Turismo, estate al via nel segno del pessimismo
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fonte:
- La Stampa
Negativi i bilanci e pessimistiche le previsioni. Inizia così, tra mille preoccupazioni, l’ estate turistica valdostana. Qualche giorno fa la Banca d’ Italia ha diffuso i dati del 2013: trend negativo. I turisti diminuiscono e l’ anno scorso non sono state raggiunti i 3 milioni di presenze degli anni precedenti. Il calo, dal 2001 al 2012, sfiora il 3 per cento; a pesare è perlopiù l’ emorragia degli italiani. E, almeno stando al Codacons, l’ estate non invertirà la tendenza. Si calcola che quest’ anno 20 milioni di italiani si concederanno una vacanza (tra luglio e settembre) contro i 29 milioni del 2008. In Valle gli operatori non nascondono la preoccupazione. A impensierire, da alcuni anni, è proprio il mercato interno che è allo stesso tempo quello che soffre di più e da cui più dipende la Valle d’ Aosta nella bella stagione. Gli operatori confermano: «Dalle notizie che ho raccolto – dice Ferruccio Truchet, assessore al Turismo di Courmayeur – si prevede una stagione turistica che sia avvia molto a rilento. Sono poche le richieste e le prenotazioni, chi non ha una clientela più che affezionata fatica. Speriamo». La speranza è soprattutto nel meteo. L’ ideale, gli albergatori non lo nascondono, sarebbe il caldo insopportabile nelle grandi città del Nord. «Quando fa caldo la gente arriva – dice Filippo Gerard, presidente del Consorzio degli operatori turistici di Cogne -. Parlare di prenotazioni ora è difficile, come da alcuni anni arrivano sempre all’ ultimo». Tendenza che confermano anche a Valtournenche, come dice Monica Meynet, presidente del locale consorzio: «C’ è da sperare nel bel tempo, nel caldo in città». Ma il problema vero, dicono gli operatori, non è tanto o solo legato alle percentuali di presenze e arrivi. E’ più che altro riferito ai costi a cui gli imprenditori devono far fronte. Costi che continuano a crescere, in primis la tassazione, con l’ Imu che pesa sulle strutture alberghiere come un macigno ma anche le materie prime, i fornitori, il costo del lavoro. «Però i prezzi che facciamo sono sempre quelli», dicono in coro gli operatori; per forza di cose i loro bilanci sono sempre più leggeri. Tuttavia l’ ottimismo non è morto e se l’ estate si annuncia sottotono l’ inverno promette bene. Truchet: «Se le prenotazioni per l’ estate tardano ad arrivare, ne stanno arrivando un sacco per l’ inverno, a Courmayeur soprattutto da inglesi, che negli ultimi anni erano un po’ calati». Il merito è del cambio della valuta, di nuovo favorevole per i britannici, che ritornano sulle Alpi italiane. Meynet da Cervinia conferma e aggiunge: «Bisogna lavorare per fare venire gli stranieri anche in estate, ma è più difficile, soprattutto per i mercati più lontani, come quello scandinavo». L’ handicap è pure di tipo pratico, questione di collegamenti: «In inverno – ricorda Meynet – ci sono voli charter che atterrano a Milano, in estate quei voli vanno verso il mare».
cristian pellissier
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