17 Giugno 2014

Lunedì nero, “sos tasse” al governo

Lunedì nero, “sos tasse” al governo

Code agli sportelli e corsa contro il tempo. È il gran debutto della Tasi. Fra Comuni ritardatari e Comuni puntuali, delibere arrivate all’ ultimo minuto, aliquote e detrazioni, i contribuenti hanno avuto solo 15 giorni per fare i conti e capire quanto sborsare fra Tasi e Imu e quando pagarle. Ma non è finita: sempre ieri scadevano anche i termini per pagare i saldi e il primo acconto dell’ Irpef con le addizionali regionale e comunale. Saldo e acconto della cedolare secca sugli affitti, l’ Invie (l’ imposta sul valore degli immobili esteri) e l’ Ivafe (l’ imposta sulle attività finanziarie estere); e anche Irap e Ires. In questo «caos fiscale» (definizione Codacons) la Tasi è la principale responsabile perché a un certo punto, cioè a fine maggio – quando è stato chiaro quali Comuni avevano deliberato aliquote e detrazioni e quali non ce l’ avevano fatta – Caf, Commercialisti e singoli cittadini hanno messo da parte tutti gli altri tributi per dedicarsi a sviscerare la giungla di prescrizioni relative all’ ultima nata. «Una situazione insostenibile» afferma Confedilizia. Insieme all’ organizzazione dei proprietari di case in molti hanno chiesto ai circa 2.200 comuni per i quali l’ acconto doveva essere pagato entro ieri di rinviare il termine del versamento. Secondo alcuni però i Comuni non potrebbero decidere motu proprio di prorogare il pagamento di una tassa perché si creerebbe «un danno erariale» e sarebbe invece necessario un provvedimento del Governo che lo autorizzi. In questo senso si sono già pronunciati il Viceministro Enrico Morando e il sottosegretario Enrico Zanetti che hanno escluso sanzioni per chi pagasse in ritardo. Sembra quindi in arrivo per oggi un provvedimento del Ministero dell’ Economia e delle Finanze. Nel frattempo alcuni municipi hanno già accolto l’ appello. Ma, ancora una volta, si sta intervenendo in ordine sparso. Ma attenzione: l’ Imu andava pagata entro ieri e per quella non ci sono nè sconti nè indulgenze. Intanto l’ Eurostat ci dice ancora una volta che l’ Italia è fra i paesi più tartassati: tra il 2011 e il 2012 l’ Italia è in Europa il paese che, dopo l’ Ungheria, ha conosciuto l’ aumento maggiore della tassazione rispetto al pil, passando dal 42,4% al 44%. La buona notizia è che sempre più Italiani si stanno convincendo a pagare le tasse. Secondo il Mef nel 2013 si registra una diminuzione del 3% (-7.937) dei ricorsi complessivamente pervenuti alle Commissioni tributarie.
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this