12 Giugno 2014

«Il sistema era sovraccarico»

«Il sistema era sovraccarico»

di Pierluigi Sposato GROSSETO «Gli ascensori ricevono immediatamente alimentazione e, secondo i tecnici della Schindler, iniziano a muoversi da subito 15 ascensori. L’ assorbimento degli ascensori si va ad aggiungere a quello di tutte le altre utenze che vengono attivate con l’ emergenza. Non è possibile fare un calcolo preciso dell’ assorbimento totale (…). E’ comunque realistico supporre che alla partenza degli ascensori il Dge venga sottoposto ad un sovraccarico, sicuramente non tale da far aprire l’ interruttore 901, ma tale da far funzionare in condizioni non nominali il Dge». Il Dge è il diesel generatore di emergenza ed è l’ apparecchiatura che, in caso di blackout, avrebbe dovuto sorreggere gli impianti vitali della Costa Concordia. Ma la notte del 13 gennaio 2012, il Dge non funzionò a dovere, nemmeno quando gli elettricisti intervennero con un metodo non convenzionale (un cacciavite) per forzare la chiusura del circuito. Quell’ apparecchiatura è stata oggetto della perizia suppletiva ordinata dal Tribunale di Grosseto nell’ ambito del processo nei confronti del comandante Francesco Schettino e i cui risultati sono stati da qualche giorno depositati alla cancelleria e messi a disposizione delle parti per la discussione che avverrà per una settimana a partire dal 30 giugno. Quelle sopra riportate sono le parole con le quali gli esperti nominati dai giudici (l’ ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, i professori Enzo Dalle Mese e Mario Maestro) hanno risposto alla domanda sul cattivo funzionamento dell’ apparecchio ricostruendo i momenti successivi all’ urto contro lo scoglio delle Scole; una domanda che era stata sollecitata dalle parti civili, e da Codacons in particolare, dopo che l’ associazione dei consumatori aveva ritenuto non soddisfacenti le risposte degli accertamenti disposti nell’ ambito dell’ incidente probatorio. Aggiungono gli esperti: «Per quanto riguarda le utenze che hanno contribuito al sovraccarico è parere del collegio peritale che un ruolo determinante sia stato ricoperto dal contemporaneo avvio di almeno 15 ascensori (non previsto nei documenti progettuali) che hanno provocato un sovraccarico non eccessivamente gravoso, ma prolungato nel tempo. Tutto ciò ha determinato un funzionamento anomalo del Dge che ha portato in breve tempo al blocco della ventola di raffreddamento del radiatore e al conseguente surriscaldamento del motore del Dge, nonché al successivo arresto per protezione da alta temperatura acqua di raffreddamento. Durante il malfunzionamento del Dge le utenze ascensori hanno subito un significativo rallentamento del movimento in aggiunta ad un comportamento anomalo e non prevedibile della logica di controllo, che ha compromesso l’ intera procedura di riporto delle cabine ascensori al ponte di evacuazione». Dunque, il Dge ha influito sul funzionamento degli ascensori: un particolare non indifferente, perché in fondo a vano di uno degli ascensori erano stati trovati dei cadaveri. Porte che sarebbero dovute rimanere serrate si erano improvvisamente aperte e nel capovolgimento della Concordia erano diventate una trappola mortale per alcuni dei passeggeri. Anche il ventilatore fallì: «La causa che ha portato allo spegnimento del ventilatore del radiatore potrebbe essere stata un forte calo della tensione di alimentazione del relativo motore elettrico asincrono, calo di tensione che a sua volta sarebbe stato causa di correnti più elevate che avrebbero potuto produrre un sovraccarico termico e anche una marcata riduzione della coppia motrice non più sufficiente a sostenere il moto», osservano a questo proposito i periti. Invece, a giudizio del collegio peritale, «il malfunzionamento del Dge non ha avuto alcuna influenza sulla manovrabilità della nave, a causa dell’ inefficacia dei timoni sui quali praticamente non arrivava alcun flusso di acqua».

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