Il maltempo riapre le ferite di Roma
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fonte:
- L`Unità
Ma il problema è il buco o sono le buche? Il sindaco Ignazio Marino è alle prese con il buco, anzi i buchi distribuiti in 20.000 voci di spesa contate una ad una dal neoassessore al bilancio Silvia Scozzese, transitata al Campidoglio direttamente dal lavoro sul piano di rientro. I cittadini, invece, sono alle prese con le buche, che diventano laghi e piscine in cui si immergono le automobili, o anche sifoni da cui precipita l’ acqua che allaga seminterrati, sottoscala e vani della metropolitana. Buchi, buche e bombe d’ acqua: la stazione Anagnina della metro A che sembra la grande cisterna di Istanbul con le sue colonne rosse immerse nell’ acqua da andarci in barca. Tregenda anche ieri, prima all’ alba poi alle 12 e 25 (dopo il blocco domenicale del Gra), il vento ha rovesciato sulle strade rami spezzati e tronchi d’ albero, la pioggia ha fatto il resto. I vigili del fuoco hanno fatto 53 interventi solo fino alle 8 del mattino (150 ne avevano fatti domenica), 170, a sera, gli interventi della polizia locale. Chiusa la metro A alla fermata Colli Albani, chiusa la metro B a Pietralata, assalto alle navette e agli ispettori Atac mentre la procura apre un’ inchiesta sui disagi, a seguito di un esposto del Codacons e a quelli di semplici cittadini. Come non si sapesse che a Roma tappi un buco e se ne apre un altro. Anche l’ assessore ai trasporti, del resto, vuole sapere: «Ho chiesto ai vertici Atac di accertare le gravi e diffuse responsabilità che hanno determinato l’ allagamento delle stazioni Anagnina e Cinecittà. Perchè non si sono messi in sicurezza gli impianti e perchè le pompe di aggottamento, indispensabili per portar via l’ acqua dalle gallerie, non sono entrate in funzione?». Nel 2012, durante l’ amministrazione Alemanno, le stazioni della linea A chiudevano in anticipo per lavori di restyling, nella capitale questo tipo di lavori si chiama «’na romanella», è come imbiancare casa lasciando sotto i muri tubature fradice. L’ assessore ai lavori pubblici, Paolo Masini, si è trovato in una situazione paradossale: era sulla Cassia, a piazza dei Giochi delfici, per il ripristino della carreggiata danneggiata da una frana a gennaio (avete letto bene, gennaio) e, intanto una nuova frana si rovesciava sulla via Trionfale, a pochi metri di distanza. Le opposizioni sguazzano nei laghi artificiali creati dalla pioggia, chiedendo dimissioni e conto dei 3 milioni e mezzo stanziati nell’ agosto scorso per caditoie e tombini. «L’ allerta meteo- dicono – era chairissima» Ma il sindaco non si scompone. Vanno sott’ acqua i quartieri della speculazione edilizia, come Magliana, sull’ Ardeatina è straripato un fosso, sulla Tiburtina, all’ altezza del cavalcavia del Verano, il difetto è strutturale, ovunque si allagano, anche in centro, a piazza Venezia, ai Fori Imperiali, gli attraversamenti abbassati per abolire le barriere architettoniche. La strada- spiega Marino- è quella della manutenzione ordinaria e straordinaria. Per farla ci vuole il bilancio approvato, «ed è per questo che io con ansia crescente chiedo, già dallo scorso aprile, di arrivare al voto in aula». E ci vuole lo «sblocca Italia», l’ allentamento concordato del patto di stabilità. Masini citai 5 milioni già stanziati (ma bloccati) per il sistema fognario di Prima Porta e 19,7 milioni per gli altri municipi. Quanto ai tombini, è sempre l’ assessorato ai lavori pubblici a rispondere: «Con quei 3,5 milioni non si è fatta solo pulizia, nel 18 per cento dei casi sono state trovate criticità strutturali e sono stati fatti lavori per riconnettere le caditoie agli impianti». 25.000 tombini in tutto e, infatti, sostiene l’ assessorato, «superato il momento in cui la pioggia è arrivata a scroscio, gli impianti hanno drenato». Lo stesso discorso vale per i disagi che il maltempo ha creato nei trasporti, dice l’ assessore Guido Improta: «Noi abbiamo un gap manutentivo sulle linee della metropolitana di almeno 200 milioni di euro. Chiediamo maggiori risorse perchè dobbiamo riprendere l’ attività di manutenzione uscendo dalla logica dell’ emergenza. Altrimenti la città si ferma». «Questa- ha aggiunto l’ assessore – è una città che per troppo tempo ha lavorato sull’ eccezionalità invece bisogna ricominciare a fare manutenzione ordinaria. Ovviamente ci sono difficoltà in bilancio e il patto di stabilità, ma è una situazione che più passa il tempo e più non si riesce a gestire». Il brutto è che non è finita: sono previste nuove perturbazioni nelle prossime ore.
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