Fonderie e veleni, Pisano vuole patteggiare
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fonte:
- Il Mattino
Angela Trocini Ha chiesto di patteggiare l’ imprenditore Luigi Pisano, amministratore delle omonime fonderie, finito sotto processo per inquinamento da polveri sottili. Entro il 22 settembre, data in cui il giudice monocratico Cantillo ha aggiornato l’ udienza, l’ avvocato Guglielmo Scarlato e il sostituto procuratore Carmine Olivieri dovranno concordare l’ entità della pena. A costituirsi parte civile nel processo iniziato ieri, sono stati il Comune di Pellezzano, Legambiente e alcuni residenti della zona dove è ubicata la fonderia (Fratte) iscritti al comitato Salute e Vita (la costituzione di parte civile è avvenuta attraverso l’ avvocato Enrico Giovine). Luigi Pisano, quale amministratore delegato dell’ impianto industriale che produce ghisa di seconda fusione, è imputato di avere immesso nell’ aria polveri contenenti particelle a base di piombo e cadmio, composti organici volatili con monossido di carbonio, anidride carbonica e solventi aromatici: tutti elementi di natura cancerogena e molto nocivi per la salute umana sia per via di ingestione e inalazione ma anche da esposizione. E, ancora, le fonderie Pisano (come si legge nel decreto di citazione a giudizio a firma del magistrato Olivieri) avrebbe immesso nell’ aria anidride solforosa che provoca cattivo odore. Tutto ciò negli anni che vanno dall’ ottobre 2008 fino a maggio 2011. Per la pubblica accusa, l’ esercizio della fonderia è «assolutamente incompatibile con il contesto urbano nel quale è inserito» (come si evince dal Puc di Salerno approvato con delibera consiliare del novembre 2006) e per di più l’ impianto è ubicato in un’ area inibita all’ esercizio dell’ attività industriale in quanto definita, nello stesso Puc, zona di trasformazione a destinazione prevalentemente residenziale. Per la magistratura salernitana, l’ emissione di polveri moleste per gli abitanti della zona è anche provocata a causa di un vecchio e inadeguato sistema di captazione dei fumi di produzione. Le fonderie Pisano, che hanno sede in via dei Greci a Fratte, sono costituite da due aree: una ospita l’ impianto di fusione e l’ altra gli annessi impianti di verniciatura. Il magistrato, titolare dell’ inchiesta, oltre ad evidenziare l’ assenza di autorizzazione all’ emissione in atmosfera, ha anche stigmatizzato che i luoghi di lavoro non sarebbero conformi alla salute e all’ igiene degli stessi lavoratori. Nello specifico non sarebbe stata adottata, nella zona del forno di fusione, alcuna soluzione idonea a ridurre o contenere lo stress microclimatico dell’ operatore; inoltre sarebbero state riscontrate, nei luoghi di lavoro, la presenza di agenti nocivi (polveri, gas, vapori e fumi) non avendo razionalizzato la postazione relativa alla macchina mescolatrice in modo che sia la mescola sia il successivo processo avvenissero sotto una cappa aspirante. Inoltre per il forno fusorio, sempre secondo le accuse, non sarebbe stato installato un idoneo sistema di aspirazione fumi. Ritornando all’ udienza di ieri ha lasciato perplessi la decione del Codacons, sebbene presente con alcuni rappresentanti, di non costituirsi parte civile così come non hanno fatto i Verdi, il Comune e la Provincia di Salerno. Degli enti locali, solo l’ Amministrazione comunale di Pellezzano ha deciso, nella prima seduta di Giunta, di costituirsi parte civile nel procedimento penale contro la società Fonderie Pisano & C. Spa per «tutelare gli interessi collettivi e il diritto alla salute dei cittadini», ha affermato il sindaco Giuseppe Pisapia: «Il nostro impegno non si fermerà a questo primo atto ma lavoreremo con gli enti preposti affinché si arrivi ad una condivisa soluzione». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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