«Ci sono responsabilità di Costa»
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fonte:
- il Tirreno
«Abbiamo dimostrato al tribunale come sono morte le persone sulla Costa Concordia e sappiamo con certezza dove sono state trovate. Nessuno ci risulta morto per colpa “del malfunzionamento” del generatore diesel di emergenza». Così il procuratore capo, Francesco Verusio, dopo il commento del Codacons alle nuove perizie depositate dal collegio e che sono relative proprio al Dge: «Il processo andrà avanti – chiude Verusio – e sarà il tribunale a decidere quali saranno le responsabilità». GROSSETO «Il Dge era sotto dimensionato?». È la domanda che Codacons si pone dopo una prima lettura della perizia collegiale. «La responsabilità della società di gestione, dei progettisti e del principale azionista della Costa Crociere, Carnival, emergerebbe in maniera indiscutibile da queste affermazioni», nota Codacons. «Probabile, anche se non chiaramente accertato nelle sue conseguenze sulla sicurezza dei passeggere, l’ effetto drammatico del fallimento dell’ alimentazione di emergenza sulle possibilità di manovrare agevolmente le lance di salvataggio nella fase dell’ ammaino – nota ancora Codacons – Si legge, infatti, nella perizia : “Si può ancora osservare che i verricelli di recupero delle imbarcazioni di salvataggio non sono classificati come utenze Solas di emergenza, ma in ogni caso la compagnia armatrice ne aveva predisposto l’ alimentazione anche in emergenza. Nel caso qui trattato la scialuppa n. 16 è rimasta incastrata durante la fase di ammaino e non è stato più possibile disincastrarla con operazioni manuali; in questa situazione la possibilità di manovrare il verricello avrebbe forse potuto aiutare l’ operazione, ma date le condizioni di inclinazione della nave non è possibile stabilire con fondatezza la possibilità di successo di una tale manovra”. Conclusione agghiacciante se si pensa che, secondo la richiesta di rinvio a giudizio, la maggior parte dei passeggeri deceduti ha perso la vita mentre si spostava dal lato sinistro della nave, dove la scialuppa n.16 era rimasta incastrata, a quello destro».
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