Caos, proroghe e code lunghe agli sportelli: è l’ effetto Tasi
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fonte:
- GiornaledellUmbria.it
ROMA – Code agli sportelli e corsa contro il tempo. È stato il gran debutto della Tasi, l’ imposta appena nata che ha già fatto rimpiangere il 740 “lunare”del 1993. Fra Comuni ritardatari e Comuni puntuali, delibere arrivate all’ ultimo minuto, aliquote e detrazioni, i contribuenti hanno avuto solo 15 giorni per fare i conti e capire quanto sborsare fra Tasi e Imu e quando pagarle. Ma non è finita, sempre ieri sono scaduti anche i termini per pagare i saldi e il primo acconto dell’ Irpef con le addizionali regionale e comunale. Si paga saldo e acconto della cedolare secca sugli affitti, l’ Invie (l’ imposta sul valore degli immobili esteri) e l’ Ivafe (l’ imposta sulle attività finanziarie estere). Si pagano anche l’ Irap e l’ Ires. Per chi ha l’ Iva si possono aggiungere anche i contributi Inps (artigiani, commercianti e gestione separata). In questo “caos fiscale”(definizione Codacons) la Tasi è la principale responsabile perché a un certo punto, cioè a fine maggio – quando è stato chiaro quali Comuni avevano deliberato aliquote e detrazioni e quali non ce l’ avevano fatta – Caf, commercialisti e singoli cittadini hanno messo da parte tutti gli altri tributi per dedicarsi a sviscerare la giungla di prescrizioni relative all’ ultima nata. «Una situazione insostenibile – aveva affermato Con fedilizia – con il concreto rischio che molti cittadini non riuscissero e a effettuare il versamento o commettessero errori». Insieme all’ organizzazione dei proprietari di case in molti hanno chiesto ai circa 2.200 comuni per i quali l’ acconto doveva essere pagato entro ieri di rinviare il termine del versamento. Secondo alcuni però i Comuni non potrebbero decidere motu proprio di prorogare il pagamento di una tassa perchè si creerebbe “un danno erariale”e sarebbe invece necessario un provvedimento del Governo che lo autorizzi. In questo senso si sono già pronunciati il viceministro Enrico Morando e il sottosegretario Enrico Zanetti che hanno escluso sanzioni per chi pagasse in ritardo. Nel frattempo alcuni municipi hanno già accolto l’ appello. Ma, ancora una volta, si sta intervenendo in ordine sparso. Ma attenzione, l’ Imu invece andava pagata entro il 16. E per quella non ci sono né sconti, né indulgenze. Intanto l’ Eurostat afferma ancora una volta che l’ Italia è fra i Paesi più tartassati: tra il 2011 e il 2012 è in Europa il paese che, dopo l’ Ungheria, ha conosciuto l’ aumento maggiore della tassazione rispetto al Pil, passando dal 42,4% al 44%. Ma c’ è una buona notizia: sempre più italiani si stanno pian piano convincendo a pagare le tasse.
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