RASSEGNA STAMPA DEL 9 AGOSTO 2014
RASSEGNA STAMPA DEL 9 AGOSTO 2014
| ASCA, 09/08/2014 14:27 | |||
Banche: Abi, crescono adesioni a protocollo collocamento polizze Web |
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| (ASCA) – Milano, 9 ago 2014 – Continuano a crescere le adesioni di banche e intermediari finanziari al Protocollo di intesa sul collocamento delle polizze assicurative: circa l’ 80% in termini di sportelli fa entrare nel vivo l’ accordo tra Abi, Assofin e le Associazioni dei Consumatori Acu, Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale dei Consumatori. Tra gli obiettivi, la promozione di un livello di trasparenza sempre piu’ sostanziale dal punto di vista della clientela; il rafforzamento della liberta’ di scelta, e maggiore consapevolezza del consumatore sulle caratteristiche delle diverse tipologie di servizi e prodotti offerti da banche e intermediari finanziari. In particolare poter scegliere e rendere piu’ agevole l’ accesso ad opportune coperture assicurative per mutui e credito al consumo. red/cam. | |||
| Affari Italiani, 09/08/2014 10:23 | |||
| romaitalia. Cinque ore nell’ inferno di Fiumicino. Caos bagagli, la Procura apre inchiesta Webse saranno accertate violazione e reati contro la collettività il codacons ha già annunciato un’ azione legale di massa per conto dei viaggiatori. il racconto di un passeggero che ha denunciato la sua esperienza ad affari. |
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| La Procura di Roma ha aperto un’ inchiesta sul caos nel settore bagagli che ha coinvolto l’ aeroporto di Fiumicino per accertare se siano stati commessi reati ai danni della comunità in seguito allo sciopero bianco messo in atto dai dipendenti delle società che lavorano all’ interno del principale scalo aeroportuale romano. “I viaggiatori rimasti senza bagaglio chiederanno il conto ai responsabili degli illeciti – afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi – Consigliamo pertanto ai lavoratori di attuare altre forme di protesta, senza utilizzare i passeggeri come ostaggio rovinando loro le vacanze e lasciandoli senza i propri beni personali, perché il danno finora arrecato all’ utenza è enorme e del tutto ingiustificato, e se saranno accertate violazione di illegittimità sarà inevitabile una azione di massa del Codacons per conto dei viaggiatori”. Nel giorno della firma dell’ accordo tra Alitalia e Etihad il timore di una astensione di massa del personale di terra, tra i più colpiti dai tagli previsti dal piano industriale: centinaia di certificati medici sono pronti per essere consegnati all’ ufficio del personale e la protesta rischia di paralizzare l’ aeroporto Leonardo da Vinci proprio nel weekend di massima affluenza tra arrivi e partenze. Ecco lo scenario descritto da un lettore di Affaritaliani.it che ha voluto raccontare la sua personale odissea mercoledì scorso quando era in corso il terzo giorno di sciopero bianco: “Sono atterrato ieri sera a Fiumicino e ora ci sto tornando – scrive Filippo Consales ad Affaritaliani.it – In quell’ aeroporto di merda ho trascorso oltre 5 ore, fino all’ 1 di notte, in attesa di un bagaglio che non è mai arrivato, in attesa di avere qualche informazione prima e di poter presentare denuncia di smarrimento poi. Ma la mia pazienza era già stata messa a dura prova, a Catania, da altre due ore di attesa prima di partire. A Roma poi l’ epilogo di una giornata storta: lo sciopero del personale aeroportuale ha fatto sì che le consegne dei bagagli avvenissero come una lotteria, una caccia al tesoro da fare tra i vari nastri. Senza nessuna indicazione, senza nessuno che ti dicesse cosa fare. E così l’ assistenza clienti è stata presa di mira. Una fila lunghissima e ininterrotta che fino alle 2 di notte ha cercato informazioni sul proprio bagaglio. Una signora di 80 anni mi ha chiesto di aiutarla: non sapeva cosa fare, dove andare e spesso si stancava di attendere in piedi e così io facevo la fila anche per lei. Nessuno di Alitalia le ha offerto una bottiglietta d’ acqua, dato un’ informazione. Così come ai tanti turisti presenti. Ogni tanto qualcuno esultava per il ritrovamento del proprio bagaglio. Qualche sudamericano, invece, guidava una sorta di revolucion con l’ intento di raggiungere direttamente il magazzino al grido “volemos los bagajes”. Tre hostess hanno fatto il loro lavoro e scioperare è un diritto ma c’ è chi ha gestito l’ emergenza in maniera superficiale. Dopo una fila interminabile ho lasciato Fiumicino assieme alla vecchietta. Ho preso una navetta che pisciava acqua dal soffitto e bagnava tutti. Qualche straniero, stordito dalla situazione, ha vagabondato per l’ aeroporto tutta la notte. Io dopo aver dormito a casa, sto andando di nuovo lì. E mi viene in mente mio fratello che sta a Budapest e tanti altri ragazzi come lui. Penso ai più giovani e do loro un consiglio: se potete lasciate questo Paese senza prospettive, ma non con un volo Alitalia”. CONDIVIDI L’ ARTICOLO TI POTREBBE INTERESSARE: | |||
| corriere.it (Roma), 09/08/2014 09:32 | |||
| decoro. Guerra a tavolino selvaggio Altre strade nel mirino Webal setaccio le vie vicino a piazza navona. il consiglio di stato boccia il ricorso di due locali. finito il “bivacco selvaggio” |
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| ROMA – Se l’ abusivismo di piazza Navona – per il suo valore storico e culturale – resta il caso più eclatante, le regole sono uguali per tutti. E così, mentre i ristoratori riposizionano tavoli e sedie sui marciapiedi dello storico salotto romano, la lotta contro il “tavolino selvaggio” cambia mira: obiettivo i ristoranti delle vie limitrofe. Ieri gli agenti del I Gruppo hanno passato al setaccio strade e vicoli del rione Parione. Da via di Tor Millina, a via Santa Maria dell’ Anima, a via della Pace, altri possibili focolai di occupazione di suolo pubblico abusiva. I tavolini sono ammassati, per camminare bisogna fare lo slalom, e anche le auto e i furgoni hanno difficoltà a svoltare per scaricare la merce. E i primi verbali sono arrivati: due i locali multati, entrambi in via dell’ Anima (per tanti altri sono ancora in corso verifiche), uno per occupazione di suolo pubblico illegale e l’ altro per insegne luminose non autorizzate. Adesso toccherà al Municipio procedere per ordinare la rimozione di tutti gli arredi fuori norma. Intanto continuano le polemiche sulla vicenda “madre”. L’ intesa firmata giovedì con l’ Associazione degli esercenti di piazza Navona(dehors solo sui marciapiedi, come previsto dal Piano di massima occupabilità) per il Codacons rappresenta “l’ ennesima sconfitta per il Comune”. “Si tratta di un provvedimento gravissimo – ha detto il presidente Carlo Rienzi – che ha assecondato solo gli interessi degli esercenti, sfruttando i cittadini attraverso il nostro ricorso per ottenere il rispetto delle proprie delibere”. Per questo “abbiamo inviato una diffida urgente al sindaco Marino e al presidente del I Municipio Alfonsi a non procedere al ripristino dei tavolini senza prima aver convocato i cittadini, i residenti e i proprietari di altre attività della zona, altrimenti impugneremo l’ accordo davanti al Tar”. Pronta la replica dell’ assessore al Commercio del Comune, Marta Leonori: “Non credo sia stato scavalcato nulla. Abbiamo chiesto agli esercenti di tornare nella regolarità rispettando il Piano, dando la possibilità di farlo in tempi rapidi. L’ obiettivo è sempre lo stesso – ha aggiunto – legalità, Piano approvato senza nessuna deroga e maggiore decoro e regolarità contabili”.Poi si penserà ad aggiornare le normative, semplificare le procedure e riqualificare la piazza, ormai libera dal bivacco degli ultimi giorni grazie al presidio dei vigili urbani. In serata, infine, la decisione del Consiglio di Stato: rigettato l’ appello presentato da due locali di piazza Navona a cui il I Municipio aveva intimato la rimozione di tavolini e sedie sistemati all’ aperto senza autorizzazione. | |||
| Quotidiano di Puglia, 09/08/2014 07:09 | |||
«Diffidate dei prezzi troppo bassi» PDF |
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| • Sembra quasi superfluo dirlo, eppure è così: «In vacanza bisogna ricordarsi di usare il cervello. La nostra soglia di attenzione non deve andare in ferie». A spiegarlo è Alessandro Presicce, presidente provinciale dell’ Adoc. Si tratta di un consiglio che porta a una considerazione preliminare: la prima e più efficace barriera contro le truffe siamo noi stessi. Mantenere anche in villeggiatura quella sana diffidenza che abbiamo durante l’ anno nei confronti degli acquisti di ogni genere è il primo passo per difendersi dai raggiri. I consigli per tutelarsi sono semplici: «Diffidare delle offerte estremamente basse – spiega Presicce – perché spesso nascondono delle truffe. Chiedere sempre la fattura o lo scontrino, non solo perché è giusto dal punto di vista fiscale, ma anche perché è l’ unico modo, in caso di contestazione, per dimostrare che si è usufruito di un servizio. Per quanto riguarda le case: diffidare del rapporto “uno a uno” con i privati, e affidarsi sempre ad agenzie di comprovata esperienza; infine, stipulare un contratto a norma di legge». Consigli simili anche da parte di Piero Mongelli, coordinatore dell’ ufficio legale provinciale del Codacons. «Se proprio ci si vuole affidare al fai da te su Internetaggiunge – allora meglio scegliere i siti di natura istituzionale, oppure quei portali più conosciuti, in cui si trovano feedback da parte degli utenti che possono rappresentare una garanzia in più. Se poi, nonostante tutte le precauzioni, ci si accorge ad esempio che la casa non è quella che ci si aspettava (perché mancano alcuni servizi, o ci sono invece animali poco gradi ti), allora il consiglio è quello di fotografare e presentare una denuncia il prima possibile, chiedendo l’ assistenza dei legali delle associazioni di consumatori. Ovviamente questo – spiega Mongelli – parte da un presupposto ovvio, e cioè che in situazioni di questo genere conviene sempre avere un contratto regolare, che metta nero su bianco i servizi offerti e le condizioni dell’ immobile». A cosa bisogna stare attenti, poi, quando ci si siede al tavolo di un ristorante? «Bisogna prediligere assolutamente locali con i prezzi esposti. In caso contrario, farsi consegnare un menu e valutare con attenzione i prezzi». Infine, il consiglio che tutti ripetono come un mantra: «Chiedere la ricevuta o lo scontrino fiscale: non si risparmia niente a non farselo consegnare. Altrimenti qualunque altra contestazione successiva potrebbe non avere poi il supporto necessario rappresentato dallo scontrino». Meglio tenere acceso il cervello anche sotto l’ ombrellone, dunque. | |||
| Il Messaggero (ed. Viterbo), 09/08/2014 06:21 | |||
Tornano ombrelloni e tavolini in piazza Navona, ma rispettando le regole e restando nei limiti … PDF |
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| Tornano ombrelloni e tavolini in piazza Navona, ma rispettando le regole e restando nei limiti del piano di massima occupabilità (vale a dire sui marciapiedi). E a dare più forza alla posizione del Campidoglio, ieri è arrivata anche la decisione del Consiglio di Stato che ha confermato quella del Tar, rigettando l’ appello di alcuni esercenti di piazza Navona contro il provvedimento di Roma Capitale anti-tavolino selvaggio. Dopo lo scontro, la chiusura dei locali, la trattativa, Campidoglio e operatori avevano raggiunto un’ intesa: l’ assessore alle Attività produttive, Marta Leonori, ha dato la possibilità ai ristoranti sprovvisti di permesso di richiederlo in maniera semplificata entro 45 giorni. Ma il Codacons contesta questa intesa e ha preannunciato che presenterà ricorso al Tar, anche se ovviamente esprime soddisfazione per la decisione del Consiglio di Stato. Ieri ha commentato l’ assessore Leonori: «La decisione del Consiglio di Stato arriva a poche ore dall’ accordo sottoscritto con gli esercenti di piazza Navona e conferma la bontà della linea che abbiamo seguito. Il dialogo tra amministratori, cittadini e imprenditori vale più delle carte bollate per trovare soluzioni, ma deve essere affiancato da un ferreo e costante rispetto delle regole». Sulla stessa linea il sindaco Ignazio Marino: «La decisione del Consiglio di Stato è un segnale importante che individua nella legalità, nel decoro delle nostre strade e piazze storiche e nel rispetto della libera concorrenza l’ unica strada percorribile». Sul fronte di bar e ristoranti, spiegano Pietro Lepore e Claudio Pica, presidente e vicepresidente di Fiepet Confesercenti: «Sulla questione dei tavolini e delle semplificazioni attendiamo la convocazione per rimettere ordine all’ intero settore. La questione che si è aperta è emblematica per il caos normativo che regna in un settore strategico come quello dei pubblici esercizi». Mauro Evangelisti © RIPRODUZIONE RISERVATA. | |||
| Il Messaggero (ed. Civitavecchia), 09/08/2014 06:21 | |||
Sulle analisi dell’ acqua il Labservice contrattacca PDF |
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| LA POLEMICA Tra rimpalli di responsabilità e date che si sovrappongono, si fa sempre più contorta la tempistica che ha portato all’ ordinanza di non potabilità dell’ acqua (emessa il 1° agosto e revocata quattro giorni dopo). Il Labservice, le cui analisi avevano indotto il Comune a vietare l’ utilizzo dell’ acqua per scopi potabili su tutta la rete cittadina, non ci sta ad addossarsi le responsabilità che il Comune gli ha scaricato addosso, parlando di una comunicazione dell’ esito dei campionamenti ritardata di sette giorni. Con una nota, proprio giovedì, il Pincio aveva annunciato di voler sostituire il laboratorio «per non aver giustificato il perché avesse prodotto i risultati il 31 luglio pur avendoli pronti dal 24». Il Labservice, attraverso un suo legale, ieri ha chiesto al Comune di rettificare quanto comunicato. Il laboratorio ha chiarito di aver inviato via mail i risultati analitici completi nel pomeriggio del 31, specificando che questa è una procedura consolidata da anni e nota anche a questa Amministrazione. In più, sempre dal Labservice, si è ricordato che è previsto – in caso di necessità – una comunicazione (anche telefonica o via fax) di risultati parziali, ma in questo caso, scrivono: «non è stata rappresentata alcuna particolare urgenza o necessità da parte del Comune». Nessun riferimento, dunque, al fatto che le analisi, in cui era emerso l’ inquinamento micro-biologico, fossero pronte da una settimana. Considerando che i campionamenti sono stati effettuati il 18 luglio, l’ ordinanza è stata emessa il primo agosto e per 13 giorni, quindi, si è utilizzata acqua inquinata. «Sempre che lo sia stata», insinua Link Democratico, facendo riferimento al fatto che nei campionamenti dell’ Asl del 9 luglio, del 1 e del 4 agosto non sono mai usciti valori fuori norma. La componente del Pd critica fortemente la gestione della situazione del vice-sindaco Daniela Lucernoni (nella foto), parla anche di procurato allarme, ne chiede le dimissioni ed «in nome della trasparenza cavallo di battaglia del M5S», si aspetta la pubblicazione delle analisi. Duro anche il Codacons, che ha fatto un’ integrazione all’ esposto in Procura, accusando il Comune di non aver informato correttamente la cittadinanza. C.Imp. © RIPRODUZIONE RISERVATA. | |||
| Il Messaggero (ed. Civitavecchia), 09/08/2014 06:21 | |||
Tornano ombrelloni e tavolini in piazza Navona, ma rispettando le regole e restando nei limiti … PDF |
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| Tornano ombrelloni e tavolini in piazza Navona, ma rispettando le regole e restando nei limiti del piano di massima occupabilità (vale a dire sui marciapiedi). E a dare più forza alla posizione del Campidoglio, ieri è arrivata anche la decisione del Consiglio di Stato che ha confermato quella del Tar, rigettando l’ appello di alcuni esercenti di piazza Navona contro il provvedimento di Roma Capitale anti-tavolino selvaggio. Dopo lo scontro, la chiusura dei locali, la trattativa, Campidoglio e operatori avevano raggiunto un’ intesa: l’ assessore alle Attività produttive, Marta Leonori, ha dato la possibilità ai ristoranti sprovvisti di permesso di richiederlo in maniera semplificata entro 45 giorni. Ma il Codacons contesta questa intesa e ha preannunciato che presenterà ricorso al Tar, anche se ovviamente esprime soddisfazione per la decisione del Consiglio di Stato. Ieri ha commentato l’ assessore Leonori: «La decisione del Consiglio di Stato arriva a poche ore dall’ accordo sottoscritto con gli esercenti di piazza Navona e conferma la bontà della linea che abbiamo seguito. Il dialogo tra amministratori, cittadini e imprenditori vale più delle carte bollate per trovare soluzioni, ma deve essere affiancato da un ferreo e costante rispetto delle regole». Sulla stessa linea il sindaco Ignazio Marino: «La decisione del Consiglio di Stato è un segnale importante che individua nella legalità, nel decoro delle nostre strade e piazze storiche e nel rispetto della libera concorrenza l’ unica strada percorribile». Sul fronte di bar e ristoranti, spiegano Pietro Lepore e Claudio Pica, presidente e vicepresidente di Fiepet Confesercenti: «Sulla questione dei tavolini e delle semplificazioni attendiamo la convocazione per rimettere ordine all’ intero settore. La questione che si è aperta è emblematica per il caos normativo che regna in un settore strategico come quello dei pubblici esercizi». Mauro Evangelisti © RIPRODUZIONE RISERVATA. | |||
| Il Messaggero, 09/08/2014 06:21 | |||
Tornano ombrelloni e tavolini in piazza Navona, ma rispettando le regole e restando nei limiti … PDF |
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| Tornano ombrelloni e tavolini in piazza Navona, ma rispettando le regole e restando nei limiti del piano di massima occupabilità (vale a dire sui marciapiedi). E a dare più forza alla posizione del Campidoglio, ieri è arrivata anche la decisione del Consiglio di Stato che ha confermato quella del Tar, rigettando l’ appello di alcuni esercenti di piazza Navona contro il provvedimento di Roma Capitale anti-tavolino selvaggio. Dopo lo scontro, la chiusura dei locali, la trattativa, Campidoglio e operatori avevano raggiunto un’ intesa: l’ assessore alle Attività produttive, Marta Leonori, ha dato la possibilità ai ristoranti sprovvisti di permesso di richiederlo in maniera semplificata entro 45 giorni. Ma il Codacons contesta questa intesa e ha preannunciato che presenterà ricorso al Tar, anche se ovviamente esprime soddisfazione per la decisione del Consiglio di Stato. Ieri ha commentato l’ assessore Leonori: «La decisione del Consiglio di Stato arriva a poche ore dall’ accordo sottoscritto con gli esercenti di piazza Navona e conferma la bontà della linea che abbiamo seguito. Il dialogo tra amministratori, cittadini e imprenditori vale più delle carte bollate per trovare soluzioni, ma deve essere affiancato da un ferreo e costante rispetto delle regole». Sulla stessa linea il sindaco Ignazio Marino: «La decisione del Consiglio di Stato è un segnale importante che individua nella legalità, nel decoro delle nostre strade e piazze storiche e nel rispetto della libera concorrenza l’ unica strada percorribile». Sul fronte di bar e ristoranti, spiegano Pietro Lepore e Claudio Pica, presidente e vicepresidente di Fiepet Confesercenti: «Sulla questione dei tavolini e delle semplificazioni attendiamo la convocazione per rimettere ordine all’ intero settore. La questione che si è aperta è emblematica per il caos normativo che regna in un settore strategico come quello dei pubblici esercizi». Mauro Evangelisti © RIPRODUZIONE RISERVATA. | |||
| iltempo.com, 09/08/2014 06:01 | |||
Gli esercenti di Campo de’ Fiori Webbar e ristoranti vogliono adeguarsi al piano senza passare per abusivi. |
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| Nuovo intervento del Codacons sul “caso” tavolini di piazza Navona. Ancora una volta l’ associazione dei consumatori, che aveva diffidato il Campidoglio a intervenire dopo la sentenza del Tar che “condannava” il numero eccessivo di tavoli sulla piazza, torna a tuonare contro il Comune per l’ accordo appena siglato con gli esercenti. Accordo, che consente di riaprire subito i locali a patto di indietreggiare le occupazioni sui marciapiedi. “Si tratta di un provvedimento gravissimo – spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – non solo perché rappresenta l’ ennesima sconfitta per il Comune, ma soprattutto perché l’ amministrazione ha un certo senso “sfruttato” i cittadini attraverso il nostro ricorso, ottenendo il rispetto delle delibere ma ha poi estromesso del tutto gli utenti da qualsiasi decisione sulla piazza”. In pratica, anche i cittadini avrebbero dovuto dire la loro. Da qui la richiesta al Campidoglio di non procedere ad alcun ripristino dei tavolini pena il ricorso immediato al Tar. Non si è fatta attendere la replica dell’ assessore capitolino al commercio, Marta Leonori. “Noi abbiamo avviato un percorso di regolarizzazione nell’ ambito del piano di massima occupabilità approvato dall’ amministrazione chiedendo a tutti gli esercenti con determinazione di ritornare nella regolarità. Quindi abbiamo dato semplicemente una possibilità aggiuntiva per farlo in tempi rapidi”. Caso chiuso? Si vedrà, certo l’ ennesimo intervento dell’ associazione rischia di inficiare anche altri possibili accordi che il Campidoglio potrebbe avere ntenzione di estendere a casi analoghi a quelli di piazza Navona. Sempre che il Tar dia seguito alla loro diffida. Per il momento gli occhi sono puntati su Campo de’ Fiori dove Fabio Mina, presidente della Lupe, che associa tutti gli esercizi sulla piazza, fa sapere che praticamente nessun esercente ha richiesto la nuova autorizzazione conforme al piano di massima occupabilità. Proprio come era accaduto a piazza Navona. “Mi auguro che lo stesso protocollo firmato con Campopiano possa andare bene anche per Campo de’ Fiori – sottolinea Mina – ho parlato con gli esercenti e sono disposti ad adeguarsi al piano ma chiedono che l’ iter per le nuove autorizzazioni siano veloci in modo da non essere considerati abusivi”. Non è una resa ai piani, precisa il presidente della Lupe. “Ho sempre manifestato perplessità nei confronti dei piani approvati da Campidoglio e Municipio, ma noi siamo per il rispetto delle regole, anche quelle che non ci convincono. Mi sono comunque riservato di sottoporre all’ assessore Leonori idee e proposte che abbiamo per la piazza e che possiamo concordare insieme”. Intanto ieri è arrivata un’ altra decisione del Consiglio di Stato non favorevole alle istanze degli esercenti. I giudici hanno rigettato l’ appello presentato da alcuni ristoratori di piazza Navona contro il provvedimento restrittivo sulle occupazioni di suolo pubblico messo in atto dall’ amministrazione. “È un segnale importante che individua nella legalità, nel decoro delle nostre strade e piazze storiche e nel rispetto della libera concorrenza l’ unica strada percorribile”, ha commentato il sindaco Ignazio Marino. Intanto il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso di due ecercenti contro la riduzione dei tavoli. | |||
| damiana verucci | |||
| Il Tempo, 09/08/2014 05:30 | |||
| decoro urbano pronti a sottoscrivere il protocollo firmato dai colleghi di piazza navona. Gli esercenti di Campo de’ Fiori «Stesso accordo anche per noi» PDFbar e ristoranti vogliono adeguarsi al piano senza passare per abusivi. |
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| aNuovo intervento del Codacons sul “caso” tavolini di piazza Navona. Ancora una volta l’ associazione dei consumatori, che aveva diffidato il Campidoglio a intervenire dopo la sentenza del Tar che «condannava» il numero eccessivo di tavoli sulla piazza, torna a tuonare contro il Comune per l’ accordo appena siglato con gli esercenti. Accordo, che consente di riaprire subito i locali a patto di indietreggiare le occupazioni sui marciapiedi. «Si tratta di un provvedimento gravissimo – spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – non solo perché rappresenta l’ ennesima sconfitta per il Comune, ma soprattutto perché l’ amministrazione ha un certo senso “sfruttato” i cittadini attraverso il nostro ricorso, ottenendo il rispetto delle delibere ma ha poi estromesso del tutto gli utenti da qualsiasi decisione sulla piazza». In pratica, anche i cittadini avrebbero dovuto dire la loro. Da qui la richiesta al Campidoglio di non procedere ad alcun ripristino dei tavolini pena il ricorso immediato al Tar. Non si è fatta attendere la replica dell’ assessore capitolino al commercio, Marta Leonori. «Noi abbiamo avviato un percorso di regolarizzazione nell’ ambito del piano di massima occupabilità approvato dall’ amministrazione chiedendo a tutti gli esercenti con determinazione di ritornare nella regolarità. Quindi abbiamo dato semplicemente una possibilità aggiuntiva per farlo in tempi rapidi». Caso chiuso? Si vedrà, certo l’ ennesimo intervento dell’ associazione rischia di inficiare anche altri possibili accordi che il Campidoglio potrebbe avere ntenzione di estendere a casi analoghi a quelli di piazza Navona. Sempre che il Tar dia seguito alla loro diffida. Per il momento gli occhi sono puntati su Campo de’ Fiori dove Fabio Mina, presidente della Lupe, che associa tutti gli esercizi sullapiazza, fasapere che praticamente nessun esercente ha richiesto la nuova autorizzazione conforme al piano di massima occupabilità. Proprio come era accaduto a piazza Navona. «Mi auguro che lo stesso protocollo firmato con Campopiano possa andare bene anche per Campo de’ Fiori-sottolinea Mina- ho parlato con gli esercenti e sono disposti ad adeguarsi al piano ma chiedono che l’ iter per le nuove autorizzazioni siano veloci in modo da non essere considerati abusivi». Non è una resa ai piani, precisa il presidente della Lupe. «Ho sempre manifestato perplessità nei confronti dei piani approvati da Campidoglio e Municipio, ma noi siamo per il rispetto delle regole, anche quelle che non ci convincono. Mi sono comunque riservato di sottoporre all’ assessore Leonori idee e proposte che abbiamo per la piazza e che possiamo concordare insieme». Intanto ieri è arrivata un’ altra decisione del Consiglio di Stato non favorevole alle istanze degli esercenti. I giudici hanno rigettato l’ appello presentato da alcuni ristoratori di piazza Navona contro il provvedimento restrittivo sulle occupazioni di suolo pubblico messo in atto dall’ amministrazione. «È un segnale importante che individua nella legalità, nel decoro delle nostre strade e piazze storiche e nel rispetto della libera concorrenza l’ unica strada percorribile», ha commentato il sindaco Ignazio Marino. Intanto il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso di due ecercenti contro la riduzione dei tavoli. | |||
| Il Tirreno (ed. Viareggio), 09/08/2014 04:19 | |||
Il confine tra cultura e spettacolo PDF |
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| L’ INTERVENTO di ALFONSO M. IACONO E così Francesco Schettino, a quanto si legge, è stato chiamato a parlare nell’ ambito di un seminario del master in Scienze criminologico-forensi dell’ ateneo romano “Dalla scena del crimine al profiling”. Oggetto del dibattito era la «ricostruzione dell’ evento critico della Costa Concordia con l’ aiuto della grafica in 3D». Non dunque, come all’ inizio si era detto una lectio magistralis (sarebbe stato macabro e grottesco insieme), ma un intervento da esperto nell’ ambito di un master universitario. L’ episodio è avvenuto il 5 luglio. La Concordia, di cui Schettino, come è noto, fu lo sciagurato comandante, non era ancora partita dal Giglio per raggiungere Genova, e conteneva ancora nel suo ventre quel che resta del corpo di Russel Rebello, una delle 32 vittime innocenti della tragedia, che ancora cercano nel relitto. L’ intervento di Schettino al master ha suscitato l’ indignazione del ministro Stefania Giannini e del rettore di Roma La Sapienza Luigi Frati. Ma l’ episodio, al di là dello sconcerto e dell’ indignazione, spinge ad alcune riflessioni su un concetto: il confine. Dov’ è finito il confine tra etico e non etico? Dove si trova quello tra ricerca e spettacolo? Cominciamo dal rapporto tra etico e non etico. Come sostiene il Codacons, parte civile nel processo di Grosseto, Schettino non è il solo responsabile del disastro. Non è il solo, ma lo è. L’ iter processuale sta facendo il suo corso, e Schettino sta esercitando il suo sacrosanto diritto di difendersi, ma, al di là degli accertamenti giuridici, resta la responsabilità morale di un comandante e del suo comportamento in una tragedia dove sono morte 32 persone. Ha senso chiamarlo come esperto in un master a spiegare come sono andate le cose? Alla stessa stregua allora avrebbe senso chiamare come esperto in un master di criminologia un omicida reo confesso non ancora giudicato perché il processo è in corso. E invece no. Un confine deve essere tracciato. E vengo al rapporto tra ricerca e spettacolo. Ha scritto Guy Debord: «Nello spettacolo, immagine dell’ economia imperante, il fine non è niente, lo sviluppo è tutto. Lo spettacolo non vuole riuscire a nient’ altro che a se stesso». Naufragio sull’ Isola del Giglio, morti, processo, viaggio da Piombino a Genova, tutto nella storia della Costa Concordia è stato ed è spettacolo e immagine e i protagonisti, positivi e negativi, diventano personaggi. Ma i morti purtroppo non torneranno tra i vivi e il dolore della perdita resta così come la rabbia per la stupidità. Un master non è un’ attività di ricerca. E’ un corso di formazione pagato dagli iscritti, la cui didattica naturalmente si suppone sia il risultato di ricerche fatte dagli esperti che vi vanno a insegnare. Ma non è ricerca. L’ invito a Schettino in un master ha poco a che vedere con la libertà di ricerca. Il fatto è che un master si offre al mercato dei partecipanti. Un tempo, quand’ erano di moda, era d’ uso utilizzare dei cosiddetti testimonial, personaggi noti della televisione o d’ altro, per pubblicizzarli. Una specie di specchietto per le allodole. Non so se il direttore ha chiamato Schettino per dare pubblicità al master o, come asserisce, per accontentare gli avvocati che chiedevano la presenza di Schettino per la par condicio. A me quest’ ultima spiegazione pare un imbarazzato arrampicarsi sugli specchi. Ma torniamo al problema del confine. L’ episodio di Schettino al master mi sembra uno dei tanti sintomi delle patologiche distorsioni in cui si sono sfilacciati i confini fra sapere e mercato, fra cultura e spettacolo, fra formazione e mass media, tra libertà della ricerca, interessi economici e moda. | |||
| La Repubblica, 09/08/2014 04:18 | |||
| le pre vi sio ni la curiosità. Bollino nero sulle strade e con Polifemo arriva il caldo PDF |
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| Anas: weekend di esodo Meteo, in città fino a Ferragosto l’ ondata di calore da 38 gradi CONFerragosto alle porte arriva anche il gran caldo, assente di lusso dell’ estate 2014. Sarà infatti l’ alta pressione “Polifemo” a scaldare la partenza dei milioni di italiani che si metteranno in viaggio nel weekend. La prima vera ondata di caldo assalirà le principali città del centrosud, con picchi fra i 34 e i 35 gradi anche nella Capitale, e non allenterà la morsa per tutta la prossima settimana. Autostrade per l’ Italia prevede per oggi l’ unico bollino nero della stagione, a confermare le difficoltà degli italiani a permettersi le tradizionali vacanze estive. A commentare il dato è intervenuto il presidente del Codacons, Carlo Rienzi: «Una sola giornata di bollino nero e pochi weekend da bollino rosso, sono la prova concreta di come gli italiani abbiano oramai rinunciato alle partenze o ridotto drasticamente i giorni di villeggiatura. Basti pensare che nel 2008 ventinove milioni di italiani avevano effettuato almeno un viaggio nel periodo lugliosettembre mentre quest’ estate ne partiranno solo venti milioni ». Il traffico più intenso si registrerà nella fascia oraria 9-12 e principalmente dalla Capitale verso le destinazioni del sud Italia. Gli automobilisti in partenza da Roma potrebbero trovare, secondo le stime dell’ azienda autostradale, importanti rallentamenti nel tratto che va dalla città a Frosinone, svincolo fondamentale per le auto dirette lungo il litorale pontino. Minori difficoltà per chi va a nord. ( francesco raganelli) | |||
| La Repubblica, 09/08/2014 04:18 | |||
| il caso. Piazza Navona, ora è caccia agli arretrati Anche il Consiglio di Stato boccia i locali PDF |
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| LUCA MONACO LAURA SERLONI LA BATTAGLIA giudiziaria è stata persa su tutti i fronti: dopo la bocciatura del Tar, ieri anche il Consiglio di Stato ha respinto l’ appello dei bar e ristoranti di piazza Navona sulla vicenda dei tavolini. «Insussistente il danno grave e irreparabile vantato dalla società che gestisce il bar davanti all’ ingresso dell’ area archeologica dello stadio di Domiziano». Insomma, il Codacons ne esce vittorioso. E il Comune è riuscito dopo anni a ripristinare la legalità. Ora resta aperto il fronte piuttosto rovente del pagamento degli arretrati. In municipio stanno studiando tutte le pratiche dal 2006 a oggi per vedere quanto devono le varie attività, se hanno sempre pagato regolarmente e per quanto spazio. C’ è chi parla di un introito ingente per le casse comunali. Basti pensare che i metri quadrati concessi sono 829,52, il canone annuale è di 286.90 euro per metro quadrato all’ anno, insomma in totale quasi 238mila euro per 12 mesi. Dal 2006 ad oggi sono 1,5 milioni di euro. Gli uffici stanno esaminando nel dettaglio le pratiche per quantificare esattamente gli arretrati. «Abbiamo sempre pagato le tasse per l’ occupazione di suolo pubblico circa 20mila euro ciascuno – assicura il portavoce dei ristoratori di piazza Navona, Guido Campopiano – E non appena il municipio ultimerà i calcoli secondo i nuovi piani di massima occupabilità a cui ci siamo adeguati, pagheremo anche quest’ ultimo balzello. La cifra dovrebbe scendere del 40% comunque». Per l’ assessore al Commercio, Marta Leonori «è stato avviato un percorso di regolarizzazione nell’ ambito del piano di massima occupabilità approvato dall’ amministrazione chiedendo a tutti gli esercenti con determinazione di ritornare nella regolarità. Quindi abbiamo dato semplicemente una possibilità aggiuntiva per farlo in tempi rapidi». E già ieri mattina tutti i ristoratori hanno presentato la domanda per la nuova concessione. La notizia della bocciatura di Palazzo Spada viene appresa con soddisfazione nelle stanze del Campidoglio. «È un segnale importante che individua nella legalità, nel decoro delle nostre strade e piazze storiche e nel rispetto della libera concorrenza l’ unica strada percorribile», commenta il primo cittadino. Ma l’ associazione in difesa dei consumatori non si ferma. Il Codacons impugna al Tar anche l’ accordo di giovedì tra il Comune e gli esercenti di piazza Navona. © RIPRODUZIONE RISERVATA Al via i controlli del municipio per verificare se sia stato versato dal 2006 a oggi 1,5 milioni di euro PIAZZA NAVONA I tavolini in piazza Navona che da ieri sono tornati sui marciapiedi come previsto dal Piano di massima occupalità del Comune. | |||
| laura serloni | |||
| Il Tirreno, 09/08/2014 04:18 | |||
Il confine tra cultura e spettacolo PDF |
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| L’ INTERVENTO di ALFONSO M. IACONO E così Francesco Schettino, a quanto si legge, è stato chiamato a parlare nell’ ambito di un seminario del master in Scienze criminologico-forensi dell’ ateneo romano “Dalla scena del crimine al profiling”. Oggetto del dibattito era la «ricostruzione dell’ evento critico della Costa Concordia con l’ aiuto della grafica in 3D». Non dunque, come all’ inizio si era detto una lectio magistralis (sarebbe stato macabro e grottesco insieme), ma un intervento da esperto nell’ ambito di un master universitario. L’ episodio è avvenuto il 5 luglio. La Concordia, di cui Schettino, come è noto, fu lo sciagurato comandante, non era ancora partita dal Giglio per raggiungere Genova, e conteneva ancora nel suo ventre quel che resta del corpo di Russel Rebello, una delle 32 vittime innocenti della tragedia, che ancora cercano nel relitto. L’ intervento di Schettino al master ha suscitato l’ indignazione del ministro Stefania Giannini e del rettore di Roma La Sapienza Luigi Frati. Ma l’ episodio, al di là dello sconcerto e dell’ indignazione, spinge ad alcune riflessioni su un concetto: il confine. Dov’ è finito il confine tra etico e non etico? Dove si trova quello tra ricerca e spettacolo? Cominciamo dal rapporto tra etico e non etico. Come sostiene il Codacons, parte civile nel processo di Grosseto, Schettino non è il solo responsabile del disastro. Non è il solo, ma lo è. L’ iter processuale sta facendo il suo corso, e Schettino sta esercitando il suo sacrosanto diritto di difendersi, ma, al di là degli accertamenti giuridici, resta la responsabilità morale di un comandante e del suo comportamento in una tragedia dove sono morte 32 persone. Ha senso chiamarlo come esperto in un master a spiegare come sono andate le cose? Alla stessa stregua allora avrebbe senso chiamare come esperto in un master di criminologia un omicida reo confesso non ancora giudicato perché il processo è in corso. E invece no. Un confine deve essere tracciato. E vengo al rapporto tra ricerca e spettacolo. Ha scritto Guy Debord: «Nello spettacolo, immagine dell’ economia imperante, il fine non è niente, lo sviluppo è tutto. Lo spettacolo non vuole riuscire a nient’ altro che a se stesso». Naufragio sull’ Isola del Giglio, morti, processo, viaggio da Piombino a Genova, tutto nella storia della Costa Concordia è stato ed è spettacolo e immagine e i protagonisti, positivi e negativi, diventano personaggi. Ma i morti purtroppo non torneranno tra i vivi e il dolore della perdita resta così come la rabbia per la stupidità. Un master non è un’ attività di ricerca. E’ un corso di formazione pagato dagli iscritti, la cui didattica naturalmente si suppone sia il risultato di ricerche fatte dagli esperti che vi vanno a insegnare. Ma non è ricerca. L’ invito a Schettino in un master ha poco a che vedere con la libertà di ricerca. Il fatto è che un master si offre al mercato dei partecipanti. Un tempo, quand’ erano di moda, era d’ uso utilizzare dei cosiddetti testimonial, personaggi noti della televisione o d’ altro, per pubblicizzarli. Una specie di specchietto per le allodole. Non so se il direttore ha chiamato Schettino per dare pubblicità al master o, come asserisce, per accontentare gli avvocati che chiedevano la presenza di Schettino per la par condicio. A me quest’ ultima spiegazione pare un imbarazzato arrampicarsi sugli specchi. Ma torniamo al problema del confine. L’ episodio di Schettino al master mi sembra uno dei tanti sintomi delle patologiche distorsioni in cui si sono sfilacciati i confini fra sapere e mercato, fra cultura e spettacolo, fra formazione e mass media, tra libertà della ricerca, interessi economici e moda. | |||
| Corriere della Sera (ed. Roma), 09/08/2014 00:31 | |||
| decoro il consiglio di stato boccia il ricorso di due locali di piazza navona. Guerra al tavolino selvaggio Nel mirino altre strade dove è impossibile passare PDFe i turisti rinunciano al bivacco vicino alle fontane. |
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Se l’ abusivismo di piazza Navona – per il suo valore storico e culturale – resta il caso più eclatante, le regole sono uguali per tutti. E così, mentre i ristoratori riposizionano tavoli e sedie sui marciapiedi dello storico salotto romano, la lotta contro il «tavolino selvaggio» cambia mira: obiettivo i ristoranti delle vie limitrofe. Ieri gli agenti del I Gruppo hanno passato al setaccio strade e vicoli del rione Parione. Da via di Tor Millina, a via Santa Maria dell’ Anima, a via della Pace, altri possibili focolai di occupazione di suolo pubblico abusiva. I tavolini sono ammassati, per camminare bisogna fare lo slalom, e anche le auto e i furgoni hanno difficoltà a svoltare per scaricare la merce. E i primi verbali sono arrivati: due i locali multati, entrambi in via dell’ Anima (per tanti altri sono ancora in corso verifiche), uno per occupazione di suolo pubblico illegale e l’ altro per insegne luminose non autorizzate. Adesso toccherà al Municipio procedere per ordinare la rimozione di tutti gli arredi fuori norma. Intanto continuano le polemiche sulla vicenda «madre». L’ intesa firmata giovedì con l’ Associazione degli esercenti di piazza Navona(dehors solo sui marciapiedi, come previsto dal Piano di massima occupabilità) per il Codacons rappresenta «l’ ennesima sconfitta per il Comune». «Si tratta di un provvedimento gravissimo – ha detto il presidente Carlo Rienzi – che ha assecondato solo gli interessi degli esercenti, sfruttando i cittadini attraverso il nostro ricorso per ottenere il rispetto delle proprie delibere». Per questo «abbiamo inviato una diffida urgente al sindaco Marino e al presidente del I Municipio Alfonsi a non procedere al ripristino dei tavolini senza prima aver convocato i cittadini, i residenti e i proprietari di altre attività della zona, altrimenti impugneremo l’ accordo davanti al Tar». Pronta la replica dell’ assessore al Commercio del Comune, Marta Leonori: «Non credo sia stato scavalcato nulla. Abbiamo chiesto agli esercenti di tornare nella regolarità rispettando il Piano, dando la possibilità di farlo in tempi rapidi. L’ obiettivo è sempre lo stesso – ha aggiunto – legalità, Piano approvato senza nessuna deroga e maggiore decoro e regolarità contabili».Poi si penserà ad aggiornare le normative, semplificare le procedure e riqualificare la piazza, ormai libera dal bivacco degli ultimi giorni grazie al presidio dei vigili urbani. In serata, infine, la decisione del Consiglio di Stato: rigettato l’ appello presentato da due locali di piazza Navona a cui il I Municipio aveva intimato la rimozione di tavolini e sedie sistemati all’ aperto senza autorizzazione. Flavia Scicchitano © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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