17 Luglio 2014

Flaminio, incidente nel metrò Indagine per disastro colposo

Flaminio, incidente nel metrò Indagine per disastro colposo

Dietro la tragedia sfiorata il dubbio di omissioni a catena. Sotto inchiesta il cantiere della «Ferrovit Scarl» alle spalle di piazzale Flaminio dopo che ieri un palo d’ acciaio è franato nella galleria della metro sottostante. Domanda numero uno. Può un palo di 18 metri d’ acciaio essere piantato nel terreno come il manico di un ombrellone? E’ vero che dopo il disastro di ieri, altri tubi, identici a quello che è piombato nella galleria della linea A, sono stati fissati in modo più stabile al terreno? Qual è, allora, la procedura corretta? Il pubblico ministero Pietro Pollidori (sua l’ inchiesta sull’ incidente di piazza Vittorio che, nel 2006, costò la vita a una passeggera della linea A e quella sul macchinista unico per la quale è indagato l’ ad di trenitalia, Vincenzo Soprano) ha disposto una consulenza tecnica per sciogliere una serie di dubbi. E prima di tutto capire quali misure precauzionali siano state adottate dalla società appaltatrice che, in quel punto, su un terreno tufaceo, a rischio, sta realizzando l’ ampliamento del capolinea per la tratta la Roma-Viterbo. Altro interrogativo. E’ vero – come affermano anche i residenti del Comitato in Difesa di Villa Borghese – che alcuni ingegneri incaricati di verificare l’ entità delle vibrazioni avevano segnalato una serie di criticità? In questo caso i responsabili del cantiere avrebbero omesso una serie di precauzioni nell’ esecuzione del progetto. Nel fascicolo della magistratura, oltre ai verbali del macchinista (Claudio Cicala, 64 anni, guidatore di lungo corso dal sangue freddo) e altri primi testimoni del fatto, c’ è la documentazione fotografica realizzata dei carabinieri nei momenti successivi all’ incidente. Nei prossimi giorni saranno invece acquisiti i risultati dell’ inchiesta interna di Atac e gli investigatori ascolteranno ulteriori testimonianze. La prima ipotesi di reato è quella di pericolo colposo nella sicurezza dei trasporti. E’ presto invece per dare una risposta ai dubbi sollevati dai consumatori del Codacons che, nell’ esposto presentato in Procura, hanno quantificato il danno subito dai passeggeri attorno ai 50 milioni di euro. Per un soffio è stato evitato il disastro ma la linea A è rimata impraticabile (se non per una breve tratta) per quasi 24 ore. «Una forma di risarcimento – è la proposta del consigliere Pd Athos De Luca – potrebbe essere, oltre al rimborso del biglietto o dell’ abbonamento per i giorni in cui ci sono stati pesanti disservizi e disagi alla tratta, quella di fornire alcuni biglietti gratuiti, secondo l’ entità del disagio subito. Sarebbe un atto di sensibilità e soprattutto il riconoscimento del danno provocato al cittadino». Ilaria Sacchettoni [email protected].

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