3 Giugno 2014

Il 2 giugno di Renzi Tra selfie, Frecce e lo sfogo dei marò

Il 2 giugno di Renzi Tra selfie, Frecce e lo sfogo dei marò

ELISABETTA ESPOSITO ROMA Giorgio Napolitano arriva a piazza Venezia a bordo della storica Flaminia scoperta. Matteo Renzi a piedi, dedicando tempo ai tanti cittadini che riempiono i marciapiedi dietro alle transenne: strette di mano, quintali di selfie, sorrisoni e il cinque ai bambini. Poi capo di Stato e premier rendono omaggio all’ Altare della Patria e sull’ inno di Mameli si apre la 68 a festa della Repubblica. Accanto a loro, i presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, quello della Corte Costituzionale Gaetano Silvestri, il ministro della Difesa Roberta Pinotti, i vertici delle forze armate. Presenti anche i rappresentanti di tutte le forze politiche, tranne quelli del Movimento 5 Stelle, come lo scorso anno. Napolitano nel suo messaggio ha parlato del valore delle forze armate italiane, ma anche di Europa: «Gli Stati europei, che un secolo fa si combattevano con feroce accanimento, oggi sono uniti sotto la stessa bandiera. Nel nome di comuni valori perseguono insieme la prosperità, lungo un percorso di integrazione economica, politica e istituzionale». Poi il cielo blu di Roma viene attraversato dalle Frecce Tricolori. L’ anno scorso rimasero negli hangar, per risparmiare. Stavolta sono riapparsi e per questo, ma non solo, i costi sono saliti: da 1,5 milioni nel 2013 a 1,9 ieri, scatenando non poche polemiche. «Altro che sobrietà! La parata rischia di comportare un abnorme incremento dei costi», grida il Codacons. Parlano i marò Al passaggio del battaglione San Marco, il reggimento dei due marò, parte un lungo applauso per Salvatore Girone e Massimiliano Latorre . I due si fanno sentire poco dopo in videoconferenza dall’ ambasciata italiana di New Delhi con le Commissioni Difesa e Esteri di Camera e Senato: «Non è bello non essere lì tra i nostri colleghi militari – tuona Girone -. Abbiamo obbedito agli ordini, abbiamo mantenuto la parola e continueremo a farlo con grande dignità. Ma siamo ancora qui. Vorremmo che fosse riconosciuta la nostra innocenza , che i Paesi si parlassero non per le rotture. Il muro contro muro non serve». L’ Assemblea parlamentare della Nato ha espresso pieno sostegno all’ istanza italiana e il ministro Mogherini ha aggiunto: «Abbiamo adottato una nuova strategia, lavoriamo costantemente perché tutto si risolva in fretta e nel miglior modo possibile».
elisabetta esposito

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