Stanchi del degrado i cittadini scendono in piazza
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Una fiaccolata per “tenere accesa la speranza”, per combattere l’ indifferenza, per svegliare la classe dirigente, la politica che «continua a dormire». Da piazza Martiri d’ Ungheria lungo corso Vittorio Emanuele, passando per corso “Umberto I, fino a ritrovarsi di nuovo poco prima della mezzanotte in pieno centro. In una serata estiva, in barba al pessimismo della vigilia, centinaia di persone si sono riversate per le vie del capoluogo per un evento che non ha precedenti, almeno di recente. Cittadini, associazioni, con in testa il Csv di Maurizio Greco, comitati spontanei, i ragazzi degli scout. Tutti convinti di uscire dal «silenzio» che uccide, appunto, la speranza». Già la speranza, parola -chiave di una serata nella quale lo sdegno, tuttavia, non è mancato. Lo sfogo di chi «pagando tributi salati, senza ottenere in cambio alcun servizio si sente vittima impotente della cattiva amministrazione». Insomma, Pantalone ha alzato la voce, pronto a reclamare i propri diritti in tribunale. «Il Codacons – ha sottolineato infatti Claudio Cricenti – chiederà gratuitamente per conto dei consumatori i danni a questa amministrazione che tutt’ oggi dopo 11 anni di disser vizio paga 347mila euro a un’ impresa per la pulizia della città perchè è incapace di consegnare i lavori ai vincitori del nuovo appalto». Pochi minuti dopo la partenza, davanti al “Palazzo della Vergogna”, la prima stazione della “Via Crucis” estiva per le strade. Dinanzi allo sconcio tornato a giganteggiare da qualche settimana, i manifestanti hanno osservato un provocatorio minuto di silenzio. «È giusto risvegliare dal letargo gli amministratori che dormono attraverso una sana indignazione – ha tuonato don Peppino Fiorillo -quasi citando Giovenale. Bisogna indignarsi – ha detto -per continuare a vivere». Sulla stessa lunghezza d’ onda, tanti altri. « Stiamo portando avanti una battaglia civile – ha chiarito Diego Brancia di Rete Civica – contro il degrado di servizi e il sottosviluppo frutto della disamministrazione di un esecutivo che si è segnalato per la mancata programmazione. Mancano persino i punti di riferimento che tirino l’ amministrazione fuori dall’ apatia». A fargli eco, Antonio D’ Agostino. «Questa è la cittadinanza che vuole riconquistare l’ esercizio dei propri diritti che prova a scampare al rischio dell’ assuefazione». Durissimo anche Antonio Alessandria di Rete Mmt Calabria: «Non vorremmo più vergognarci di essere vibonesi». E di «inadempienza» totale ha parlato Piero Monterosso, maglietta arancione per lui come per gli altri associati di “Vibo Vagando”. Una presa di coscienza forte accompagnata però da un anelito al cambiamento.
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