Lezioni private, un business Il 45% degli studenti le segue
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
Lezioni private: sono moltissimi gli studenti di scuole medie e superiori che vi ricorrono per recuperare i debiti formativi o rinsaldare la propria preparazione scolastica, ma anche, più semplicemente, e probabilmente soprattutto per i più piccoli, un aiuto per i compiti a casa. Un fenomeno che riguarda da vicino moltissimi studenti ragazzi .Lezioni per il 45% Secondo una ricerca di Adoc (Associazione per la difesa e l’ orientamento del consumatore) quasi il 45% degli studenti italiani fa ricorso a lezioni private, per una spesa che, in media, arriva fino ai 27 euro l’ ora (da moltiplicare poi per lezioni di due ore che si tengono una – due volte a settimana). Il costo delle lezioni sembra essersi abbassato del 3% rispetto al 2013, ma questo è un aspetto dovuto al sempre crescente numero di universitari o neolaureati che si mettono alla prova come insegnanti.Matematica e fisica le più care Il primato di materie più care lo detengono le materie scientifiche (matematica e fisica), e il latino e il greco, rispetto alle lezioni di lingue straniere che sono leggermente più economiche. Spesso chi impartisce lezioni private è ancora studente, alla ricerca di un modo per arrotondare, ma a volte si tratta anche di professori. Proprio a questi ultimi ha tirato le orecchie Eures, qualche mese fa: da una ricerca dell’ istituto (che confrontava le percentuali di evasione tra le diverse categorie di lavoratori) è emerso che i professori detengono il primato di evasione, e nove volte su dieci le ripetizioni per gli studenti sono senza ricevuta.Un giro da 850 milioni Quanto fattura il mercato delle lezioni private? 850 milioni di euro, secondo Codacons. Dati che non hanno la pretesa di essere scientifici, perché tutto ciò che è sommerso sfugge a qualsiasi tipo di misurazione. Eppure un tentativo di regolamentazione era stato fatto qualche anno fa. Con la riforma del mercato del lavoro del 28 giugno 2012 era stata ritoccata la legislazione relativa al lavoro occasionale accessorio, la stessa che regolamenterebbe anche il settore ripetizioni.Voucher dai 10 ai 50 euro La novità era stata quella dell’ introduzione di voucher per retribuire le prestazioni di lavoro saltuarie, i «lavoretti» insomma. I voucher (o buoni di lavoro prepagati) hanno un valore pari a 10 euro, 20 o 50, e dovrebbero essere acquistati dal datore di lavoro, ovvero il genitore, per poi essere consegnati al professore che da le ripetizioni. Questi buoni comprendono la contribuzione assicurativa contro gli infortuni sul lavoro a favore dell’ Inail (7%) e dell’ Inps (13%), e infine il compenso all’ Inps per i costi sul servizio, pari al 5%. Riassumendo, per ogni buono da 10 euro il lavoratore ne guadagna 7.50. n.
alice bassanesi
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