21 Giugno 2014

La crisi rivoluziona i consumi si spende meno per pane e carne

La crisi rivoluziona i consumi si spende meno per pane e carne

Fabio Nucci PERUGIA La crisi ha rivoluzionato anche i consumi alimentari. In quattro anni gli umbri hanno speso il 10% in meno per pane, frutta e verdura, zucchero, caffè, il 21% in meno per oli e grassi, il 7% in meno per la carne. Una minor spesa, certificata dai dati Istat, che indica minor quantità e, in molti casi, minor qualità. Anche la dieta mediterranea è messa a dura prova dalla crisi e se si considera la carne, si scopre che le quantità acquistate di quella bovina negli ultimi anni si sono notevolmente ridotte. Secondo l’ Ismea nel 2013 il consumo è passato da 25,2 a 20,7 chilogrammi pro capite. «La crisi porta a fare scelte di economicità – spiega Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – ma lavorando su aspetti come provenienza, trasparenza della filiera, carta d’ identità dell’ animale, a dispetto degli ultimi scandali alimentari, si può dare fiducia ai consumatori». Gli ultimi fatti di cronaca rischiano infatti di peggiorare il già discendente trend dei consumi. «Il consumatore va messo in condizione di comprare cose sane e di qualità – spiega Lucio Tabarrini, esperto di macellazione e docente all’ Università dei sapori di Perugia – che, sulla carne, esiste e lo dimostrano le accortezze messe in campo dall’ allevamento al bancone». È anche una questione di sicurezza come emerso dalla recente inchiesta Nas: «Ma tra ciò che mangiamo – spiega Sandro Lepri, presidente dell’ Ordine dei veterinari di Perugia – la carne locale è l’ alimento più controllato e sicuro».

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