Venezia, poteri al vice oppure voto anticipato
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fonte:
- Il Gazzettino
E improvvisamente il cielo su Venezia è diventato cupo. E ancora di più le stanze di Ca’ Farsetti, la “casa” municipale di Venezia. L’ arresto del sindaco Giorgio Orsoni è stato un fulmine a ciel sereno. «Avevo già letto tutti i giornali alle sei di mattina – confessa il vicesindaco Sandro Simionato – E poi ho dato un’ occhiata al sito internet del Gazzettino… ». Viso tirato, occhi che sprizzano nervosismo, frasi secche, toccherà proprio a Simionato traghettare in questo momento il Comune di Venezia dopo la burrasca che lo ha colpito. In mattinata Simionato ha riunito la giunta, ha sentito i pareri dei suoi colleghi assessori e poi si è catapultato in Prefettura, a Ca’ Corner per capire – tecnicamente – i margini di manovra. Una situazione delicata che è tutta nelle mani di Orsoni. Se il primo cittadino intenderà dimettersi, il passaggio formale sarà a senso unico: tutti a casa con l’ ingresso del commissario prefettizio per l’ ordinaria amministrazione e l’ indizione di nuove elezioni. Ma non è l’ unica ipotesi. L’ altra è quella che vede la Procura come attore dei destini della città con l’ invio ad Orsoni di una “comunicazione di sospensione temporanea” del suo incarico di primo cittadino con l’ automatico passaggio di ogni funzione al vicesindaco che potrebbe così portare a termine la “consigliatura” fino a scadenza naturale nella primavera del 2015. Ed è proprio su questi “tecnicismi” che ci si sta misurando, e che saranno chiamati a discutere i partiti che dal 2010 hanno sostenuto Orsoni (Pd, Psi, Verdi, Udc, Idv) con l’ appoggio esterno del Prc. «Andiamo avanti – taglia corto il vicesindaco Simionato – con uno sforzo comune, collettivo e con grande senso di responsabilità. Dove c’ è da far chiarezza, lo si faccia al più presto. E che la magistratura faccia il suo corso. Sul Mose, la posizione del Comune è sempre stata improntata alla massima coerenza: abbiamo denunciato più volte il fatto che vi fosse un unico mandatario (Consorzio Venezia Nuova ndr) detentore unico del sistema. In una grande opera da 5 miliardi di euro, non vi è dubbio che qualche rischio poteva starci. Noi siamo per nuove regole di gestione degli appalti. Un’ Amministrazione che si auto-elimina sarebbe in questo momento un suicidio per la città». Intanto le opposizioni si sono immediatamente scatenate. E ieri pomeriggio sotto il colonnato di Ca’ Farsetti, i gruppi consiliari di Fratelli d’ Italia, Lega Nord, CinqueStelle e Gruppo Misto hanno manifestato chiedendo le dimissioni di Orsoni e della giunta comunale. Ed è scattata anche la mobilitazione di enti e associazioni: Codacons, Adico e Federconsumatori che hanno annunciato un’ azione legale per il risarcimento danni. © riproduzione riservata.
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