29 Luglio 2014

«Stop fonderie» ma il comitato difende Pisano

«Stop fonderie» ma il comitato difende Pisano

Giovanna Di Giorgio Che il comitato «Salute e vita» arrivasse addirittura a «spezzare una lancia» in favore delle Fonderie Pisano non lo si sarebbe certo potuto prevedere. Eppure è accaduto. Del resto, le vie del Signore sono infinite. E a immettere Lorenzo Forte e company sulla strada della difensiva ci è riuscita una segnalazione che Matteo Marchetti ha inviato al prefetto di Salerno. Il vice segretario nazionale del Codacons ha allertato gli uomini del gabinetto di Gerarda Maria Pantalone chiedendo di «intervenire urgentemente» in virtù di «un’ aria irrespirabile e nauseabonda», dalle sei di ieri mattina, «in tutta la parte centrale della città, da Fratte sino a piazza San Francesco». Non solo: Marchetti, come già più volte in passato, ha chiesto la chiusura dell’ opificio di via dei Greci. «La mia posizione è netta ? ha spiegato ai microfoni di Lira tv ? Il trasferimento ci dovrà essere, dove non ci sono centri urbani; ma adesso l’ impianto va chiuso». Non ci è voluto molto perché le sue parole determinassero una ferma presa di distanza da parte del comitato di Fratte. Che, peraltro, aveva già avuto con il vice segretario del Codacons qualche battibecco quando, lo scorso giugno, dopo aver annunciato che l’ associazione si sarebbe costituita parte civile nel processo contro Luigi Pisano, pur presente in aula, Marchetti non diede più seguito ai suoi proclami. A differenza, invece, del comitato «Salute e vita», come ha ricordato Forte. Ma più di tutto, quello che Forte continua a respingere è l’ idea della chiusura delle Fonderie. «Il comitato “Salute e vita” in questi mesi ha agito per tutelare in egual modo il diritto al lavoro e la salute dei cittadini ? ha dichiarato – battendosi allo scopo di accelerare il processo di delocalizzazione delle fonderie, portando la questione all’ attenzione di tutte le istituzioni locali e del Governo». Perché, ha spiegato, «gli obiettivi del comitato sono la sensibilizzazione dell’ opinione pubblica e la pressione verso le istituzioni affinché il problema venga definitivamente risolto tramite la delocalizzazione dello stabilimento e la conseguente adozione delle migliori tecnologie industriali, senza esacerbare i possibili conflitti tra cittadini e forza lavoro». Un programma a lungo termine, insomma, quello del movimento di Fratte. Che non ha mancato di evidenziare: «Il comitato conosce bene il devastante impatto delle Fonderie Pisano sulla città di Salerno e sulla Valle dell’ Irno, che si manifesta, tra le altre cose, tramite miasmi intollerabili in precisi momenti della giornata. A questo scopo abbiamo più volte sollecitato l’ intervento del Noe e della polizia municipale. Al di là delle inutili provocazioni, riteniamo che il vero efficace strumento di cui dispongono i cittadini siano i controlli messi recentemente in campo dall’ Arpac». E ha aggiunto: «Il monitoraggio continuo degli inquinanti consentirà di chiarire e provare le responsabilità della proprietà Pisano e saremo pronti, nel caso tali rilevamenti evidenziassero palesi criticità, a sollecitare le istituzioni, in primis il sindaco di Salerno, quale garante della salute dei cittadini, a prendere provvedimenti anche di urgenza». Infine, la «difesa» di Ciro Pisano: «Marchetti ha paragonato le fonderie ad Alcatraz, dicendole inaccessibili ? ha spiegato Forte ? Ebbene, devo spezzare una lancia in favore di Pisano: non solo l’ Arpac entra nella fonderia per controlli ordinari e straordinari, ma solo qualche giorno fa una cittadina mi ha raccontato che, presentatasi lì per lamentarsi dei miasmi, è stata invitata a entrare e a visitare i capannoni». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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