16 Luglio 2014

Palazzo denunciato per smog E in quattro chiedono i danni

Palazzo denunciato per smog E in quattro chiedono i danni 

class action promossa dal codacons in molti capoluoghi italiani la giunta sceglie di resistere: «emissioni ridotte, lo dimostreremo»
Se l’ aria di Varese è troppo inquinata, scatta la denuncia. Con tanto di richiesta danni da parte di quattro varesini, che hanno chiesto duemila euro a testa come “risarcimento”. Ma l’ amministrazione non ci sta e ha deciso, nella seduta di giunta di ieri, di resistere in Tribunale. La vicenda, che vede protagonisti i quattro varesini, in realtà è molto più ampia e riguarda una vera e propria “class action” promossa dal Condacons a livello nazionale, davanti al Tar del Lazio, nei confronti del Ministero della Salute, Regioni e Comuni, tra cui il Comune di Varese. Duemila euro per ciascuno Il Codacons, in nome e per conto di alcune centinaia di ricorrenti, tra cui quattro cittadini residenti nel comune di Varese, ha promosso la citata azione giudiziaria «al fine di ottenere la condanna delle Pubbliche Amministrazioni convenute al risarcimento dei danni non patrimoniali “da smog”, provocati alla loro salute, e quantificati in duemila euro pro-capite, causati, a loro dire, dall’ inerzia delle Amministrazioni stesse in materia di prevenzione del fenomeno dell’ inquinamento atmosferico». L’ azione giudiziaria è stata notificata al Comune il primo aprile 2014. Il Comune di Varese tuttavia non intende accettare le accuse e ha deciso di resistere e costituirsi in giudizio. L’ impegno non è mancato Infatti, l’ amministrazione presenterà le sue controdeduzioni, preparate dall’ assessorato all’ Ambiente, dove intende dimostrare che tra il 2013 e il 2014 il Comune si è impegnato a ridurre, con risultati positivi, l’ inquinamento. «Nel 2013 abbiamo dato il via all’ adeguamento normativo degli impianti di riscaldamento in città – spiega l’ assessore all’ Ambiente Stefano Clerici – dopo aver siglato una convenzione con Varese Risorse». «Sull’ aumento dell’ inquinamento incidono molto di più gli impianti di riscaldamento rispetto alle auto. E siamo infatti riusciti a ottenere, nell’ arco di un anno, delle sensibili diminuzioni dei livelli di inquinanti nell’ aria». Le emissioni di Pm10 sono passate da 147,93 kg/anno prima dell’ intervento a 35,97 Kg/anno dopo l’ intervento. Una riduzione del 76%. Mentre le emissioni di Co2 sono passate da 2.202,26 t/anno a 1.450,51 t/anno, con una diminuzione del 34%. «I risultati ci sono stati – dice Clerici – Gli interventi hanno visto l’ adeguamento di 26 centrali termiche comunali, soprattutto scuole. Non si può quindi sostenere che il Comune non abbia fatto niente per ridurre il livello di inquinamento. Di conseguenza abbiamo deciso di resistere in Tribunale». Domeniche solo educative Clerici annuncia come andranno avanti anche tutte le altre misure di contenimento dell’ inquinamento «anche le domeniche ecologiche, seppure, guardando i dati, la chiusura momentanea del centro al traffico ha un valore più educativo che risolutivo sul livello di inquinamento nel lungo periodo». « L’ amministrazione ha puntato invece molto sugli adeguamenti dei sistemi di riscaldamento. E i risultati di quest’ ultimo anno dimostrano che effettivamente intervenendo sugli impianti riscaldamento si ottengono risultati maggiori e anche duraturi nel tempo». •
marco tavazzi

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