L’ inflazione rallenta anche a Parma. Alimentari ai minimi dal 2010
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fonte:
- Gazzetta di Parma
Da gazzettadiparma.it
Nel mese di maggio l’ inflazione tendenziale a Parma è 0,6% (a livello nazionale è 0,5%). Significa che, in media, rispetto a maggio di un anno fa i prezzi a Parma sono cresciuti di poco più di mezzo punto percentuale. L’ inflazione congiunturale (cioè rispetto al mese scorso) non si limita a frenare ma segna un calo, seppur lieve: – 0,1%. Il dato è in linea con quello nazionale. A Parma città il tasso di inflazione è inferiore rispetto a quello di aprile . Nell’ andamento dei prezzi medi a Parma – rilevati dal Comune – colpisce il fatto che molti dei valori che compongono il “paniere” siano più vicini a zero o addirittura negativi. E’ così per i generi alimentari : i prezzi sono calati dello 0,5% rispetto a maggio 2013, mentre aumentano di 0,2% rispetto ad aprile 2014. Anche a livello nazionale i prezzi degli alimentari calano: il settore vede i prezzi più bassi dal 2010 a questa parte. Alcolici e tabacchi : prezzi fermi rispetto ad aprile e +0,1% in un anno. Il dato più alto appare nella categoria Mobili, articoli e servizi per la casa : +1,8% tendenziale e +0,4% congiunturale. Nel settore Comunicazioni (che comprende, tra le altre, le voci relative ai telefoni) nel giro di un anno i prezzi sono scesi, in media, del 9,7% (- 0,5% mensile). Il settore Trasporti (che comprende i carburanti) vede un aumento di 1,5% rispetto a un anno fa, mentre da aprile 2014 i prezzi calano dello 0,9%. Alberghi e ristoranti : +0,6% annuale, +0,1% mensile. Tutti i prezzi a Parma nel mese di maggio CONFCOMMERCIO: “PREZZI FERMI E CONSUMI AL PALO”. “Il calo dell’ inflazione registrato nel mese di maggio, oltre a riflettere fattori di natura stagionale, è l’ ulteriore segnale di una fase di stallo dell’ economia, che non riesce a trovare il sentiero della crescita”. E’ il commento dell’ Ufficio Studi di Confcommercio ai dati Istat di oggi (i dati nazionali sull’ inflazione). “La tendenza al contenimento dei prezzi – da settembre dello scorso anno sono sostanzialmente fermi e a maggio gli alimentari sono tornati a segnalare, per la prima volta da agosto del 2005, una variazione negativa su base annua – che ha contribuito a restituire fiducia alle famiglie, non ha ancora prodotto effetti sui consumi impedendo di trascurare i rischi di una possibile deflazione nei prossimi mesi – prosegue Confcommercio -. Questa situazione, che potrebbe essere attenuata solo in parte dagli effetti del bonus fiscale di 80 euro per parte delle famiglie, richiede la massima attenzione e l’ attuazione di politiche più incisive per la riduzione del carico fiscale e per la crescita dell’ occupazione”. CODACONS: “CALO NON RASSICURANTE”. “La frenata dell’ inflazione, che a maggio si ferma allo 0,5%, è un dato tutt’ altro che rassicurante, perché conferma come i consumi degli italiani siano in drastico calo”. Lo afferma il Codacons, commentando il dato provvisorio diffuso dall’ Istituto di Statistica. “I prezzi scendono perchè le famiglie non comprano più – spiega Rienzi -. In tal senso la frenata dell’ inflazione a maggio era un risultato ampiamente prevedibile, dal momento che tutti gli indicatori attestano la crisi profondissima del commercio nell’ ultimo periodo. Tuttavia l’ inflazione a livelli bassi è destinata a durare poco: in questi giorni si stanno registrando forti rincari nel settore dei carburanti – avverte Rienzi – con i prezzi di benzina, diesel e gpl in forte aumento. Se proseguirà anche nei prossimi giorni il trend al rialzo, già dal prossimo tasso di inflazione si risentiranno gli effetti negativi diretti sui prezzi con un incremento generalizzato dei listini in tutti i settori”.
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