21 Luglio 2014

Colosso del tabacco condannato: 17 miliardi per una vittima del fumo

Colosso del tabacco condannato: 17 miliardi per una vittima del fumo

 Quanti sono 23,6 miliardi di dollari? Circa 17 miliardi di euro. Uno in più, per dare un’ idea, di quanto Facebook abbia speso per comperare Whatsapp. Sono i soldi che il colosso del tabacco americano RJ Reynolds, quello che produce le Camel, dovrà sborsare come risarcimento a Cynthia Robinson, la vedova di un fumatore morto per cancro ai polmoni nel 1996. Quando la giuria del tribunale della Florida ha letto il verdetto, Cynthia aveva capito «23,6 milioni». No, sono proprio miliardi, un record per quello Stato. Michael Johnson, autista di bus privati, marito di Cynthia, fumava tre pacchetti al giorno: avrebbe cominciato a 13 anni e se n’ è andato a 36, padre di due figli. Aggressive Sapeva di correre un rischio, lo ha ammesso persino la difesa, ma i giurati hanno riconosciuto la RJ Reynolds colpevole. Perché non avrebbe informato adeguatamente i consumatori dei pericoli, perché adottava tecniche di marketing definite «molto aggressive» dagli avvocati della donna e perché ha mentito: in aula sono stati mostrati filmati del 1994 nei quali alcuni dirigenti di aziende del tabacco negavano che il fumo provocasse dipendenza o tumori. Documenti di 60 anni fa provano che alla Reynolds fosse noto il contrario. Verdetto «parecchio oltre il concetto di ragionevolezza e giustizia», ha reagito la Rj Reynolds, annunciando il ricorso in appello. Ma in Italia, sarebbe possibile una sentenza simile? In nessun modo, secondo il Codacons: «Perché mancano leggi efficaci a difesa dei cittadini come la class action e quella introdotta in Italia è totalmente inutile: ma anche per l’ orientamento dei giudici, per i quali è impossibile dimostrare il nesso tra l’ insorgenza di tumori e il fumo», dice il presidente Carlo Rienzi .
francesco rizzo
 
 

    Aree Tematiche:
  • FUMO
Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this