E la parata si trasforma in una festa applausi per la Brigata San Marco
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fonte:
- Il Messaggero
LA GIORNATA ROMA L’ applauso più forte si è levato al passaggio dei Fucilieri di Marina della Brigata San Marco, quando lo speaker ha sottolineato che si trattava dello stesso reparto di appartenenza di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Lungo la sfilata sono comparse anche scritte e striscioni a favore dei due militari ancora detenuti in India: «Prima i nostri marò», recitava uno di essi.Dietro le transenne, due amici di Latorre e Girone, che indossavano una maglietta con la scritta “Marò liberi”, hanno ripetuto lo slogan all’ indirizzo della presidente della Camera, Laura Boldrini, che lasciava la manifestazione. La Boldrini ha risposto: «Li riporteremo a casa». LA PARATA Così la sfilata militare per la Festa della Repubblica ha avuto il suo clou nel nome dei due marò. Momento spontaneo, non programmato, e perciò ancora più sentito. Per il resto, è stata la parata dei graditi ritorni: il ritorno delle Frecce tricolori, che erano state lasciate negli hangar lo scorso anno sollevando proteste plurime (i jet hanno fatto tre passaggi sull’ area della manifestazione) e il ritorno dei corazzieri a cavallo dopo che l’ edizione passata li aveva visti sfilare a piedi. I numeri parlano di 3.570 persone che hanno marciato lungo via dei Fori Imperiali. Non solo militari. Hanno raccolto la loro razione di applausi anche i rappresentanti dei Corpi civili dello Stato, la Polizia di Stato, la Polizia penitenziaria, i Forestali, i Vigili del fuoco, la Protezione civile e la polizia municipale. PASSATO E FUTURO La parata è stata dedicata al ricordo della Grande Guerra, di cui si celebra il centenario e al prossimo, imminente, semestre di presidenza italiana dell’ Unione europea. Alla banda della Brigata “Sassari” è andato l’ onore di aprire la sezione storica intonando l’ inno “Dimonios” nella divisa della Grande Guerra. Spettacolare il passaggio di un veicolo del 1914 che trainava un cannone così come quelo di un aereo di cento anni fa, del tutto simile al velivolo con cui D’ Annunzio fece il famoso volo su Vienna. Per la parte moderna ed “europea” sono state fatte sfilare tutte le bandiere delle missioni Ue a cui partecipa l’ Italia. Abbiamo detto che è stata la parata dei ritorni, ma è stata anche la parata delle “prime volte”: è stata infatti la prima volta di una parata militare con una donna, Roberta Pinotti, nelle vesti di ministro della Difesa ed è stata la prima volta che una donna, sempre la Pinotti, è salita a bordo della Lancia Flaminia presidenziale. I COSTI La parata è stata anche quest’ anno low cost: sono stati spesi 1,9 milioni di euro, poco più di quanto venne speso l’ anno scorso. Il Codacons ha ritenuto invece «abnorme e ingiustificato» l’ aumento dei costi, che «passano da 1,5 milioni di euro dello scorso anno agli 1,9 di quest’ anno» e ha chiesto «alla Corte dei conti di fare luce». Qualche polemica anche per la sicurezza affidata dal ministero a un appalto esterno: la sorveglianza delle tribune è stata assicurata dai metronotte. Per il ministro della Difesa Pinotti, al contrario, «la manifestazione ha dimostrato che è possibile coniugare il senso della misura all’ enfasi dei valori più alti della nostra Repubblica». IL MESSAGGIO In un messaggio al capo di Stato maggiore della Difesa, Luigi Binelli Mantelli, il ministro Pinotti ha sottolineato la necessaria «sobrietà» della manifestazione, per «adeguarla alla contingente situazione di difficoltà che il Paese si trova ad affrontare». Il ministro ha affermato di «condividere perfettamente l’ idea di festeggiamenti che non siano stridenti con il sentimento collettivo ma che anzi contribuiscano concretamente a un processo, necessario e inevitabile, di revisione e razionalizzazione della spesa pubblica». Anche il presidente Napolitano, ha detto ancora Pinotti, «ha espresso il suo compiacimento per l’ esito della Festa, sottolineandone il perfetto svolgimento». Carlo Mercuri © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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