11 Luglio 2014

Lavoro giovanile, in 10 anni persi 2,3 milioni di posti

Lavoro giovanile, in 10 anni persi 2,3 milioni di posti

l Sono scomparsi 2,3 milioni di posti di lavoro per i ragazzi con meno di 35 anni tra il 2004 e il 2013. Negli ultimi dieci anni il tasso di occupazione dei 18-34enni è diminuito infatti di 12,7 punti percentuali dal 58,7% al 46%, secondo l’ analisi del Censis e del Forum Ania-Consumatori, il tavolo di confronto tra le imprese di assicurazione e Adiconsum, Adoc, Cittadinanzattiva, Codacons, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori. La sparizione di tanto lavoro per i giovani è costata al nostro Paese più di 152 miliardi di euro, in termini di mancata creazione di valore economico: una cifra pari alla somma del Pil di tre Paesi europei come la Croazia, la Slovacchia e la Lituania. E ha messo i ‘millennials’, i ragazzi nati tra gli anni 80 e il 1996, in condizioni di vulnerabilità: con il 43,2% che si dice preoccupato per il proprio futuro, rispetto al 29,2% dell’ insieme dei cittadini italiani. Sono 3,2 milioni i ragazzi che pensano che sarebbe il caso di emigrare e trasferirsi all’ estero. Anche perchè, pure tra quelli vivono fuori casa, quasi un milione (980 mila) non riescono a coprire le proprie spese mensili con quanto guadagnano e 2,3 milioni ricevono regolarmente o frequentemente una «paghetta» dai genitori. Del resto il reddito familiare medio dei ‘millennials’ è di 22.900 euro all’ anno, inferiore di oltre 7.000 euro rispetto a quello medio degli italiani.

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