Famiglie divise dai prezzi, poveri più poveri
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fonte:
- Libertà
ROMA – L’ inflazione divide l’ Italia in due. L’ andamento dei prezzi per le famiglie agiate, quelle con i più elevati livelli di consumo, corre sei volte più veloce che per le famiglie a minore capacità di spesa. Cresce infatti dello 0,6% nel secondo trimestre a fronte dello 0,1% che contraddistingue i nuclei meno agiati, secondo l’ Istat. Quella che a prima vista sembra una buona notizia può essere letta come la conferma che la crisi non colpisce tutti allo stesso modo e si accanisce sulle fasce più deboli della popolazione, che spendono sempre meno spingendo i negozianti ad abbassare i prezzi. Per i beni, infatti, i listini sono già in deflazione. I prodotti sono meno cari dello 0,1% rispetto al secondo trimestre 2013, e solo grazie alle tariffe dei servizi (in aumento dell’ 1%), l’ inflazione complessiva resta positiva (0,4%) evitando spirali deflazionistiche: il circolo vizioso per cui ai prezzi in calo seguono una minore produzione e occupazione, che affossano la spesa delle famiglie portando a prezzi ancora più bassi. A sostenere i prezzi dei servizi sono soprattutto le spese per la casa, che crescono del 2,5% e sono le prime responsabili della lieve variazione positiva dell’ inflazione per le famiglie con bassi livelli di consumo. Queste famiglie risentono particolarmente degli aumenti dei servizi di depurazione dell’ acqua e della raccolta rifiuti, ma restano sull’ orlo della deflazione a causa del peso che hanno sui loro consumi i prodotti alimentari non lavorati come la frutta e la verdura, che secondo la Coldiretti, calano per la prima volta dall’ inizio delle serie storiche, nel 2005. Al contrario, la crescita dei prezzi per le famiglie ad alta capacità di spesa è trainata della categoria “altri beni” (+0,8%), su cui incide l’ accelerazione dei prezzi delle automobili. Contribuiscono inoltre ai rincari per i benestanti gli aumenti dei prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, di quelli relativi all’ abitazione e ai trasporti, a partire dai biglietti aerei. La deflazione dei beni è «il risultato di una lunga e inesorabile erosione del potere d’ acquisto delle famiglie, specie quelle a reddito medio-basso», commenta il Codacons che chiede interventi immediati per i meno abbienti. I presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, vedono invece nella deflazione «un allarme chiaro, che impone un pronto e deciso cambiamento di rotta all’ insegna del rilancio del potere di acquisto delle famiglie e della domanda interna».
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