22 Giugno 2014

Tar, il Codacons organizza una marcia su Roma

Tar, il Codacons organizza una marcia su Roma

Nuovo intervento del Codacons contro la prospettata chiusura della sezione distaccata di Catania del Tribunale amministrativo regionale così come annunciata dal presidente del Consiglio Renzi e che dovrebbe concretizzarsi il primo ottobre prossimo. Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, che nei giorni scorsi ha annunciato che l’ associazione impugnerà nelle sedi giudiziarie il provvedimento di legge che, in nome di non ben precisati risparmi di costi, darebbe un colpo di spugna alle sedi distaccate dei Tar e ha detto altresì che a Catania, Siracusa, Ragusa, Messina ed Enna sono stati istituiti comitati cittadini contro la chiusura del Tar, adesso lancia nuove iniziative di protesta, tra cui una marcia dei cittadini -utenti della giustizia a Roma il 6 settembre, e annuncia di aver aperto anche nella capitale un comitato di protesta (Roma, viale Mazzini 73) e l’ apertura su Facebook di una fanpage www. facebook. com/nochiusuratar. Tanasi evidenzia come nell’ ambito del progetto di riordino della pubblica amministrazione più volte annunciato dal Governo nazionale, la chiusura delle sezioni distaccate dei Tar, fra cui quella di Catania (terzo Tar d’ Italia per numero di ricorsi), «non comporterebbe alcun risparmio di spesa e anzi costituirebbe un elemento di maggiore costo sociale per la collettività che si vedrebbe costretta ad affrontare ingenti spese legali e di trasferta per l’ esercizio del diritto di difesa». Quanto ai risparmi dei costi, afferma Tanasi, «va messo in risalto il fatto che il persona le dovrebbe continuare a essere retribuito regolarmente anche se in altra sede; i locali dove sistemare gli uffici andrebbero trovati in locazione». Insomma, dice Tanasi, «appare tutta un’ operazione di facciata allo scopo di dimostrare presunti risparmi nella gestione della giustizia». Un altro elemento da mettere in risalto è quello relativo al carico di lavoro che, come ampiamente dimostrato dai dati ufficiali, «è maggiore a Catania rispetto a Palermo». Infine, afferma Tanasi, «anche le amministrazioni locali della Sicilia orientale si vedrebbero costrette ad aumentare i costi per l’ organizzazione delle più lunghe trasferte». Anche il segretario generale della Camera del lavoro, Giacomo Rota, interviene sulla chiusura: «Il Tar di Catania non può chiudere. Quest’ importante istituzione non può scomparire da Catania, città che storicamente è un riferimento importante per le imprese in tutta la Sicilia orientale, e non solo». La Cgil giudica questa decisione «una forma pesante di penalizzazione» e plaude all’ amministrazione comunale di Catania che, «attraverso una forma istituzionale di concertazione, ha invitato i deputati per tentare la via di una soluzione». Come sindacato, inoltre, «non possiamo che puntare alla tutela dei diritti dei dipendenti del tribunale». Infine, risulta chiaro come la cancellazione del Tar a Catania comporti «un disagio notevole anche per i cittadini, costretti a spostamenti illogici vista la centralità del territorio rispetto alle competenze del Tribunale amministrativo».

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