1 Luglio 2014

L’ inflazione frena ai minimi da 5 anni. ISTAT: rischio Pil negativo nel trimestre

L’ inflazione frena ai minimi da 5 anni. ISTAT: rischio Pil negativo nel trimestre

L’ inflazione italiana si avvicina sempre più allo zero, facendo temere una spirale negativa dei prezzi che andrebbe a colpire ulteriormente la crescita economica. A giugno, secondo quanto ha reso noto ieri l’ Istat, la crescita annua si è fermata allo 0,3% dopo il +0,5% di maggio: è il livello più basso da ottobre 2009. Su base mensile i prezzi sono cresciuti dello 0,1%, con gli alimentari in calo dello 0,6%, minimo storico dal 1997. Questo mentre la media dell’ area euro rimane bassa ma stabile a +0,5% annuo. Proprio ieri lo stesso istituto di statistica ha rivisto al ribasso le stime sul Pil nel secondo trimestre, senza escludere un altro periodo di crescita negativa. «La variazione congiunturale del Pil è prevista ricadere in un intervallo compreso tra 0,1% e +0,3%», scrive l’ Istat nella sua nota mensile, rivedendo in lieve ribasso le stime precedenti (fino a +0,4%). Nella peggiore delle ipotesi dunque l’ Italia archivierebbe il secondo trimestre consecutivo di Pil negativo, entrando così tecnicamente in recessione dopo averla lasciata appena alla fine del 2013. «Il recupero dei ritmi di attività economica – si legge – dovrebbe risultare più graduale di quanto atteso all’ inizio dell’ anno». L’ evoluzione dell’ economia nel corso del 2014 risulterebbe condizionata dagli alti livelli di incertezza e dalle condizioni ancora difficili sul mercato del credito, giudicato solo in lieve miglioramento. «Tuttavia – si legge ancora nella nota – la spesa in beni capitali, il principale driver per la ripresa, potrebbe essere favorita sia dalle più favorevoli condizioni di liquidità delle imprese, sia dalle operazioni di rifinanziamento a tasso agevolato annunciate dal consiglio direttivo della Bce di inizio giugno». Tenendo conto delle informazioni più recenti, «nel secondo trimestre l’ attiv ità produttiva dell’ industria (al netto delle costruzioni) potrebbe risultare stazionaria». All’ andamento del Pil, secondo l’ Istat, «contribuirebbero positivamente, tra le componenti interne di domanda, la spesa privata per consumi mentre l’ apporto delle esportazioni nette è stimato essere lievemente negativo». Il Pil, inoltre, «è previsto evolvere intorno a ritmi sostanzialmente analoghi anche nella seconda metà dell’ anno in corso». Nella nota si sottolinea che «tenuto conto del dato per il primo trimestre e dei valori centrali degli intervalli sui vari passi di previsione, la variazione del prodotto lordo nella media del 2014 risulterebbe debolmente positiva». Il mercato del lavoro, osservano gli economisti dell’ Istat, ha evidenziato i primi segnali favorevoli che, tuttavia, non «delineano una chiara inversione di tendenza». A giugno, «le attese di breve periodo sull’ occu pazione sono risultate in miglioramento nei principali settori produttivi ad eccezione della manifattura, do ve sono rimaste stazionarie. In aprile, tuttavia, si è registrata una nuova riduzione dell’ occupazione (0,3%) mentre il tasso di disoccupazione è risultato invariato rispetto a marzo a quota 12,6% (11,7% nell’ area euro)», si legge nel rapporto. L’ Istat non è in grado di escludere uno scenario di deflazione. «In prospettiva l’ inflazione dovrebbe mantenersi intorno agli attuali ritmi fino all’ autunno, evidenziando una moderata risalita nella parte finale dell’ anno. Gli operatori eco nomici segnalano per i prossimi mesi sviluppi estremamente contenuti per i prezzi. Non sembrano, quindi, ancora emergere chiari segnali di allontanamento dal rischio di deflazione». Proprio il dato sui prezzi di giugno ha destato allarme. «La ormai cronica bassa inflazione, prossima allo zero, è un elemento di fortissima preoccupazione perché minaccia seriamente la ripresa dell’ economia. I rischi sono seri ed enorm», ha commentato il presidente di Unimpresa, Paolo Lon gobardi. «Una tendenza contenuta dei prezzi potrebbe infatti rappresentare un elemento confortante se fosse accompagna alla crescita, – sostiene Longobardi – ma risulta invece assai dannosa in un contesto di stagnazione in cui versa da tempo la nostra economia». Il dato sull’ inflazione di giugno è per il Codacons «estremamente preoccupante». In particolare «è assolutamente allarmante il calo dei prezzi per i beni alimentari, perché rispecchia la forte riduzione di spesa delle famiglie in set tori primari come l’ alimen tazione. I prezzi scendono, infatti, solo quando i consumatori non comprano più, e se non comprano più migliaia di negozi e piccole imprese sono destinate a chiudere i battenti», dice il presidente Carlo Rienzi. Per Confesercenti «la frenata dell’ inflazione a giugno è peggiore delle aspettative, e adesso appare sempre più realistico uno scenario di inflazione negativa. Per la nostra economia, ora stagnante ma già indebolita da sei anni di crisi, si tratta di un rischio potenzialmente fatale». L’ Ufficio studi di Confcommercio spiega che «l’ ennesimo ridimensionamento del tasso di crescita tendenziale, con il decimo mese consecutivo con un’ in flazione sotto l’ 1%, caratterizza gli ultimi dodici mesi come il periodo a più bassa inflazione degli ultimi cinquanta anni ma desta preoccupazione se si considera che la scomparsa dell’ inflazione si sta verificando nonostante l’ a umento dell’ Iva di ottobre 2013».
alessandro bonini

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