11 Luglio 2014

Schettino intervistato da Codacons chiama in causa il team

«In plancia errore di comunicazione»
Schettino intervistato da Codacons chiama in causa il team: bastava dire un minuto prima che eravamo fuori rotta.

di Pierluigi Sposato GROSSETO Quello sulla plancia della Concordia è stato «un errore di comunicazione fra di noi». Francesco Schettino lo ammette nella lunga intervista andata in onda ieri sul digitale terrestre laziale e in streaming sul sito di Codacons in occasione dell’ inaugurazione della tv dell’ associazione dei consumatori. Intervistato da Carlo Rienzi, presidente di Codacons, il comandante ha ricostruito gli istanti precedenti all’ impatto contro lo scoglio delle Scole, il 13 gennaio 2012, e di nuovo ha commentato favorevolmente le simulazioni (quella del Codacons è andata in onda) che vogliono l’ impatto evitabile o di effetto attenuato se il timoniere indonesiano Jacob Rusli Bin avesse eseguito correttamente gli ordini. «La responsabilità è dell’ organizzazione generale – dice tra l’ altro Schettino, seduto in un salottino, nessun appunto tra le mani – Nell’ immaginario collettivo il comandante viene visto come il conducente di un camion». E invece ci sono ufficiali che lo affiancano, abilitati alla navigazione. «Io non biasimo gli altri, non ho detto che gli ufficiali non sono idonei. Ma non è possibile che 3-4 persone osservano e non si accorgano di quanto sta accadendo». Sugli ordini a Rusli Bin, ha specificato che «se avessi detto tutto a dritta, il marinaio avrebbe chiesto “è sicuro?”. Invece dire 10 gradi è stato un ordine riconoscibile. Prima che arrivasse a 10 gradi ho annullato l’ ordine e ho detto 20; e poi tutto a dritta». Perché l’ errore? «È un dubbio che mi rimane: lui ripete correttamente l’ ordine e poi non lo esegue». Schettino spera che l’ ufficiale Coronica venga a deporre prossimamente e non si spiega le parole e il comportamento di Ambrosio. Dice che l’ inchino non era stato pianificato con l’ azienda. Non si spiega perché non sia stata ascoltata la tenente Capozzella «cui quella notte telefonai per dirigere i soccorsi». Ha di nuovo parole di fuoco per De Falco. E vari rimpianti: «Bastava dire un minuto prima “siamo fuori rotta”» e tutto ciò non sarebbe successo. «Una maggior proprietà di linguaggio avrebbe evitato di non capire cosa stava accadendo» dice a proposito delle comunicazioni giunte in plancia. «Avevo paura di apprendere di eventuali morti». Dispiaciuto per l’ incidente, addolorato perché «si sono dette cose non vere come l’ ammutinamento», rammaricato per non poter parlare in aula se non attraverso i propri tecnici e-o legali, Schettino non batte ciglio quando Rienzi gli ricorda che Codacons è costituita parte civile nel processo contro di lui e che quindi chiederà la condanna: «Ma noi – dice Rienzi – non smetteremo di cercare la verità. E il nostro scopo converge con il suo, vero?».

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