Amministratori e sindacati sotto la “lente” delle associazioni
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Il portavoce del Forum critico sul mancato avvio della differenziata Sono anche più di due le facce della medaglia quando si parla di rifiuti. E il caso per il Forum delle associazioni va analizzata su più fronti, considerato che, spiega il portavoce Antonio D’ Agostino, «vi sono aspetti nell’ attuale vicenda Eurocoop, o più in generale nella gestione del ciclo dei rifiuti del nostro comune che, lungi dall’ essere chiariti (in ossequio al diritto all’ informazione dei cittadini, ancor più alla luce della tassa comunale altissima che essi pagano) restano completamente nell’ ombra». Ad emergere, infatti, sottolinea, sono «gli effetti di una situazione intollerabile (cumuli d’ immondizia che aumentano di giorno in giorno) ma non le cause vere ed i responsabili di esse. Quegli stessi che, lungi dall’ essere chiamati a rendicontare, competono ancora una volta nel tanto noto quanto deprecabile esercizio dello scaricabarile». Una questione sulla quale prima CittAperta e poi il Forum, ricorda, si erano interessati, impegnandosi in prima linea e «arrivando a costruire all’ interno del quartiere Carmine un modello per la raccolta differenziata che ha esplicato la sua efficacia ed efficienza, testimoniate dal raggiungimento, nell’ ormai lontano anno 2009, di percentuali (oltre il 60%) in grado di competere con i comuni più virtuosi del Paese». Dopo il 2010, però, incalza «chi è succeduto nel governo della città non ha ancora dato conto del perché quel modello non solo non è stato acquisito e replicato, ma è stato addirittura “ucciso in culla”». Insomma, seguendo quel percorso per le associazioni oggi non si sarebbe a questo punto, con città e frazioni in perenne emergenza «sommerse dall’ immondizia, invase dai ratti, e con vergognose percentuali di Rd, ad una sola cifra, mentre in tantissimi comuni italiani, ma anche calabresi si attua la strategia rifiuti zero». D’ Agostino, rammenta poi, che «ripetutamente, e fin dai primi disservizi, il Forum, insieme alla fattiva e competente azione del Codacons, si è appellato alle Autorità preposte ai controlli: presidenza del Consiglio dei Ministri, Prefetto, Corte dei conti, Procura della Repubblica; ma a tutt’ oggi i nostri numerosi solleciti non hanno sortito alcun effetto tangibile se non la recente lettera» inviata dalla presidenza del Consiglio. Da qui, la domanda del Forum sul per chè fino ad oggi nessuno sia intervenuto. Ergo, si passa sull’ altro fronte «quello dei sindacati. Ci chiediamo e chiediamo – incalza – loro se le azioni e le proteste legittime da essi messe in campo oggi per la sacrosanta tutela dei lavoratori, non avrebbero sortito effetti ben diversi rispetto al drammatico epilogo che si profila (e speriamo di essere smentiti) se soltanto fossero state indirizzate, altrettanto doverosamente, verso l’ applicazione del contratto d’ appalto, che prevedeva la raccolta “porta a porta” e che veniva quotidianamente stracciato». Un sindacato che per le associazioni ha dimostrato «una visione miope e dissociata dei diritti, quasi che il diritto al lavoro non si intrecciasse con quello dei cittadini alla salute, ad un ambiente vivibile e ad una tassazione adeguata al servizio erogato». In tal senso, per D’ Agostino, «se essi avessero avuto la consapevolezza di ciò, oggi gli 88 operai non avrebbero avuto niente da temere per il proprio posto di lavoro e, anzi, i livelli occupazionali avrebbero potuto avere una crescita al pari di tanti altri comuni che hanno puntato sul percorso virtuoso ed imposto dalla legge della differenziata». Di «idea di bene comune» parla il Forum «da noi è ben lontana dall’ affermarsi».3(s.m.) Antonio D’ Agostino ricorda che nel 2009 in alcuni quartieri si erano raggiunte percentuali del 60%
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