«SottoMarino» con un’ ora di pioggia
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fonte:
- Il Tempo
M È bastata un’ ora e mezza di pioggia, oggi detta «bomba d’ acqua» ma fino a ieri più banalmente «acquazzone estivo», per umiliare, di nuovo, la Capitale. Che, incredibilmente, mostra ancora le ferite dell’ alluvione di fine gennaio con le strade chiuse e un traffico sempre più paradossalmente paralizzato nonostante il periodo estivo. L’ ennesimo «attacco» meteorologico è avvenuto intorno a mezzogiorno: la pioggia battente ha allagato diverse zone soprattutto nell’ area sud. La lista non è corta: allagamenti nel sottopasso di via Cilicia tra via Cristoforo Colombo e via Marco Polo in direzione San Giovanni. Disagi anche su via Portuense e su Lungotevere Aventino. Allagata anche zona Ostiense-Piramide, con l’ acqua quasi al livello dei finestrini delle auto, costrette a procedere a passo d’ uomo. Traffico in tilt anche in centro e sul Lungotevere, in particolare tra Ponte Vittorio Emanuele II e Ponte Giuseppe Mazzini in direzione Roma sud e tra Ponte Garibaldi e Ponte Cavour in direzione Roma nord. Chiusa, fino a metà pomeriggio, la stazione Porta Furba della linea A della metro. Una situazione che dall’ imbarazzo passa alla drammaticità del rapporto tra le tasse pagate dai romani (i più tartassati d’ Italia) e i servizi resi. A “salvare” l’ insalvabile la proverbiale ironia de’ noantri, immortalata via twitter: «Roma è peggio di Calcutta», scrive Giuliano, Stefano invece si rivolge direttamente al primo cittadino di New York, De Blasio, che in questi giorni ha fatto visita alla Capitale: «Welcome Rome, Bill! Solo lascia l’ auto o t’ impantani. E molla il metrò, rischi di affogare». E ancora, Hele si pone un quesito: «Marino parlava solo di Tevere odi rendere tutta Roma navigabile?». Infine, consiglio da parte di Angelo: «Se dovete muovervi in città lasciate stare l’ auto… prendete il #sottoMarino». Meno ironico il Codacons: «Ancora una giornata di pesanti disagi per automobilisti e cittadini romani. A causa del temporale la Capitale è andata nuovamente in tilt, con allagamenti, problemi nei trasporti, strade chiuse e viabilità in delirio. È la solita vergogna – afferma il Presidente Codacons Carlo Rienzi – il sindaco Marino deve utilizzare anche stavolta la mano dura, licenziando quei soggetti che non hanno saputo evitare i disagi e i responsabili dell’ ennesima giornata di paralisi per la capitale». Ma davvero basterebbe licenziare i «responsabili» per avere una città non perfetta (ci mancherebbe) ma almeno vivibile? E chi sono poi questi re sponsabili, i tecnici dei dipartimenti o i politici che «indirizzano»? Probabilmente entrambi se, dopo mesi di emergenze continue, tutto prosegue come se gli allagamenti, come quello ieri di via Cilicia o quello di un mese fa a Cinecittà e del Raccordo Anulare, avessero perduto il carattere di eccezionalità per assumere quello della normalità. Una rassegnazione contro la quale non solo i romani, che pagano le tasse e dovrebbero pretendere in cambio servizi, ma soprattutto la classe politica ha il dovere di reagire cambiando passo, o passando la mano. Il rimpasto di giunta, per dare uno stimolo nuovo (e più concreto) all’ azione del governo Marino stenta ad arrivare. La maggioranza vaga ancora confusa alla ricerca di un traguardo, non solo da raggiungere ma quanto meno da indicare; l’ opposizione latita non coprendendo forse fino in fondo l’ unico ruolo che, in questa situazione, può incrementare il consenso elettorale. Il sindaco ieri ha chiamato a raccolta i suoi: una lavata di testa dalla quale ne è uscita poi la nota dell’ assessore all’ Ambiente Estella Marino che garantisce l’ incremento dello spazzamento Ama in caso di forti piogge e il paluso del collega ai Lavori pubblici, Paolo Masini. Bsasterà? Intanto i romani «sopravvivono» tra strade allagate e cassonetti stracolmi di rifiuti.
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