Il commercio tira il freno Vendite giù e meno imprese
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- Avvenire
GIUSEPPE MATARAZZO MILANO Dopo i dati sull’ industria dei giorni scorsi, a confermare il quadro negativo dell’ economia italiana arrivano i dati sul commercio e sulla fiducia dei consumatori. Entrambi negativi. A maggio l’ Istat ha registrato la battuta d’ arresto per il commercio al dettaglio, giù dello 0,7% rispetto ad aprile e dello 0,5% sul 2013 (il mese precedente si era registrato un rialzo mensile del 0,3% e annuale del 2,7% trainati dall’ effetto Pasqua). Diminuiscono in particolare le vendite di prodotti alimentari (-1,2%). I discount sono «gli unici esercizi alimentari che danno segnali positivi», secondo i tecnici dell’ Istat che rilevano un aumento tendenziale delle loro vendite del 2,4%. La grande distribuzione nel suo complesso tiene, con vendite al dettaglio invariate rispetto al 2013, mentre soffrono i negozi di piccole superfici (-1,1%). La flessione congiunturale è minore per i non alimentari (-0,3%). «È un dato che evidenzia le difficoltà della domanda per consumi e rende più fragile e incerta la ripresa dell’ economia italiana», commenta l’ Ufficio Studi Confcommercio. «Le vendite e i consumi degli italiani continuano a registrare segno negativo, e il bonus da 80 euro in busta paga non cambierà di molto la situazione», rilancia il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. E il futuro non si preannuncia roseo. Visto che gli italiani continuano a guardare con insicurezza al futuro. L’ indice dell’ Istat che misura il sentiment dei consumatori, registra a luglio un calo a 104,6 punti dai 105,6 di giugno, la seconda flessione consecutiva, e riguarda sia la componente economica che personale. Aspettiamoci insomma mesi ancora negativi sul fronte delle vendite e dei cosnumi. Con ricadute sulle imprese del commercio fortissime. Nei primi sei mesi dell’ anno l’ Osservatorio di Confesercenti registra 20mila attività in meno: 34.341 le nuove aperture contro le 54.585 chiusure totali del periodo. «È peggio dell’ anno nero 2013». I settori più colpiti sono i ristoranti con un calo di 2.484, i negozi di abbigliamento -3.305, quelli di sigarette elettroniche -592 e di ricezione turistica -579. Per l’ associazione «le prospettive sono al ribasso perché la domanda interna è debole e vendite di fine stagione ed estate sono sotto tono. Chiediamo al Governo di estendere gli strumenti messi a disposizione da Garanzia Giovani per favorire l’ auto-imprenditorialità attraverso un’ adeguata formazione, ma anche di prevedere un regime fiscale ad hoc per le start up di impresa». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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