17 Luglio 2014

Cardiologia, ammesse le parti civili

Cardiologia, ammesse le parti civili

Quattro richieste accolte e cinque rigettate. E’ quanto ha deciso ieri il giudice per le udienze preliminari in tribunale a Modena per quanto riguarda la costituzione delle parti civili nel complesso processo relativo al caso “Camici Sp orchi”, l’ inchiesta condotta dai carabinieri del Nas che ha portato nel novembre 2012 all’ arresto di nove medici legati al reparto di Cardiologia del Policlinico, all’ epoca guidato dalla professoressa Maria Grazia Modena, per presunte sperimentazioni illecite. Ieri nel tardo pomeriggio il gup si è espresso sulle richieste di Policlinico, Ausl, Fondazione San Raffaele, Regione, Amici del cuore, Codacons, Conferenza Territoriale, Comitato Etico e tre pazienti di costituirsi parte civile nel processo che vede coinvolti circa 50 indagati tra medici, ricercatori, amministratori di società del biomedicale italiane ed estere e altre aziende. Alle 17 circa è arrivato il responso con una motivazione di 16 pagine in cui il giudice ha spiegato le ragioni della sua decisione. Sono stati ammessi come parte civile la Regione, il Policlinico, la Fondazione San Raffaele e l’ associazione Amici del cuore, mentre non sono stati accolti Codacons, Conferenza Territoriale, Ausl, Comitato Etico e le tre persone fisiche, ovvero ex pazienti, che avevano fatto richiesta di prende parte al processo. Le motivazioni fornite dal giudice sono differenti. I tre pazienti non sono stati ammessi perché, secondo il gup, in sostanza si tratterebbe di persone che sono state curate nel reparto ma che non hanno riportato danni e quindi essenzialmente motivate dalla paura suscitata dallo scandalo. La richiesta del Codacons è stata, invece, respinta poiché tratta fini troppo generici e non “specializzato” nella tutela della salute ma in maniera generica dei consumatori. Una motivazione simile è stata fornita alla Conferenza Territoriale che, poiché rappresenta Provincia e 47 Comuni e non essendo un soggetto autonomo, non ha subito danni di immagine direttamente poiché il tema della salute compete agli enti singoli. Lo stesso vale per il Comitato Etico che è sì legato al tema della salute ma è direttamente correlato ad Azienda Usl e Policlinico e quindi non può, secondo il giudice, prendere parte al processo. L’ Azienda Usl, invece, non è stata ammessa come parte civile dal momento che, essendo Ausl e Policlinico due aziende sì correlate ma giuridicamente separate, non avrebbe subito né un danno di immagine né un danno patrimoniale. Anche per le quattro richieste ammesse le motivazioni sono differenti. La Regione è stata accolta dal momento che si occupa direttamente del funzionamento della sanità e per questo ha subito un danno di immagini per via dello scandalo. Lo stesso vale per la Fondazione San Raffaele e il Policlinico. L’ associazione Amici del Cuore, invece, parteciperà al processo dal momento che è un soggetto riconosciuto e si occupa del rispetto delle regole e dei diritti dei pazienti e perciò ha subito un danno di immagine. Le parti, quindi, sono state chiarite e ora si resta in attesa della prossima udienza del processo che chiarirà una volta per tutte che cosa è realmente accaduto all’ interno del reparto di Cardiologia e se effettivamente ci sono stati fatti illeciti e chi sono i responsabili.
michela rastelli

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