Saldi, i negozi puntano al bonus di 80 euro
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fonte:
- La Nazione
di SILVIA ANGELICI – PERUGIA – «I SALDI 2014 , in partenza sabato, saranno un banco di prova importante per i consumi, soprattutto per verificare se il bonus da 80 euro messo in busta paga dal governo produrrà effetti anche sul loro rilancio». A parlare è Carlo Petrini, presidente del settore Moda della Confcommercio, che prosegue: «Fare previsioni su quanto le famiglie spenderanno è piuttosto azzardato. Quello che possiamo dire con certezza è che la stagnazione delle vendite degli ultimi due mesi mette a disposizione dei clienti un grande assortimento a prezzi scontati in modo anche molto consistente. E’ dunque l’ occasione giusta per coniugare ampia scelta e grande risparmio». L’ AUSPICIO della Confcommercio è dunque che si inverta il segno negativo (-2%) nelle vendite registrato nel settore moda anche nei primi 5 mesi del 2014, che si aggiunge a un 2013 caratterizzato da un calo di circa 10 punti. Ma quanto incidono nei bilanci delle aziende questo genere di vendite? «I saldi – aggiunge Petrini – sono un momento importantissimo per le imprese, perché valgono tra il 20 e il 30% del giro d’ affari di un anno intero (quelli invernali più di quelli estivi, perché in vendita ci sono capi più costosi). Un tempo non era così, i periodi di svendita pesavano meno sui negozi di abbigliamento e di calzature. Negli ultimi anni l’ incidenza dei saldi sul fatturato complessivo è aumentata di circa il 30%, sia per la crisi economica che tende a far spostare gli acquisti, sia perché la data dei saldi è sempre più anticipata». Intanto dal Codacons arrivano le prime previsioni: «Quest’ anno le svendite andranno meglio rispetto agli scorsi anni, ma a fine periodo l’ andamento dello shopping farà registrare ancora segno negativo». «E’ chiaro: l’?aiutino? ministeriale – avverte il presidente del Codacons Carlo Rienzi – aiuterà il commercio, contribuendo a contenere la riduzione delle vendite, ma non potrà fare miracoli, perché le famiglie preferiranno dirottare i soldi sui consumi primari. A fine periodo le vendite saranno ancora con segno negativo, attestandosi tra il -9% e il -12%, rispetto al 2013, con una spesa procapite che non supererà quota 82 euro».
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