19 Giugno 2014

«Tar: un diritto dei cittadini»

«Tar: un diritto dei cittadini»

“Tar Catania: un diritto dei cittadini”. Su questo tema domani, venerdì 20, alle ore 9, nella sede del Tar di via Milano, si svolgerà l’ assemblea della Camera Amministrativa Siciliana dopo la prevista abolizione delle sezioni staccate dei Tar dal primo ottobre. La Confconsumatori in una nota rileva che il taglio delle sezioni staccate non è stato preceduto da alcuna seria analisi governativa sulle ricadute del provvedimento, che interessa, solo nella Sicilia orientale, quasi tre milioni di cittadini. Tutti gli operatori del settore concordano sul fatto che la soppressione non comporterà alcun risparmio di spesa effettivo. Confconsumatori si appella al buon senso del governo e della deputazione della Sicilia, auspicando che ogni modificazione della geografia giudiziaria sia concordata con gli operatori del settore, che meglio conoscono le esigenze e le peculiarità del territorio, e sia giustificata da reali e verificabili interessi pubblici, senza diminuzione delle tutele e dei presidi di legalità (soprattutto in un territorio afflitto da criminalità organizzata e diffusa corruzione) e senza compressione del diritto di difesa costituzionalmente garantito. Anche il Codacons interviene contro la prospettata chiusura della sezione catanese. Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons e promotore a Catania, Siracusa, Ragusa, Messina e Enna dei comitati cittadini contro la chiusura del Tar, evidenzia come la chiusura «non comporterebbe alcun risparmio di spesa e anzi costituirebbe un elemento di maggiore costo sociale per la collettività, che si vedrebbe costretta ad affrontare ingenti spese legali e di trasferta per l’ esercizio del diritto di difesa». «Quanto ai risparmi dei costi – afferma Tanasi – va messo in risalto il fatto che il personale dovrebbe continuare a essere retribuito regolarmente anche se in altra sede; i locali dove sistemare gli uffici andrebbero trovati in locazione. Infine, anche le amministrazioni locali della Sicilia Orientale si vedrebbero costrette ad aumentare i costi per l’ organizzazione delle più lunghe trasferte». Il Codacons annuncia ricorso alla Corte Costituzionale. Secondo l’ on. Giovanni Burtone, deputato Pd, «le riforme per essere tali devono essere supportate da motivazioni e da oggettive condizioni di inefficienza. Altrimenti si rischia di avere conseguenze, in termini di costi, molto più gravose rispetto ai previsti presunti risparmi. L’ annunciata soppressione della sede staccata del Tar di Catania non risponde affatto a tali criteri, tant’ è che la chiusura comporterebbe disagi a chi si rivolge alla giustizia amministrativa, anche sul piano economico. In sede parlamentare lavoreremo affinché tale soppressione possa essere scongiurata». Dura presa di posizione anche del sindaco di Bronte, Pino Firrarello: «E’ una vera follia – afferma – Dopo l’ abolizione delle Province, oggi si parla di sopprimere la sede del Tar di Catania, che è il quarto in Italia per carico di lavoro. Se attuato, questo provvedimento costringerebbe una miriade di avvocati e cittadini della Sicilia orientale a spostarsi a Palermo. La spesa pubblica va razionalizzata certo, ma con criterio e comunque tagliando il superfluo, non certamente i servizi utili a garantire i diritti dei cittadini». «Sopprimere il Tar di Catania, significa negare il diritto di accesso alla giustizia ai cittadini della Sicilia Orientale e in particolar modo alle fasce economicamente più deboli, per non parlare delle ripercussioni negative che si avrebbero sui tempi dei processi, destinati ad allungarsi a dismisura. Il tutto senza un reale risparmio». Con queste parole il consigliere comunale Agatino Lanzafame, primo firmatario della mozione approvata all’ unanimità dal Consiglio, chiede al governo di ripensare la scelta.
 

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