Non solo Schettino «Ecco i dieci errori commessi dalla Costa»
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fonte:
- Corriere della Sera
GROSSETO – Il libro bianco del Codacons, un centinaio di pagine con intercettazioni, verifiche tecniche, simulazioni, testimonianze e una raffica di accuse micidiali, sarà presentato domani all’ incontro di Miami tra i legali di Codacons e Carnival che apre la fase conclusiva della vertenza americana dei naufraghi assistiti dall’ associazione dei consumatori. È stato scritto da docenti universitari, tecnici legali, ed elenca tutte le presunte responsabilità degli armatori (Carnival è il grande gruppo armatoriale statunitense nel quale compare anche Costa) nel naufragio della Concordia. Quali? Il dossier ne elenca dieci. Tra queste la consuetudine dell’ inchino (l’ avvicinamento alla costa come segno di saluto) «incoraggiato dalla Costa», l’ utilizzo di cartografia elettronica non abilitata, l’ equipaggio non correttamente formato, porte stagne con problemi tecnici, problemi alla strumentazione e al generatore diesel d’ emergenza. Gli armatori sono poi accusati di «comportamenti scorretti, minacce, manomissioni, frodi e connivenze». Insomma un documento esplosivo, destinato a suscitare nuove polemiche. «Durante le indagini sono emersi numerosi aspetti e comportamenti di Costa Crociere – spiega Giuliano Leuzzi, legale del Codacons – che hanno avuto un ruolo nel naufragio e delle sue tragiche conseguenze e su cui si dovrebbe approfondire di più e meglio di quanto fatto sino a oggi». Codacons ipotizza, per esempio, che il generatore di emergenza non abbia funzionato dopo l’ impatto, affermando che è stato un problema comune in altre navi Costa-Carnival. E ancora, nel libro bianco si evidenza l’ insostenibile leggerezza della preparazione di bordo dell’ equipaggio durante le procedure d’ emergenza, perché quella notte furono tante le difficoltà di comunicazione «solo una piccolissima parte dell’ equipaggio comprendeva la lingua ufficiale di bordo (l’ Italiano)». Per non parlare poi del timoniere, l’ indonesiano Rusli Bin, «che pochi secondi prima dell’ impatto interpretò male l’ ordine di Schettino e mise il timone a dritta, invece che a sinistra» e i carabinieri per interrogarlo furono costretti a utilizzare un interprete di madre lingua indonesiana. Codacons, con un simulatore realizzato da alcuni docenti universitari, ha dimostrato che l’ urto sarebbe stato evitato se il timoniere avesse eseguito gli ordini del comandante. L’ ultimo punto del libro bianco si riferisce a presunti «comportamenti scorretti» quali «la violazione dei sigilli e la frode processuale» e presunte minacce verso i dipendenti. La replica della società è stata immediata. «Siamo abituati a questi attacchi sconsiderati – dichiara l’ avvocato Massimo De Luca, legale della Costa – e finora nulla è stato dimostrato. Il comportamento del Codacons fa male ai suoi iscritti». Intanto continuano le polemiche sulla rimozione del relitto. Dopo l’ ipotesi Genova (e non Piombino) il governatore della Toscana Enrico Rossi ha lanciato un monito: «Dal Giglio a Genova ci sono 152 miglia. Dal Giglio a Piombino 38. Non c’ è nessuna ragione per trascinare il relitto per il Mediterraneo e mettere a rischio l’ ambiente». Marco Gasperetti [email protected].
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