17 Luglio 2014

Cardiologia, accolte 4 parti civili su 9

Cardiologia, accolte 4 parti civili su 9

di Carlo Gregori Caso cardiologia: ieri nel corso dell’ udienza preliminare il giudice Andrea Romito ha accolto solo quattro richieste di costituzione di parte civile su nove. Un’ ordinanza sorretta da rigorose motivazioni giuridiche ha esaminato caso per caso le ragioni di presunti danni presentate da enti, associazioni e un gruppo di pazienti. Saranno parte civile il Policlinico, la Regione, l’ ex ospedale San Raffaele di Milano (oggi in liquidazione) e l’ associazione modenese “Amici del cuore”. Respinte le richieste di tre ex pazienti assistiti dall’ avvocato Bruno Barbieri (presidente regionale del Codacons), del Codacons, dell’ Ausl di Modena, del Comitato etico provinciale e della Conferenza territoriale sociale e sanitaria della provincia di Modena (Ctss) che comprende i 47 comuni e la provincia. I tre ex pazienti, sottoposti a cure in cardiologia ai tempi della direzione della professoressa Maria Grazia Modena, secondo il giudice non avevano ragioni sufficientemente fondate per lamentare un danno in quanto non c’ è certezza che siano stati sottoposti a cure che abbiamo poi creato un pericolo di danno. No alla Ctss in quanto la conferenza provinciale sanitaria è un semplice modulo che raccorda i Comuni con il servizio sanitario locale e quindi non si può configurare un danno di immagine diretto. No al Comitato Etico provinciale perché, anche se si tratta di un organo indipendente, denota una “carenza di soggettività”. Accolta come parte civile l’ ex ospedale San Raffaele di Milano con il quale lavoravano il dottor Giuseppe Sangiorgi (ex direttore di Emodinamica, oggi imputato) e altre tre medici di Cardiologia del Policlinico in quanto si potrebbe effettivamente profilare un danno. Secondo il giudice, un danno ambientale e un danno di prestigio possono essere compatibili con le imputazioni contestate, dati i rapporti all’ epoca esistenti con quella che era una prestigiosa struttura nazionale. Il giudice non ha invece accolto una contestazione di difetto di procura sui commissari liquidatori e il giudice delegato all’ iter. Pienamente accolta la richiesta del Policlinico sia per quanto riguarda possibili danni da maggiori costi, sia per il cosiddetto “lucro cessante” ovvero per l’ esodo di pazienti conseguente alle vicende contestate che ha creato un calo di prestazioni all’ ospedale universitario. Secondo il giudice Romito, in questo caso è evidente la pretesa risarcitoria soprattutto perché, se provati, i reati possono aver creato un grave danno all’ immagine non solo dell’ ospedale ma dell’ intera città di Modena. Sì anche alla richiesta della Regione, in quanto ente istituzionale che si occupa specificamente della sanità pubblica e che quindi potrebbe aver subito un serio danno di risorse finanziarie e nell’ utilizzo del personale. Non ammessa invece l’ Ausl. Secondo il giudice non sussistono i presupposti per la parte civile: non è evidente che abbia subito un danno finanziario e non è detto che subisca danni di immagine dato che la vicenda riguarda il Policlinico che è azienda a se stante. No al Codacons perché le sue finalità per la tutela della salute pubblica sono giudicate troppo generiche. Sì invece agli “Amici del cuore” perché l’ associazione modenese è non solo radicata sul territorio ma negli anni ha avuto un importante ruolo specifico per la cardiologia modenese e del Policlinico. Intanto si è saputo che il dottor Antonio Polito, imputato, ha raggiunto una transazione civile con il Policlinico di Modena per la sua posizione irregolare.

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