Dehors a piazza Navona la guerra dei centimetri e il Comune chiude 10 locali
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fonte:
- la Repubblica
PAOLO BOCCACCI LUCA MONACO PUGNO di ferro del Campidoglio a piazza Navona. Il comandante dei vigili Clemente verso le sei del pomeriggio consegna l’ ordine di sgombero di tutti i tavolini per non aver rinnovato la richiesta di concessione anche ai due grandi bar accanto alla chiesa di Sant’ Agnese, “I tre tartufi” e “I tre scalini”, e al ristorante “Dolce vita”. Con l’ aggravante di cinque giorni di chiusura. E così fallisce la prova di forza tentata poco prima dagli esercenti, che avevano cominciato a ritirare fuori sedie e tavolini, ma entro il confine del marciapiede, come impone il piano di massima occupabilità del Comune. Non avrebbero potuto, perché la concessione non l’ hanno rinnovata nemmeno per quelli, ma il loro portavoce, Guido Campopiano, aveva tuonato: «Abbiamo una richiesta del 2012, ma non ci hanno risposto. È il momento di battere i pugni sul tavolo. Non possiamo licenziare decine di dipendenti». Una vera e propria sfida, a cui ha risposto subito il comandante del Clemente affermando che se l’ avessero fatto ci sarebbero state le misure di conseguenza. E così alla fine di una giornata convulsa praticamente tutta piazza Navona chiude le luci. E rimangono aperti solo il “Caffè Nettuno”, il ristorante “Tucci” e il “Bar Domiziano”, gli unici ad aver rinnovato la concessione, che hanno subito fatto rientrare i tavolini entro lo spazio dei quattro metri e mezzo consentito. Ma per gli ultimi due ci saranno altri accertamenti. Insomma la guerra dei locali finisce con una sconfitta. E oggi cercheranno una mediazione nell’ incontro fissato con l’ assessore al Commercio Marta Leonori. Ma intanto spunta un ricorso al Consiglio di Stato fatto dal ristorante Tre Scalini e dal bar Bernini contro gli sgomberi. «Eliminare lo spazio in concessione » si legge «significa condannare a morte le aziende che operano su piazza Navona. L’ immediato ripristino dei luoghi imposto militarmente dal Comune ha comportato di fatto e in concreto la chiusura a tempo indeterminato dell’ attività delle società ricorrenti, le quali non possono sopravvivere e impiegare il proprio personale senza gli spazi esterni che rappresentano più del 95% dell’ attività aziendale». E poi: «Chiediamo di poter usare gli spazi eventualmente anche nella ridotta misura garantita dal piano di massima occupabilità del 2012, prima possibile. L’ occupazione di suolo è perfettamente legittima ed autorizzata, e non si tratta di occupazioni totalmente abusive». Per il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, «è un tentativo gravissimo di contrastare in ogni modo un provvedimento che finalmente ridà decoro alle piazze romane. Chiediamo al Comune di non fare alcun passo indietro». «Per chi vuole rispettare il piano troveremo il modo di fare rimettere i tavolini sveltendo il rilascio della nuova concessione » annuncia l’ assessore al Commercio Marta Leonori «domani (oggi ndr) incontrerò gli esercenti e questa sarà la linea del Campidoglio: tavolini sì ma nel rispetto delle regole». Ribatte Campopiano: «Rispetteremo il limite dei quattro metri e mezzo ma chiediamo all’ amministrazione un confronto per poter arrivare a cinque metri e mezzo. Ci aspettiamo comprensione per scongiurare il rischio di licenziamenti. E faremo anche un concorso internazionale per progettare gli arredi esterni dei locali di tutta la piazza». Infine lotta all’ abusivismo a piazza Navona e a piazza di Spagna, con il sequestro di griffe contraffatte. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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