18 Giugno 2014

L’ Abi: «Mutui +26,5% nei primi quattro mesi»

L’ Abi: «Mutui +26,5% nei primi quattro mesi»

ROMA Continua la ripresa dei mutui casa. L’ Abi, Associazione bancaria segnala che nei primi quattro mesi, come emerge dal rapporto mensile, le erogazioni di mutui per acquisto di abitazioni sono salite del 26,5% rispetto allo stesso periodo 2013 quando registrarono un -14,7% annuo. Per l’ associazione «qualche micro barlume di luce c’ è». Dai dati di maggio, sottolineano i tecnici dell’ Abi, emergono «sia segnali di luce sia di ombra che mostrano che probabilmente stiamo attraversando il punto di svolta dell’ andamento economico». Assistiamo insomma a «qualche elemento di inversione, mentre prima eravamo in totale assenza di luce». Tra gennaio-aprile il campione di 83 banche esaminato e che rappresenta l’ 80% del mercato, ha registrato erogazioni di mutui per 7,3 miliardi di euro (+26,5%), contro 5,8 dello stesso periodo 2013. A maggio, sottolinea l’ Abi, i tassi d’ interesse hanno toccato i minimi dall’ estate 2011. Il mese scorso, emerge dal rapporto mensile, il tasso medio sulle nuove operazioni per l’ acquisto di case era 3,33% rispetto a 3,34 di aprile, valore più basso da luglio 2011. A maggio 2013, i tassi erano 3,71%. A maggio la quota del flusso di finanziamenti a tasso fisso era 21%, 21,4 ad aprile, 21 a marzo 2014. I dati dell’ Abi parlano anche di sofferenze ancora alte per le banche e sopra 166 miliardi e di assestamento a maggio proprio dei prestiti. «La domanda del credito è ancora insufficiente», ha commentato il numero uno di Ubi Banca, Victor Massiah, mentre Roberto Nicastro di Unicredit ha affermato che «la parola forte è il rischio, se non troviamo un modo per ricapitalizzare le imprese non usciamo dalla crisi». E ieri l’ agenzia di rating Standard & Poor’ s ha sottolineato che il rischio del credito in Italia rimane alto e che le banche sono vulnerabili agli effetti «del deterioramento della qualità degli asset». Sui mutui interviene anche il Codacons, «Il dato», sostiene il presidente Carlo Rienzi, «non può rappresentare né un miracolo, né un segnale di luce, se rapportato alla contrazione». Rienzi precisa che «in 6 anni le erogazioni delle banche sono diminuite del 72%, passando da 62,7 miliardi del 2007 a 17,6 del 2013». Dunque, «ci sono in Italia 45,1 miliardi di euro di minori erogazioni che devono essere recuperati prima di parlare di ritorno alla normalità».

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