Allagamenti e soccorsi inchiesta della procura Day after di polemiche nella città sott’ acqua
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fonte:
- la Repubblica
IL CASO LORENZO D’ ALBERGO MASSIMO LUGLI UN PINO di quindici metri che crolla come una ghigliottina sulle auto e l’ asfalto di via Nicola Salvi, alle spalle del Colosseo e via dei Fori imperiali, trasformata in una piscina. Sono le immagini emblematiche di un day after di disagi, polemiche, paura. La procura ha aperto un’ indagine su allagamenti e disservizi. E anche gli avvocati del Codacons affilano le lame: una class action contro l’ Anas per gli automobilisti rimasti per ore bloccati, domenica pomeriggio, davanti all’ asfalto allagato. Chi ha subito danni (ritardi sul lavoro o problemi personali) potrà chiedere un risarcimento fino a 2 mila euro. Il diluvio di domenica è stato il preludio di una nuova, devastante, ondata di maltempo. E la città, già traumatizzata, ieri è finita nuovamente in ginocchio di fronte a un’ emergenza annunciata ma che nessuno sembra in grado di fronteggiare. E purtroppo non è finita: l’ allerta meteo prosegue per le prossime 24-36 ore ma i meteorologi pronosticano pioggia e temporali fino a venerdì mattina. Fin troppo facile prevedere che la situazione potrà soltanto aggravarsi. Se il bel tempo si vede dal mattino, la giornata di ieri è cominciata malissimo. Poco dopo le 5, una tempesta magnetica di tuoni, lampi e saette ha buttato giù dal letto gran parte dei romani. Poca pioggia, almeno all’ inizio, ma fortissime raffiche di vento che hanno avuto buon gioco sugli alberi, spesso minati alle radici dall’ alluvione di poche ore prima e pieni di foglie che hanno facilitato l'”effetto vela”: decine di tronchi e di rami sono piombati sulle auto in sosta o in mezzo alla strada dal Fleming a Prati, dal Casilino alla Palmiro Togliati, dalla Pontina a Vescovio. Anche stavolta, per fortuna, niente sangue, solo rabbia e paura. Contemporaneamente, le sale operative di questura, carabinieri e vigili del fuoco hanno cominciato a diffondere le coordinate d’ intervento per una serie di allagamenti a catena: via Quirino Majorana, via Parini, Tiburtina da viale Massimo a piazza delle Crociate, via della Magliana, via Appia Pignatelli, via della Muratella, via del Quarto Miglio, via Castrense. Infiltrazioni d’ acqua, vicine a una centrale elettrica, hanno bloccato il reparto rianimazione del San Camillo, dove i disagi si sono estesi anche ad altri locali mentre una voragine di cinque metri si è aperta in via Luigi Moretti, alla Pisana. Poi il nuovo black out della metro mentre la stazione Colli Albani restava chiusa ai passeggeri. Affannoso e inevitabile l’ arrembaggio alle navette sostitutive dell’ Atac. L’ azienda di trasporti è sul banco degli imputati, chiamata in causa per l’ allagamento della stazione Anagnina. Causa ufficiale: le pompe di aggottamento non hanno funzionato. Il Codacons va ancora all’ attacco e chiede il rimborso degli abbonamenti mentre l’ azienda ha già nominato una commissione d’ inchiesta interna. A via Ardeatina, una catena ville al piano terra e box allagati con gli abitanti che spalavano il fango e masticavano amaro: «Il problema sono le fogne, nessuno fa la manutenzione» spiega uno dei residenti, Franco Fabrizio. «Abbiamo inviato una diffi- da a 26 enti territoriali e rieccoci qui, ogni volta che piove». Odissea di 4 ore, alla stazione Arco di Travertino, per Alessandro Crescenti, invalido al 100 per cento, che ha trovato la pedana per i disabili in tilt. In mattinata, gli interventi dei vigili sono stati 53 contro gli 83 della notte e i 130 della giornata di domenica. Centinaia le chiamate ai numeri dell’ emergenza, un’ emergenza che, purtroppo, sembra ripetersi a ogni temporale. Ed è proprio sull’ incapacità della capitale di affrontare un maltempo che, comunque, non arriva certo a livelli catastrofici che, fin dalla mattinata, è iniziato il tiro al bersaglio sul Campidoglio. Tutti a sparare ad alzo zero contro il sindaco Ignazio Marino e la giunta: dall’ azzurra Mara Carfagna («Roma è in uno stato di totale degrado, il partito di Matteo Renzi deve togliergli la fiducia») a Alessandro Onorato (lista Marchini) che chiede l’ intervento del prefetto, da Antonio Aumenta (FI) passando per decine di esponenti dell’ opposizione. La replica: Ignazio Marino scarica la colpa sull’ Anas (per quanto riguarda il Gra) e ricorda che il piano di manutenzione della città potrà scattare solo dopo l’ approvazione del bilancio. L’ assessore alla mobilità Guido Improta tenta di rilanciare al mittente, spiegando che se la giunta precedente avesse assunto i dipendenti Intermetro la manutenzione delle metropolitane sarebbe più efficiente e le risorse scarseggiano: il gap manutentivo è di 200 milioni di euro. Basta a spiegare il perché di una città sott’ acqua? © RIPRODUZIONE RISERVATA
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