4 Luglio 2014

«I segnali di ripresa ci sono, seppur timidi»

«I segnali di ripresa ci sono, seppur timidi»

Carlo Saponaro è vicepresidente nazionale di Federmoda. Il suo è un osservatorio privilegiato, che abbraccia dal nord al sud Italia. Siamo alla vigilia dei saldi. Quali sono le aspettative dei commercianti? «Certamente positive. Negli ultimi due anni il settore è stato in sofferenza. Ora si intravedono segnali di ripresa. Il periodo continua a essere non dei migliori, ma per venire incontro alle esigenze delle famiglie i saldi partiranno con il 50 per cento di sconto. È inevitabile. La crisi ha indotto i consumatori a privilegiare i beni primari, che non sono certamente il tessile e l’ abbigliamento. E poi ci sono le tasse che tutti devono pagare. Ci aspettiamo un incremento degli affari, seppur contenuto». Finora come sono andate le vendite? «Non esaltanti, ma allineate allo scorso anno, che è stato comunque in perdita. Abbiamo conservato una posizione di equilibrio. Inoltre siamo vittime dei capricci del tempo: le collezioni della primavera -estate non hanno funzionato per motivi climatici». Confcommercio prevede un segno più, il Codacons ipotizza un segno più nei primi giorni, ma un bilancio di fine stagione negativo. Chi ha ragione? «Non si possono fare previsioni a lunga scadenza. I saldi cominciano domani. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, offrendo servizi e qualità a costi vantaggiosi per la clientela». Quali sono le nuove tendenze del merc at o ? «La macchina dei consumi è ferma. Sono cambiati i bisogni e la cultura del consumatore che investe nei viaggi, nelle nuove tecnologie. Si dà meno valore all’ estetica. L’ abbigliamento non denota più la condizione economica, sociale e culturale di una persona». Come l’ anno scorso andranno a ruba i capi a buon mercato o quelli di fascia media? Come si comporteranno le fam i gl i e ? «La merce, in generale, sarà abbordabile. Anche i negozi di fascia medio -alta stanno contenendo i ricarichi. I prezzi saranno convenienti». Qual è lo stato di salute del commercio a Bari? La città capoluogo è ancora il cuore dello shopping? «Rispetto alla provincia, Bari non è in perdita. Conserva un ruolo di leadership anche grazie alle nuove griffe che continuano a investire nella nostra città. Via Sparano e via Argiro sono le strade delle grandi firme, ma la differenza la fanno i negozi tradizionali, sinonimo del made in Italy, presenti soprattutto nel Murattiano, a Madonnella, al Libertà e a Poggiofranco. I multibrand, seppur a fatica, resistono. Sono invece in sofferenza i negozi in franchising presenti nelle gallerie dei centri commerciali. Il settore ha bisogno di essere rilanciato: alla nuova amministrazione comuanale chiediamo di puntare sul marketing, sul turismo e di dar vita al distretto urbano del commercio, uno strumento in grado di attrarre fondi europei. Le istituzioni devono inserire il commercio fra le priorità dell’ attività di.

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