Treni, nuova stangata Aumento sui biglietti per gli interregionali
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fonte:
- Corriere del Veneto
VENEZIA – Terzo aumento dei biglietti dei treni, dall’ inizio dell’ anno. Dopo l’ adeguamento Istat di gennaio (3%), il rialzo (10%) sulle corse semplici per i regionali stabilito da Palazzo Balbi lo scorso 15 maggio per sostenere l’ orario cadenzato entrato in vigore nel dicembre 2013, adesso arriva la stangata estiva. Dal primo agosto è salito del 5%-6% il prezzo dei biglietti di corsa semplice per i treni interregionali, che collegano il Veneto alle regioni contermini. «Quest’ ultimo rialzo esula dal recupero dell’ inflazione programmata – dice Ilario Simonaggio, segretario generale della Filt Cgil Veneto -. Per fare un esempio il Treviso-Udine fino al 31 luglio costava 9,80 euro, ora lievitati a 10,35. La critiche che muoviamo sono sempre le stesse: carenza di informazioni all’ utenza, che diminuisce proprio in virtù dei continui aumenti, e mancanza di giustificazioni operative. Tali decisioni sono calate in un contesto di peggioramento dell’ offerta, sia sul versante quantitativo dei treni, sia qualitativo dei servizi. Serve un patto di lealtà con i viaggiatori basato sul potenziamento del servizio ferroviario universale». Trenitalia e Palazzo Balbi spiegano che in realtà questo non è un «vero, nuovo aumento», bensì l’ adeguamento automatico tra le diverse tariffe praticate dalle regioni confinanti, che comunque si spartiscono gli incassi dell’ impennata estiva dei biglietti. Salvi invece gli abbonamenti, il cui costo resta immutato. Eppure i pendolari si lamentano lo stesso. «E’ immorale continuare a chiedere soldi alla gente a fronte di un servizio che non solo non migliora, ma peggiora – attacca Luciano Ferro del Codacons -. Vogliono più soldi ma diminuiscono le corse, soprattutto la mattina a scapito dei lavoratori, mentre i ritardi lievitano, per intensità e frequenza. E’ una doppia fregatura, anche perchè dal 2009, cioè da quando la Regione ha in mano tutta la materia, non riusciamo più ad avere un interlocutore. Prima parlavamo con Trenitalia, adesso con nessuno, visto che la Regione non ci riceve». Stesso problema per i sindaci che, visto anche l’ arresto dell’ assessore alla Mobilità Renato Chisso, possono confrontarsi solo con i tecnici. «Il governatore Luca Zaia non ha risposto alla nostra richiesta di vederci – rivela Silvia Conte, sindaco di Quarto d’ Altino, che con gli altri Comuni della tratta Venezia-Portogruaro lamenta un taglio di corse – eppure una ricerca condotta da un’ agenzia esterna indica che oltre il 52% degli utenti veneti ha riscontrato un peggioramento del servizio ferroviario da quando è in vigore l’ orario cadenzato. Siamo in presenza di un’ incapacità della Regione di programmare e di correggere il tiro in corsa». M.N.M.
m.n.m.
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