2 Luglio 2014

Coppola: no alle sanzioni I costi Pos diminuiranno

Coppola: no alle sanzioni I costi Pos diminuiranno

Un valido aiuto al mondo cooperativo dalla Provincia di Udine. L’ ultimo stanziamento, approvato in giunta, ammonta ad oltre 600 mila euro, di cui 103 mila euro per i finanziamenti agli enti pubblici relativi alle convenzioni. Una ricchezza in più a favore del territorio. «L’ assessorato alle Politiche Sociali – dichiara l’ assessore Elisa Battaglia – ha come criterio guida quello di dare supporto concreto a chi produce fattori sociali: ci ispiriamo a valori di solidarietà, convinti che questi soggetti siano volano nella ricerca di sempre più adeguate e qualificate risposte da dare ai bisogni». Sono state finanziate 62 domande di contributo per cooperative sociali, mentre 22 domande per enti pubblici: le convenzioni sono finalizzate a creare opportunità di lavoro. Solo al Comune di Udine sono stati concessi quasi 80 mila euro; al Comune di Artegna (1.400), al C.A.M.P.P (7 mila 200 euro); al Consorzio comunità collinare del Friuli (3 mila 600); al Comune di Gemona (oltre 3 mila); al Comune di Pradamano (2 mila 200); al Comune di Premariacco (1.600); Comune di Reana del Rojale (1.100); Comune di San Giorgio di Nogaro (1.300); Comune di Talmassons (1.300); ambito distrettuale tarcentino (500 euro). I costi delle commissioni sui pagamenti tramite bancomat o carta di credito, così come le spese di gestione del servizio, non si combattono a suon di leggi, ma con la naturale concorrenza del mercato e aprendo la mente alle nuove opportunità che offre la tecnologia digitale. L’ onorevole Paolo Coppola interviene nella polemica tra associazioni di categoria e quelle dei consumatori sull’ obbligo per esercenti, commercianti, professionisti e aziende di dotarsi dell’ apparecchiatura Pos per i pagamenti superiori ai 30 euro. Confartigianato, Camera di commercio e Confesercenti, infatti, hanno bocciato la nuova normativa – che non prevede sanzioni per chi viola la legge – puntando il dito contro i costi elevati delle transazioni, mentre Federconsumatori e Codacons si sono espresse a favore. Nell’ occhio del ciclone da parte di tutti, però, sono finiti gli istituti bancari e le commissioni che queste applicano a ogni “strisciata” di carta. Una serie di spese che, per Coppola, si possono abbattere semplicemente dotandosi di uno dei sistemi innovativi messi a disposizione di commercianti e professionisti. «Basta connettersi a internet per vedere come siano in vendita alcuni strumenti – ha spiegato il deputato democratico – che permettono di accettare i pagamenti utilizzando uno smartphone. Applicazioni come Payleven, Jusp o Sumup prevedono una serie di costi irrisori per il software (da 80 a 100) oltre ad una percentuale sulle transazioni che varia da un minimo dell’ 1,95% ad un massimo del 2,75% a seconda del totale. Parliamo di strumenti moderni che rappresentano da una parte la soluzione ideale per quelle realtà dal basso fatturato con problemi di ottimizzazione dei costi di gestione, e dall’ altra un metodo efficace per fare concorrenza alle banche e spingerle ad abbassare le tariffe per le commissioni delle transazioni». Sistemi d’ alta tecnologia che, però, potrebbero essere bypassati nel caso in cui alla normativa attuale venisse aggiunta, in calce, quella parte mancante e che prevede l’ applicazione di una serie di sanzioni a chi è sprovvisto dell’ apparecchiatura Pos. Coppola, però, non condivide il pensiero di quanti ritengono che senza una punizione prevista la legge non verrà mai applicata. «Non riesco davvero a capire come in questo Paese – ha continuato – ogni volta che viene presa una decisione per il bene della collettività si debbano per forza di cose anche prevedere delle sanzioni. Io resto convinto di come le persone dovrebbero pensare al bene comune e al fatto che il passaggio ai pagamenti elettronici consente di combattere l’ evasione fiscale, riduce la criminalità e abbatte i costi di gestione dei contanti che non sono certo pari a zero». Una problematica, per l’ ex assessore di Udine, strettamente correlata alla scarsa diffusione nel nostro Paese della tecnologia informatica. «Il nocciolo della questione – ha concluso Coppola – è che in Italia registriamo una bassissima diffusione della cultura digitale. Sono contrario, per forma mentis personale, all’ imposizione di pene pecuniarie per far rispettare una decisione logica e valida per tutti. Piuttosto, invece, mi piacerebbe pensare a una serie di meccanismi premiali per tutti coloro che decidono di offrire ai propri clienti un servizio in più che ci avvicina alla stato di normalità percepito nel resto d’ Europa». Mattia Pertoldi ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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