22 Maggio 2014

Tasi, un altro slittamento L’ Anci: scadenza a ottobre

Tasi, un altro slittamento L’ Anci: scadenza a ottobre

Nuova scadenza per la Tasi. I Comuni che non hanno ancora deliberato le aliquote e le detrazioni potrebbero far pagare la prima rata a metà ottobre, e non a settembre come sembrava in un primo momento. l’ annuncio arriva dal presidente dell’ Anci e sindaco di Torino, Piero Fassino, ai microfoni di Radio 24.ma la data non è confermata dal ministero dell’ Economia, che solo due giorni fa aveva diffuso la nota con lo slittamento a settembre. È molto probabile che la decisione resti aperta ancora per qualche giorno. Non è neanche detto che la questione si affronti in modo definitivo nel consiglio dei ministri convocato per oggi. In ogni caso il messaggio del rinvio è stato inviato: i cittadini sanno se a giugno sono chiamati a pagare o no. È chiaro che i Comuni chiedono tempi più lunghi. «Il 16 settembre- ha precisato Fassino riferendosi alla data ipotizzata in precedenza – era troppo vicino e con le elezioni amministrative e agosto di mezzo si sarebbe rischiata la confusione. Il 16 giugno, dunque, pagheranno i cittadini delle città che hanno fissato le aliquote, tra queste quasi tutti i grandi capoluoghi, a ottobre sarà la volta degli altri Comuni». In ballo ci sono anche le risorse, che i sindaci vogliono anticipate fin da giugno dal ministero per evitare ammanchi di cassa. Sull’ anticipo che lo Stato verserà ai Comuni per il mancato introito dell’ intero ammontare della Tasi, il presidente Anci sottolinea come sia «già accaduto. Se un tributo previsto a norma di legge viene prorogato, si fa ricorso a una anticipazione per evitare una crisi liquidità ai soggetti che questo tributo dovevano incassarlo». Molto più cauti i tecnici di Via XX Settembre, che parlano di somme molto contenute trattandosi di pochi mesi, che saranno reperite attraverso un anticipo dal fondo di solidarietà dei Comuni. Fassino è intervenuto anche nel merito del confronto tra la Tasi e la vecchia Imu, sostenendo che «fanno testo le aliquote. Quelle dell’ Imu andavano da un minimo del 4 per mille per attestarsi in media intorno al 5-6 – sostiene il presidente Anci – Ora l’ aliquota Tasi è del 2,5 per mille, aumentabile a discrezione del sindaco fino allo 0,8 per mille. Quindi la Tasi sarà massimo del 3,3 per mille». Sul piede di guerra il Codacons, che ha inviato oggi una «formale diffida» al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e al ministro dell’ Economia, Pier Carlo Padoan, in merito «al caos sulla Tasi venutosi a determinare a causa dei Comuni che ancora non hanno deliberato le aliquote. Nell’ attospiega una nota – l’ associazione non solo diffida il governo a non introdurre scadenze diversificate sul territorio per il pagamento la tassa, ma suggerisce come unica possibile soluzione al problema di posticipare per tutti i contribuenti la scadenza della Tasi ad ottobre». La partita sull’ imposta sugli immobili ha sempre un’ eco politica forte, soprattutto con l’ avvicinarsi delle elezioni. Dalla maggioranza il presidente dei senatori del Nuovo Centrodestra Maurizio Sacconi avverte che «la tassazione sugli immobili da parte dei Comuni deve essere moderata, sostenibile da famiglie e piccole imprese, tale da non deprimere ulteriormente il mercato immobiliare. Tasi e Tares non possono diventare lo strumento con cui i Comuni fanno pagare la loro inefficienza. Ncd – aggiunge Sacconi – pretende che il governo imponga un tetto alle aliquote compatibile con queste esigenze pena la crisi della coalizione». Anche Fabrizio Cicchitto alza la voce: evidente il tentativo di captare gli elettori di FI. Tanto che dai berlusconiani arriva un messaggio molto chiaro: speriamo che vadano fino in fondo. Come dire: le «sentinelle» anti-Tasi sono i forzisti. Dimenticando che proprio i berlusconiani, con la pretesa di cancellare l’ Imu sulla prima casa, hanno data vita alla saga sulla Tasi.

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