pay a salary that could become unsustainable over time, and because it increases real value of debt. Those risks are especially poignant in Italy, where the biggest economic problems stem from an already high unemployment rate and the second highest level of government debt, in gross domestic product terms, in the European Union. Deflation makes it more difficult for a country to spark growth, another challenge Italy’ s government is facing. “There’ s no doubt that if sustained deflation sets in it will hurt Italy more than most other countries,” Panaro said. Some of Italy’ s largest cities including Rome, Turin, and Florence in July have already started to experience deflation, according to Italy’ s National Statistics Institute. Prices in Italy as a whole were just 0.1 percent higher than in July 2013, and were actually lower in big cites. The news was enough for Codacons, the consumer advocacy group, to state its worries. “There is a full deflation risk alarm in Italy,” the group said in a statement. “The Italian economy is now facing the possibility of cardiac arrest.”
 
 
Gazzetta del Sud, 21/08/2014 06:15
sale la tensione.

Pensioni e statali, l’ autunno sarà caldoPDF PDF

• Il governo cerca fondi per “costruire” il rilancio del Paese; allo studio – mentre il Def slitta a ottobre – possibili tagli alla spesa: bisogna mettere insieme 20 miliardi. Ed è polemica sull’ eventuale “prelievo” dalle pensioni alte e sul blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici. Cgil pronta alla mobilitazione; il Codacons, se il governo farà mosse sbagliate, ricorrerà al Tar. Pag. 9.
 
 
La Prealpina, 21/08/2014 05:56
Chi ha detto che il fumo fa male?PDF PDF
di ENZO BERNASCONI A sentire certe prese di posizione ho il fondato sospetto di quanto sia cambiato il nostro modo di comportarci nella società, in meglio o in peggio lo lascio alla libera interpretazione di ognuno di voi, naturalmente se v’ interessa approfondire maggiormente il Pannella/pensiero le sorprese non mancheranno di certo. Fatto questo breve preambolo vengo al dunque, perché qualche tempo fa, per la precisione era il 2007, dopo che la Cassazione aveva deciso di risarcire con 200.000 Euro i familiari di un fumatore morto nel 91, a carico della “British American Tobacco”, il presidente del Codacons Carlo Rienzi (foto ansa) , ebbe a dichiarare con una certa soddisfazione che questo precedente avrà un effetto domino sulle cause in corso e quelle in sospeso, gratuitamente o a pagamento per loro lo ignoro ma ciò poco importa, quello che conta è la sostanza del provvedimento. Considerando che la specie umana è in costante evoluzione torniamo appunto ai giorni nostri, perché pure in America abituati come sono a fare le cose in grande, una giuria della Florida ha condannato il colosso del tabacco Rj Reynolds ha mettere in funzione la combinazione della loro pingue cassaforte per tirar fuori qualcosa come 23,6 miliardi di dollari, evito di conteggiare in Euro tutto sto ben di Dio, anche perché farei una gran fatica, ma penso che possano bastare quei benedetti dollari a consolare la vedova di un tabagista deceduto per un tumore a soli 36 anni. Nel nostro piccolo invece, il Tribunale di Milano ha recentemente condannato sempre la statunitense British produttrice delle adorate sigarette, ad un “modesto” rimborso di solo 1 milione di Euro a beneficio dei familiari di un tabagista che, per 40 anni è stato schiavo delle sue “bionde”. Dopo queste a dir poco clamorose sentenze tutti noi dovremmo fare un esame di coscienza perché, se è ormai assodato che spipazzare fa male, è altrettanto vero che sui morti non si dovrebbe speculare, infatti, una bella lezione ci viene dal capostipite dei consumatori di tabacco, l’ on Marco Pannella, meglio noto come uno che va tranquillamente controcorrente, grazie anche alle tante amichevoli complicità, ebbene stavolta per far parlare di se cosa s’ è inventato? Non ha scoperto l’ acqua calda, troppo banale, ma il “Fumo come medicinale”, ed eccovi la sua ultima provocazione in ordine di tempo, e per chi ancora non la conosce si tenga forte: “Curo due tumori con 60 sigari al giorno”, e come contorno tanto per non smentirsi “Non sono un consumatore di droghe mi sarò fatto 8 o 9 spinelli in tutta la vita per le mie battaglie politiche. Anche le esperienze gay sono state poche e insoddisfacenti”. Tornando al vizietto iniziale lui usa toscanelli alla grappa, mentre prima, parole sue, ha fumato per una vita 100 Celtic al giorno, le sue sigarette preferite. Ora gli hanno diagnosticato ben due tumori, uno al polmone e l’ altro al fegato, ma di smettere a 85 anni non ci pensa nemmeno, poi ora che ha iniziato l’ ennesimo sciopero per i poveri carcerati, e per le loro vittime? Nell’ intervista non ho trovato niente al proposito, presumo che a Pannella della loro sorte interessi ben poco. “Proprio perché non voglio morire che continuo a fumare! Se dovessi smettere ci resterei secco”. Alla domanda del giornalista: Sempre esagerato Alla faccia di nutrizionisti e salutisti, ecco la risposta che farà molto piacere al sig. Carlo Renzi “Sono tutti una manica di c… Vogliono mettermi paura su tutto, paura di mangiare, di fumare, di scop…”. Non so se il Pontefice leggerà le sue esternazioni, io le ho trovate su un quotidiano nazionale di martedì 5 agosto, però lui confessa che la telefonata del Papa mi ha reso felice. Mi ha detto “La ringrazio per il suo coraggio, continui ad essere coraggioso”, quando si dice che non c’ è più religione basta pensare a Pannella e subito ci azzecchi… A questo punto però bisogna dirla tutta, se il Codacons si schiera contro il fumo poi non può far finta di nulla quando un potentissimo onorevole istiga anche i giovani a consumare tabacco, altrimenti predicano bene ma poi razzolano malissimo, certo che ci vuole un bell’ atto di coraggio per contestarlo pubblicamente, senza dimenticare che lo stato lucra sui polmoni altrui senza pagare dazio, anzi andando all’ incasso, ma forse è meglio e più comodo prendersela con le multinazionali del tabacco, così non si pestano troppo i piedi agli amici degli amici. PS: Sono stato un ottimo tabagista, poi ho smesso di mia volontà e con un certo sacrificio, perché il fumatore è il primo a rendersi conto dei danni che il fumo provoca e indipendentemente da cosa c’ è scritto sul pacchetto di sigarette, ma comunque sia non avrei mai permesso di denunciare nessuno per un mio capriccio, al massimo solo me stesso, la logica che la colpa è sempre degli altri proprio non mi appartiene. Forza Marco, perché 60 sigari al giorno ti tolgono il tumore di torno. Auguri a tutti i fumatori.
 
 
Il Giorno, 21/08/2014 05:22
Statali, spunta il blocco dei contratti I sindacati minacciano: sarà guerraPDF PDF


per il rinnovo servono subito due miliardi, ma non ci sono.

Olivia Posani ROMA DOPO le pensioni, i contratti del pubblico impiego. A 25 giorni dal varo della Legge di stabilità un altro tema sensibile alza la temperatura dei rapporti tra sindacati e governo e promette di occupare stabilmente il dibatitto fino a quando Renzi non avrà compiuto la sua scelta politica. Rinnovare i contratti del pubblico impiego, secondo calcoli sindacali, costa 8 miliardi nel triennio, circa 2 miliardi per il solo 2015. Cifra pesantissima, visto il momento economico, che può essere reperita solo tagliando da un’ altra parte. Ecco perché spetta al premier dettare le priorità. Che il pubblico impiego possa vedersi bloccare lo stipendio per il sesto anno consecutivo non sarebbe una novità, anzi. Il Documento di economia e finanza (Def) approvato ad aprile prevede due punti sul tema: la riduzione dello 0,7% della spesa legata ai redditi per il 2014, con una stabilizzazione fino al 2017, e la ‘vacanza contrattuale’ per il triennio 2018-2020. Si tratta dell’ indennità che viene corrisposta ai lavoratori senza rinnovo contrattuale per proteggerli almeno dall’ effetto dell’ inflazione sulle retribuzioni. Il Def scatenò l’ ira sindacale, ma il ministero dell’ Economia smentì l’ ipotesi di blocco fino al 2020 e Marianna Madia, titolare della Funzione pubblica, promise che avrebbe trovato le risorse. Un’ impresa titanica che ha portato a far circolare nuovamente l’ ipotesi del blocco. IMMEDIATA la reazione dei segretari generali del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil, che chiedono a Renzi e alla Madia di chiarire «immediatamente che non c’ è nessuna ipotesi di ulteriore blocco della contrattazione. In assenza di ciò – assicurano Dettori, Faverin e Torluccio – la reazione dei lavoratori sarà fortissima». Di più: «La stagione riformatrice che Renzi e Madia stanno prefigurando diventerebbe epocale per lo scontro che la misura aprirebbe». L’ ultimo rinnovo contrattuale risale al 2009, quando i sindacati strapparono 65 euro contro i 120 previsti. Dal 2010 ad oggi i mancati aumenti hanno comportato un taglio del 10,5%. In soldoni si tratta di una perdita di oltre 4mila euro a testa per gli impiegati ministeriali e di 21mila per i dirigenti. «Se il Governo deciderà di prolungare il blocco degli stipendi – avvisa il Codacons – sarà inevitabile il ricorso al Tar».
posani olivia
 
 
Il Resto del Carlino, 21/08/2014 05:22
Statali, spunta il blocco dei contratti I sindacati minacciano: sarà guerraPDF PDF


per il rinnovo servono subito due miliardi, ma non ci sono.

Olivia Posani ROMA DOPO le pensioni, i contratti del pubblico impiego. A 25 giorni dal varo della Legge di stabilità un altro tema sensibile alza la temperatura dei rapporti tra sindacati e governo e promette di occupare stabilmente il dibatitto fino a quando Renzi non avrà compiuto la sua scelta politica. Rinnovare i contratti del pubblico impiego, secondo calcoli sindacali, costa 8 miliardi nel triennio, circa 2 miliardi per il solo 2015. Cifra pesantissima, visto il momento economico, che può essere reperita solo tagliando da un’ altra parte. Ecco perché spetta al premier dettare le priorità. Che il pubblico impiego possa vedersi bloccare lo stipendio per il sesto anno consecutivo non sarebbe una novità, anzi. Il Documento di economia e finanza (Def) approvato ad aprile prevede due punti sul tema: la riduzione dello 0,7% della spesa legata ai redditi per il 2014, con una stabilizzazione fino al 2017, e la ‘vacanza contrattuale’ per il triennio 2018-2020. Si tratta dell’ indennità che viene corrisposta ai lavoratori senza rinnovo contrattuale per proteggerli almeno dall’ effetto dell’ inflazione sulle retribuzioni. Il Def scatenò l’ ira sindacale, ma il ministero dell’ Economia smentì l’ ipotesi di blocco fino al 2020 e Marianna Madia, titolare della Funzione pubblica, promise che avrebbe trovato le risorse. Un’ impresa titanica che ha portato a far circolare nuovamente l’ ipotesi del blocco. IMMEDIATA la reazione dei segretari generali del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil, che chiedono a Renzi e alla Madia di chiarire «immediatamente che non c’ è nessuna ipotesi di ulteriore blocco della contrattazione. In assenza di ciò – assicurano Dettori, Faverin e Torluccio – la reazione dei lavoratori sarà fortissima». Di più: «La stagione riformatrice che Renzi e Madia stanno prefigurando diventerebbe epocale per lo scontro che la misura aprirebbe». L’ ultimo rinnovo contrattuale risale al 2009, quando i sindacati strapparono 65 euro contro i 120 previsti. Dal 2010 ad oggi i mancati aumenti hanno comportato un taglio del 10,5%. In soldoni si tratta di una perdita di oltre 4mila euro a testa per gli impiegati ministeriali e di 21mila per i dirigenti. «Se il Governo deciderà di prolungare il blocco degli stipendi – avvisa il Codacons – sarà inevitabile il ricorso al Tar».
posani olivia
 
 
La Nazione, 21/08/2014 05:20
Statali, spunta il blocco dei contratti I sindacati minacciano: sarà guerraPDF PDF


per il rinnovo servono subito due miliardi, ma non ci sono.

Olivia Posani ROMA DOPO le pensioni, i contratti del pubblico impiego. A 25 giorni dal varo della Legge di stabilità un altro tema sensibile alza la temperatura dei rapporti tra sindacati e governo e promette di occupare stabilmente il dibatitto fino a quando Renzi non avrà compiuto la sua scelta politica. Rinnovare i contratti del pubblico impiego, secondo calcoli sindacali, costa 8 miliardi nel triennio, circa 2 miliardi per il solo 2015. Cifra pesantissima, visto il momento economico, che può essere reperita solo tagliando da un’ altra parte. Ecco perché spetta al premier dettare le priorità. Che il pubblico impiego possa vedersi bloccare lo stipendio per il sesto anno consecutivo non sarebbe una novità, anzi. Il Documento di economia e finanza (Def) approvato ad aprile prevede due punti sul tema: la riduzione dello 0,7% della spesa legata ai redditi per il 2014, con una stabilizzazione fino al 2017, e la ‘vacanza contrattuale’ per il triennio 2018-2020. Si tratta dell’ indennità che viene corrisposta ai lavoratori senza rinnovo contrattuale per proteggerli almeno dall’ effetto dell’ inflazione sulle retribuzioni. Il Def scatenò l’ ira sindacale, ma il ministero dell’ Economia smentì l’ ipotesi di blocco fino al 2020 e Marianna Madia, titolare della Funzione pubblica, promise che avrebbe trovato le risorse. Un’ impresa titanica che ha portato a far circolare nuovamente l’ ipotesi del blocco. IMMEDIATA la reazione dei segretari generali del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil, che chiedono a Renzi e alla Madia di chiarire «immediatamente che non c’ è nessuna ipotesi di ulteriore blocco della contrattazione. In assenza di ciò – assicurano Dettori, Faverin e Torluccio – la reazione dei lavoratori sarà fortissima». Di più: «La stagione riformatrice che Renzi e Madia stanno prefigurando diventerebbe epocale per lo scontro che la misura aprirebbe». L’ ultimo rinnovo contrattuale risale al 2009, quando i sindacati strapparono 65 euro contro i 120 previsti. Dal 2010 ad oggi i mancati aumenti hanno comportato un taglio del 10,5%. In soldoni si tratta di una perdita di oltre 4mila euro a testa per gli impiegati ministeriali e di 21mila per i dirigenti. «Se il Governo deciderà di prolungare il blocco degli stipendi – avvisa il Codacons – sarà inevitabile il ricorso al Tar».
posani olivia
 
 
Giornale di Sicilia, 21/08/2014 04:37
i nodi della politica. sindacati all’ attacco dopo le indiscrezioni su un possibile nuovo blocco dei salari pubblici. angeletti: governo al capolinea? morando però smentisce.

Pensioni e stipendi statali, scontro sull’ ipotesi tagliPDF PDF

…Ancora neppure placate le polemiche riguardanti il presunto «prelievo di solidarietà» sulle pensioni superiori ai 3500 euro netti mensili, annunciato da indiscrezioni di stampa ma smentito dal vice ministro all’ Economia, Enrico Morando, ieri lo scontro «virtuale» nel mondo della politica è ripreso, ma questa volta sugli stipendi degli statali. Secondo fonti del ministero dell’ Economia, riportate dal quotidiano di Roma Il Messaggero, infatti, allo studio dell’ esecutivo ci sarebbe un nuovo blocco per due anni degli stipendi pubblici, e subito, pur in mancanza di conferma da parte del governo, i sindacati sono insorti contro quella che la Cgil si è augurata essere «una bubbola agostana». Le ipotesi sugli stipendi della Pa. Secondo «una fonte di primo livello del ministero del Tesoro», scriveva dunque ieri il quotidiano romano, «se non si toccano sanità, pensioni e statali, la spending review non riuscirà a centrare i suoi obiettivi». Dunque, per recuperare i circa 17 miliardi ipotizzati dalla spending review per il 2015, il governo starebbe lavorando all’ ipotesi di bloccare per altri due anni gli stipendi della Pubblica amministrazione, già fermi dal 2010, con un risparmio sino ad adesso per lo Stato, calcolato in oltre 11 miliardi di euro. Sindacati in rivolta. La sola ipotesi di un nuovo blocco indigna comunque i sindacati, che ieri hanno chiesto una smentita al governo, minacciando in caso contrario un «autunno incandescente». Per la Cgil, comunque, «c’ è da augurarsi che sia una bubbola agostana. Un nuovo blocco biennale dei salari nella PA sarebbe inaccettabile»; mentre in un comunicato congiunto, i sindacati del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil, chiedono «una smentita da parte del presidente Matteo Renzi e della ministra Marianna Madia», altrimenti, avvertono, ci sarà una «reazione fortissima e la ripresa dei lavori avverrà in un clima incandescente. Continuare a pensare che si possa eternamente intervenire sul salario dei dipendenti pubblici e sul loro diritto al rinnovo del contratto nazionale è un errore madornale», men tre anche la Cigl-Scuola minaccia «una forte mobilitazione», se ci sarà «un nuovo blocco del rinnovo del contratto nazionale nei settori pubblici». I consumatori: ricorso al Tar. Contro le ipotesi di tagli alle pensioni alte e di blocco dei salari pubblici, l’ associazione dei consumatori Codacons ieri ha annunciato un eventuale ricorso ai tribunali amministrativi. «Il blocco biennale degli stipendi dei dipendenti pubblici, allo studio del governo, è inaccettabile e abnorme» e, prosegue il comunicato dell’ associazione, «non accetteremo prelievi forzosi sulle pensioni degli italiani», spiegando che in tal caso «sarà inevitabile un ricorso al Tar del Lazio». Pensioni: prosegue la polemica. La possibilità di un prelievo sulle pensioni superiori ai 3500 euro netti mensili, calcolate con il vecchio metodo retributivo, era stata ventilata dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, per reperire risorse a favore dei disoccupati, rilanciata da indiscrezioni di stampa ma poi smentita dal viceministro Morando. Ieri, la Spi-Cgil ha avvertito che «se non si lasceranno in pace i pensionati siamo pronti alla mobilitazione», mentre per il segretario della Uil, Luigi Angeletti, «intervenire sulle pensioni sarebbe un gesto di disperazione, il segno di un governo giunto al capolinea. Faremo di tutto per impedirlo». Per Angeletti, inoltre, bloccare il contratto della Pa «è un autentico scandalo che rasenta l’ immoralità». Anche ieri, comunque, Morando ha ribadito che «discutere ancora di pensioni è negativo. La riforma è stata già realizzata, non c’ è bisogno di.
 
 
Giornale di Sicilia (ed. Catania), 21/08/2014 04:35
salute. tempi di attesa insostenibili per visite e accertamenti specialistici nelle asp e ai pronto soccorso. allestito pool di avvocati, medici ed esperti. appello al ministro.

Dal Codacons una task force contro la malasanitàPDF PDF

…Attivata una task force sanità promossa dal Codacons, che ha allestito un pool di avvocati, medici e esperti. L’ iniziativa è stata adottata su proposta del segretario nazionale Francesco Tanasi, che ha coinvolto Avvocati in Europa, Articolo 32 Aidma (Associazione italiana diritti del malato), Osservatorio sanità Sicilia, Consumatori Italiani, Orion e Consambiente, allo scopo di stare accanto a chi subisce tortri in materia sanitaria e da quì lo slogan: Insieme curiamo la sanità siciliana. «La task force sanità è la risposta delle associazioni alle continue richieste di intervento che vengono dai cittadini -dice Francesco Tanasi – sempre più abbandonati e maltrattati in Sicilia a livello sanitario. Trai problemi maggiormente lamentati c’ è quello ormai incancrenito delle lunghe liste d’ attesa nelle Aziende sanitarie provinciali e negli ospedali, che costringono i cittadini a scegliere tra il non curarsi e il pagare, anche se esenti, le prestazioni sanitarie privatamente». «In Sicilia – afferma l’ avvocato Giovannni Petrone presidente regionale di Codacons- le attese per una mammografia, per un elettrocardiogramma, per una visita oculistica, sono troppo lunghe e biso gna considerare l’ impossibilità di moltissime famiglie siciliane nel far fronte, a propri spese, a controlli o visite specifiche presso strutture private. Questo disagio si trasforma, nella maggior parte dei casi, nella rinuncia alla prevenzione». Il problema delle attese coinvolge, inoltre, anche i Pronto soccorso, che dovrebbero essere il primo presidio di emergenza a prestare aiuto tempestivo ai cittadini e che si trasformano, invece, quasi sempre in una sala d’ attesa in cui l’ urgenza è stabilita in modo arbitrario. «In Sicilia – agginge il civilista il diritto alla salute, sancito dalla Costituzione, viene molto spesso negato dalle assurde lungaggini della sanità pubblica isolana. È impensabile, infatti, che per esami importanti si debba aspettare molti mesi se non addirittura anni, con evidenti danni esistenziali per i cittadini che necessitano di controlli. Proprio perché le lamentele in questo senso sono davvero numerose agiremo con celerità per trovare delle risposte. Chiediamo dunque anche al ministro per la Salute di verificare la gravità della situazione in Sicilia con ispezioni a tappeto e di predisporre urgenti misure di rettifica». La task force sanità ha un indirizzo di posta elettronica: [email protected] oppure è possibile telefonare allo 3427709628.
 
 
La Città di Salerno, 21/08/2014 04:19
codacons.

La riproducibilità dei colori e delle fotografiePDF PDF

di DONATO PACE* Quanti di voi si sono rivolti almeno una volta ad uno dei seguenti negozi: ferramenta, carrozzeria, fotografo, tipografo e prodotti informatici? Immagino un po’ tutti almeno una volta! Ma cosa hanno in comune queste tipologie d’ attività? Per quanto possa sembrarvi strano: “Il Colore”! Infatti possiamo rivolgerci: 1) ad un ferramenta per chiedere un barattolo di pittura per imbiancare o tinteggiare una stanza o qualsiasi oggetto; 2) ad una carrozzeria per richiedere un ritocco all’ auto strisciata; 3) ad un fotografo per stampare o duplicare le nostre foto; 4) ad un tipografo per stampare volantini o gigantografie d’ immagini; 5) ad un negozio di prodotti informatici per acquistare un buon monitor. La sorpresa spiacevole è che il colore non corrisponde alle vostre aspettative. Quando ci rivolgiamo ad un ferramenta o ad una carrozzeria si fa rifermento sempre ad uno strumento chiamato “Tintometro”, che in realtà è un “Colorimetro/Spettrofotometro” che viene impiegato per leggere il colore originale che il cliente vuole riprodurre. Purtroppo il personale che fa uso di queste strumentazioni non sempre ha ricevuto una formazione adeguata per garantire la riproducibilità di un dato colore o quanto meno un suo avvicinamento secondo “le percezioni umane”. Passando al mondo della fotografia i problemi sono simili… Se provate ad accostare a monitor le foto che vi hanno appena stampato, per un confronto, rimarrete delusi dalla grande differenza che noterete; lo stesso dicasi per i volantini della tipografia! Quante volte, poi, abbiamo visto sullo schermo del televisore o del monitor immagini o filmati che avevano colori troppo vivaci o toni di grigio troppo scuri costringendoci a grossolane regolazioni dei colori, della luminosità e del contrasto, sempre senza risultati soddisfacenti? Ma di chi è la colpa? Sicuramente di chi fornisce beni e servizi senza essere attrezzato per garantire la corrispondenza dei colori (Color Matching) ed allo stesso tempo della cattiva informazione offerta al consumatore. Individuate le responsabilità di chi offre un servizio non adeguato e di chi non sa nemmeno cosa chiedere, la domanda viene spontanea: cosa fare? Per valutare i colori correttamente si devono creare tutte quelle condizioni necessarie affinché il colore sia visionato in maniera corretta. Ma cominciamo con ordine. Prima di tutto se vi rivolgete ad un ferramenta o ad una carrozzeria pretendete di ricevere lo stesso codice di colore in vostro possesso, se ne avete uno; se invece il colore dovrà essere valutato per via ottica, pretendete che venga acquisito mediante un colorimetro/spettrofotometro e se possibile che vi venga fornito l’ equivalente o il colore prossimo al “RAL” o “PANTONE”. In questo modo, in futuro sarete in possesso di un valore numerico associato al vostro colore preferito usando tabelle standard e non proprietarie. Non valutate mai i colori basandovi solo sull’ esperienza visiva perché commetterete un errore e diffidate da chi vi dice: “Sono anni che visioniamo colori”, perché è risaputo che l’ uomo distingue bene le tonalità di grigio ma non “l’ adiacenza dei colori”! Se vi rivolgete ad un fotografo o ad una tipografia, in caso di dubbi, chiedete il confronto delle stampe con il loro monitor. Se invece reputate di essere degli utenti più esperti chiedete il “profilo ICC” di calibrazione della macchina da stampa così potrete effettuare un “Soft proofing”. In sostanza, potrete simulare a schermo la vostra stampa su carta od altro. Si raccomanda un monitor certificato con spazio colore “s-RGB” o “Adobe 1998”. * responsabile Sportello tecnologico Codacons Campania.
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