29 Luglio 2014

I miasmi delle Fonderie avvertiti sino al Carmine

I miasmi delle Fonderie avvertiti sino al Carmine

«Il dato deve essere letto durante tutto l’ anno e non solo per gli episodi». L’ assessore all’ ambiente del Comune di Salerno, Gerardo Calbrese all’ indomani dei dati pubblicati dall’ Istat spiegava le ragioni per le quali, in città, si era superata la soglia di polveri sottili una volta ogni 4 giorni. «Lo scorso anno (anno di riferimento dei rilevamenti, ndr) fu anche e soprattutto una condizione climatica a determinare una maggiore concentrazione in alcuni periodi dell’ anno». Sott’ accusa per Calabrese la notte di Capodanno (uno dei giorni in cui si e sforato il limite, ndr) «quando l’ esplosione di fuochi d’ artificio e un clima che non favorisce la ventilazione dell’ aria crea maggiore disagio». Ma su tutto, l’ assessore pone il problema del trasporto: «Qui quello pubblico non esiste quasi più, e per gli spostamenti è cresciuto l’ uso dell’ auto». Certo, ammette Calabrese, «bisognerà fare di più e noi stiamo attivando tutte le procedure necessarie per evitare questa situazione». E’ con una nota direttamente inviata al prefetto di Salerno, Gerarda Pantalone, che l’ avvocato Matteo Marchetti, dell’ ufficio legale del Codacons, ha voluto lanciare l’ allarme riguardo le emissioni tossiche e i disturbi che i cittadini del rione Carmine hanno dovuto sopportare nella giornata di ieri. Secondo il rappresentante dell’ associazione per la tutela dei cittadini, nell’ arco della mattinata infatti si sarebbero avvertiti «odori nauseabondi e bruciore alla gola partendo da piazza San Francesco e risalendo tutta via Carmine. A mio avviso – precisa Marchetti durante un’ intervista su LiraTv – si tratta degli stessi odori e disturbi che avvertono i cittadini quando sono attive le Fonderie Pisano. Una puzza proveniente dalla Valle dell’ Irno. Il mio compito è stato quello d’ avvertire tutti i responsabili della Prefettura di Salerno per procedere con la chiusura delle fonderie». «Le prove di quel che dico ci sono da anni – conclude Marchetti – e in città si parla, si discute, ma poi alla fine non si fa nulla. La nostra posizione è nettamente per la chiusura perché è incredibile che si mandino i marines per chiudere una friggitoria in corso Vittorio Emanuele e poi non si riesca a far qualcosa con una fonderia dentro il quale nessuno sa cosa accada. Sembra Alcatraz». La nota ha fatto il giro anche del web tramite facebook ed è arrivata sino ai membri del comitato “Salute e Vita” che però frenano sulle esternazioni del vicepresidente del Codacons, preferendo la via del dialogo con le parti già avviato da mesi e che avrà un ulteriore tassello giovedì prossimo, con l’ incontro presso la sede dell’ Asi. «Il comitato – si legge in una nota – conosce bene il devastante impatto delle Fonderie Pisano sulla città di Salerno e sulla Valle dell’ Irno che si manifesta, tra le altre cose, tramite miasmi intollerabili in precisi momenti della giornata. A questo scopo abbiamo più volte sollecitato l’ intervento del Noe e della polizia Municipale. Al di là delle inutili provocazioni, tuttavia riteniamo che il vero efficace strumento di cui dispongono i cittadini siano i controlli messi recentemente in campo dall’ Arpac che hanno già rivelato importanti sforamenti. Proprio per tutelare interessi di cittadini e lavoratori il comitato si è costituito parte civile nel procedimento, contrariamente al Comune ed alla Provincia di Salerno, nonché al Codacons. Riteniamo che il monitoraggio continuo degli inquinanti – conclude la nota – consentirà di chiarire e provare le responsabilità della proprietà Pisano e saremo pronti, nel caso tali rilevamenti evidenziassero palesi criticità, a sollecitare le istituzioni a prendere gli opportuni provvedimenti anche di urgenza». Emilio D’ Arco ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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