6 Agosto 2014

Piazza Navona alla guerra dei tavolini

Piazza Navona alla guerra dei tavolini

ROMA. Un colpo d’ occhio inedito per una delle zone di Roma più note al mondo. Piazza Navona con bar e ristoranti chiusi, in pieno agosto, per una clamorosa forma di protesta contro le iniziative del Campidoglio nella lotta al “tavolino selvaggio”. Ieri, in uno dei «salotti» del centro storico della Capitale, erano aperti solo due bar. Gli altri esercizi commerciali, avendo dovuto liberare il marciapiede dai tavoli, così come impone un’ ordinanza del Tar, hanno preferito non aprire. In totale erano sette, tra bar e ristoranti, i locali che hanno lasciato le serrande abbassate. Sui muri della storica piazza scritte e manifesti contro l’ amministrazione capitolina. Lo scontro, dopo la chiusura imposta ieri al ristorante «I tre scalini» e al bar «Bernini», sembra alzarsi di tono tra esercenti e Campidoglio. «Stanno facendo come Attilatuona Guido Campopiano, portavoce degli esercenti della piazza -. Siamo in presenza di un flusso di pazzia che definirei non insolito nell’ Italia di oggi. Noi siamo pronti a prendere le contromosse e a muoverci anche con querele alla Procura». A vigilare sulle operazioni anche gli agenti della polizia municipale che però, così come lunedì, non sono dovuti intervenire perché i gestori dei locali hanno spontaneamente rimosso i tavolini. Quanto accaduto non è passato inosservato agli occhi dei tantissimi turisti che affollavano la piazza. In molti si sono avvicinati ai camerieri per capire cosa stesse avvenendo. «Abbiamo deciso di restare chiusi, perderemo circa 8 mila euro di incasso giornaliero, ma in queste condizioni non possiamo lavorare», spiega Antonio Tucci, proprietario dello storico ristorante «I 4 fiumi» che nei giorni scorsi ha presentato un nuovo ricorso al Tar contro il provvedimento del Comune di Roma che disponeva la riduzione dei tavolini. «La nostra è una forma di protesta – spiega Tucci – dettata anche dall’ evidenza dei fatti: restare aperti senza poter mettere i tavolini per noi è un suicidio». Il gestore di uno dei locali storici di piazza Navona non nasconde l’ amarezza per quello che sta avvenendo. «Ho iniziato – conclude -questo lavoro come lavapiatti quando avevo 14 anni e mai avrei pensato un giorno di assistere a tutto questo». Su questa vicenda la linea del Capidoglio è stata ribadita a più riprese: l’ azione contro il tavolino selvaggio rafforza il principio di legalità e rispetto delle regole in uno dei gioielli dell’ architettura di Roma. Dal canto suo il Codacons ribadisce che si opporrà «con ogni mezzo possibile a ricorsi al Tar che mirano a limitare la possibilità per cittadini e turisti di fruire di Piazza Navona».

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