9 Luglio 2014

L’ Istat sui consumi: Italia come nel 2004 Anche i ricchi piangono

L’ Istat sui consumi: Italia come nel 2004 Anche i ricchi piangono

ROMA Si accorciano gli scontrini degli italiani. Le famiglie nel 2013 hanno speso in media 2.359 euro al mese, il 2.5% in meno rispetto all’ anno precedente, secondo gli ultimi dati Istat. I consumi tornano così indietro di 10 anni al 2004, e per una famiglia su due scendono al di sotto della soglia dei 2.000 euro. I risparmi caratterizzano tutte le classi di spesa, compresi dunque i benestanti: le ultime due fasce, che raggruppano il 20% delle famiglie più agiate, riducono i consumi rispettivamente dello 0,6% e dell’ 1,6%. I tagli quindi sono generalizzati, ma molto più accentuati per i nuclei a basso livello di consumo. A guidare la classifica di chi ha fatto rinunce ci sono in particolare le coppie con due figli (-4,4% fino a 2.891 euro) e le famiglie operaie (-5,9%) che spendono 2.192 euro, oltre 1.400 in meno di quelle di imprendito ri e professionisti. Profonde distanze emergono anche alivello territoriale tra le regioni del Nord e quelle del Sud. Il Trentino Alto Adige ha la spesa più elevata, 2.968 euro, quasi il doppio di quella della Sicilia. Completano il podio Lombardia e Veneto, mentre fanno da fanalino di coda, oltre alla Sicilia, Calabria e Sardegna. Non stupisce, a fronte di questi dati, il cambiamento delle abitudini a tavola che vede il 65% delle famiglie ridurre la qualità o la quantità del cibo comprato (erano il 62,3% nel 2012) e sempre più consumatori rivolger si agli hard discount (dal 12,3% del 2012 al 14,4% nel 2013). La spesa alimentare resta «sostanzialmente stazionaria», nonostante il crollo degli acquisti di carne (-3,2%), e assorbe quasi un quinto delle uscite per consumi. La spesa non alimentare perde invece il 2,7% e vede le contrazioni più forti per l’ abbigliamento e le calzature (-8,9%), il tempo libero e la cultura (-5,6%) e le comunicazioni (-3,5%). In termini reali, la riduzione dei consumi riporta il livello della spesa indietro di 20 anni, sotto i valori del 1993, e il 2014 «non dovrebbe far segnare una rilevante inversione di tendenza», osserva l’ Ufficio Studi Confcommercio, che sollecita una riduzione delle tasse per stimolare la crescita. Il Codacons evidenzia come in cinque anni, dal 2008 al 2013, la spese media delle famiglie sia calata di 126 euro al In cinque anni la spesa è calata di 126 euro e il potere d’ acquisto è diminuito del 13,4% mese. «Gli italiani sono alla frutta – afferma il presidente Carlo Rienzi- non comprano più perché non hanno soldi da spendere». La riduzione della spesa è «un andamento inevitabile, vista la contrazione del 13,4% del potere di acquisto dal 2008 ad oggi», dichiarano i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Trefiletti e Lannutti. Per arginare la spirale depressiva chiedono un piano per il lavoro e l’ estensione del bonus di 80 euro ai pensionati, agli incapienti e alle famiglie numerose, misura che farebbe aumentare la domanda dello 0,8-0,9%.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this