17 Giugno 2014

Tasse, caos e file per pagare Irpef: è fiducia

Tasse, caos e file per pagare Irpef: è fiducia

ROMA Code agli sportelli e corsa contro il tempo. Ieri c’ è stato il gran debutto della Tasi. Fra Comuni ritardatari e Comuni puntuali, delibere arrivate all’ ultimo minuto, aliquote e detrazioni, i contribuenti hanno avuto solo 15 giorni per fare i conti e capire quanto sborsare fra Tasi e Imu e quando pagarle. Ma non è finita, sempre ieri sono scaduti anche i termini per pagare i saldi e il primo acconto dell’ Irpef con le addizionali regionale e comunale. Si è pagato saldo e acconto della cedolare secca sugli affitti, l’ Invie (l’ imposta sul valore degli immobili esteri) e l’ Ivafe (l’ imposta sulle attività finanziarie estere). E anche l’ Irap e l’ Ires. Di questo «caos fiscale» come è stato definito dal Codacons la Tasi è la principale responsabile. E per questo da Confedilizia ieri è partito l’ appello ai 2.200 comuni che hanno già deliberato l’ aliquota di rinviare o tollerare ritardi nei pagamenti. Secondo alcuni però i Comuni non potrebbero decidere autonomamente di prorogare il pagamento di una tassa perché si creerebbe «un danno erariale» e sarebbe invece necessario un provvedimento del governo che lo autorizzi. In questo senso si sono già pronunciati il viceministro Enrico Morando e il sottosegretario Enrico Zanetti che hanno escluso sanzioni per chi pagasse in ritardo. Sembra quindi in arrivo per oggi un provvedimento del Ministero dell’ Economia. Nel frattempo alcuni municipi hanno già accolto l’ appello. Ma, ancora una volta, si sta intervenendo in ordine sparso. In attesa che il ministero detti la linea Bergamo ha prorogato il versamento della prima rata della Tasi al 16 ottobre mentre Piacenza l’ ha prorogato fino al 30 giugno. Siracusa permette di pagare senza sanzioni né interessi fino al 16 luglio come Vicenza e Savona, Brescia preferisce il 12 luglio mentre Genova non sanzionerà chi pagherà entro il 30 giugno. Ma attenzione, l’ Imu invece andava pagata entro ieri e per quella non ci sono né sconti né indulgenze. FIDUCIA IRPEF. Il governo ricorre invece alla fiducia sul decreto Irpef. Dopo l’ esame lampo in commissione dove il decreto è arrivato blindato, la scelta di procedere ricorrendo al voto di fiducia, come già al Senato, era quasi scontata. Il provvedimento scade infatti il 23 giugno e i tempi per un esame più approfondito a Montecitorio erano di fatto troppo stretti. Oggi pomeriggio si procederà al voto e domani arriverà il via libera definitivo in modo che anche il 27 giugno possano essere versati in busta paga gli 80 euro intorno ai quali ruota quasi tutto il decreto. Parte anche il conto alla rovescia per un fisco più semplice che come annunciato dal premier Renzi si appresta ad arrivare già venerdì in Consiglio dei ministri. Tra i provvedimenti si parla alla dichiarazione precompilata. Ma interventi sono previsti anche sulle detrazioni, il catasto (da allineare al mercato, ma i tempi di intervento sarebbe più lunghi). Una cosa però il governo promette: non ci saranno più condoni.

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