CRISI: GOVERNO STUDIA BLOCCO STIPENDI PUBBLICI PER DUE ANNI E INTERVENTI SULLE PENSIONI
CRISI: GOVERNO STUDIA BLOCCO STIPENDI PUBBLICI PER DUE ANNI E INTERVENTI SULLE PENSIONI CODACONS: MISURE INACCETTABILI, PRONTI AD IMPUGNARLE AL TAR. GOVERNO REPERISCA RISORSE PRESSO BANCHE, ASSICURAZIONI E PETROLIERI
Il blocco biennale degli stipendi dei dipendenti pubblici, attualmente allo studio del Governo, e’ per il Codacons un provvedimento inaccettabile e abnorme, che finirà per pesare enormemente sul ceto medio e sull’economia italiana.
“Dal 2010 i dipendenti statali subiscono il peso della crisi in corso attraverso il blocco dei rinnovi contrattuali – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Prorogare di due anni tale misura vuol dire impoverire ulteriormente oltre 3,3 milioni di cittadini, con conseguenze pesanti sui consumi già al minimo storico, ed effetti economici negativi per l’intera economia. Se il Governo Renzi deciderà di prolungare il blocco degli stipendi – avvisa Rienzi – sarà inevitabile un ricorso al TAR del Lazio, considerato che gli interventi per reperire risorse e applicare tagli di spesa peserebbero ingiustamente su una sola categoria di cittadini”.
Ma il Codacons minaccia azioni legali anche sul fronte pensioni. “Non accetteremo prelievi forzosi sulle pensioni degli italiani, a meno che non si tratti delle cosiddette “pensioni d’oro” – afferma Rienzi – La maggior parte dei cittadini riceve pensioni che bastano a malapena a sopravvivere; ulteriori interventi, oltre ad impoverire gli italiani, risulterebbero illegittimi poiché configurerebbero una forma di appropriazione indebita sui soldi già versati dai lavoratori ai fini pensionistici. Il Governo farebbe bene a reperire risorse laddove ci sono i soldi, ossia presso banche, assicurazioni e petrolieri” – conclude Rienzi.
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