7 Giugno 2014

>ANSA-BOX/ Concordia:atti’carissimi’,tabelle ministero ferme cd

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Per copie atti ‘ignoti’ dvd e chiavette. Codacons,’E’preistoria’

(ANSA) – FIRENZE, 7 GIU – Atti troppo “cari”: il caso è venuto alla luce nel corso del processo per il naufragio della Costa Concordia con la richiesta di 40.000 euro per i diritti di copia degli atti processuali. Ma il caso del processo di Grosseto ha svelato più in generale che il ministero della Giustizia ‘arriva’ fino al compact disc, ma poi sembra non seguire l’evoluzione tecnologica degli ultimi anni. Tanto che, formalmente, gli sembra ignota la larga diffusione di Dvd, chiavette Usb, blu-ray e hard disk esterni ad altissima capacità di memoria. E’ quanto si ricava dalla tabella ministeriale che correda (è l’allegato 8) il testo unico sulle spese di giustizia, su cui si regolano le cancellerie dei tribunali. La tabella è ferma al 2002, ed è questa che fissa e aggiorna i costi dei ‘diritti di copia’ cioè quanto pagare per copie di atti processuali che non siano su carta. E dopo il caso di Grosseto negli ambienti giudiziari se ne prende ora contezza ovunque perché la questione investe, ovviamente, i tribunali di tutta Italia. “Tale tabella – spiega l’avvocato Giancarlo Leuzzi del Codacons – è mantenuta identica nella sua impostazione fino ai giorni nostri, tanto da essere aggiornata più volte (da ultimo con il decreto del 10 marzo 2014) al solo fine di aumentare gli importi economici” e pone “una situazione a dir poco surreale e paradossale poiché vengono sostanzialmente indicati supporti informatici che già nel 2002 apparivano ‘preistorici’ e che oggi lo sono naturalmente ancor di più”. Preistorici come il cd. Che pure è oneroso. Il rilascio di un compact disc comporta l’esborso di 306,97 euro, cifra irreale, e però “stratosferica”, rispetto ai 4,31 euro degli ormai ‘scomparsi’ floppy disc da appena 1,44 MB, o ai 9,21 euro per ogni videocassetta da 240 minuti (quelle da 180, 7,37 euro). “Nessuno – ha aggiunto il legale – potrebbe mai comprendere per qual ragione la copia di materiale informatico presente su un cd, necessaria peraltro a fini di difesa nel giudizio, dovrebbe essere pagata una cifra così incredibilmente elevata (306,97 euro) a fronte della pressoché totale inesistenza di costi e spese annessi a tale operazione di copia”. Lo stesso Codacons, si ricorda, ha di recente vinto un ricorso davanti al Tar del Lazio perché per il processo sulla Concordia ogni parte (imputato e naufraghi) avrebbe dovuto pagare 40.000 euro di diritti, ottenendo invece che l’intero materiale informatico venga prelevato a 295,16 euro. Almeno a Grosseto, perciò, “non si dovrà dunque pagare un tot per ogni cd presente in atti, come se si trattasse di una pepita d’oro, ma la somma” complessiva “di 295,16 euro per tutto il materiale in atti”. Ma per gli altri processi?. (ANSA).

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