21 Maggio 2014

Tasi, deciderà il nuovo sindaco La tassa si paga dopo l’ estate

Tasi, deciderà il nuovo sindaco La tassa si paga dopo l’ estate

PADOVA – Il presidente dell’ Anci (associazione nazionale comuni italiani) Veneto Giorgio Dal Negro, che nella vita fa anche il sindaco a Negrar (Verona) la mette così: «Sono contento che il mio mandato di primo cittadino stia per terminare, e di non essermi ricandidato: altrimenti avrei dovuto spiegare la Tasi ai miei vicini di casa». Secondo il presidente, la tassa sui servizi indivisibili dei Comuni è «a tutti gli effetti, un pasticcio e un massacro. I contribuenti se ne accorgeranno». Esagerato! «No, no – continua Dal Negro – è proprio così: in realtà pochi Comuni applicheranno l’ aliquota minima dell’ 1 per mille sulla prima casa; i più, quella del 2,5 per mille. Ma i Comuni possono incrementarla di un ulteriore 0,8, portandola a 3,3 per mille, per poi adottare detrazioni di vario genere. Sulla seconda casa, la tassa, insieme all’ Imu (7,6) e non può superare il 10,6, ma con l’ aggravio dello 0,8 si arriva all’ 11,4 per mille». In un contesto complicato da un groviglio di detrazioni. Ma a Padova, come stanno le cose? «Qui – spiega l’ assessore competente Umberto Zampieri – come in altri 7.260 Comuni su 8.092, ancora non si è deciso nulla. Si sono fatte solo ipotesi generali: si cercherà di ridurre al minimo l’ aggravio sulle seconde case concesse ai figli in comodato gratuito; su quelle di proprietà dei cittadini residenti all’ estero, e sugli immobili a destinazione speciale (gruppo D del catasto), per lo più capannoni e fabbricati. Sarà comunque uno dei primi provvedimenti che il prossimo consiglio (domenica si vota) dovrà portare avanti. A proposito, la data del pagamento della tassa, il 16 giugno, è slittata». Infatti, il governo ha deciso di spostare il pagamento al 16 settembre, per tutti i Comuni che entro venerdì non avranno provveduto alla definizione delle aliquote; i Comuni avranno tempo fino al 31 luglio per adottare le delibere. Ma chi deve pagare, in effetti? Sulle prime case, i proprietari; sulle seconde, anche gli inquilini, per una quota (decisa dal Comune) che varia dal 10 al 30%. Peraltro, secondo alcuni osservatori, è improbabile che i contribuenti siano raggiunti da un bollettino precompilato. In materia regna una certa confusione, visto che per la Tasi, anche a causa delle detrazioni, sono possibili numerose variabili. Forse bisognerà recarsi dal fiscalista. «Attendiamo informazioni da Roma» – spiega Zampieri. Ma quanto si pagherà? La base imponibile è quella dell’ Imu: bisogna poi rivalutare la rendita catastale del 5% e moltiplicarla per 160. Secondo il Codacons (associazione di consumatori) con una rendita catastale di 400 euro il contribuente senza figli pagava di Imu 69 euro; di Tasi ne pagherà 168, 99 euro in più; e 168 in più con due figli. Data invece una rendita pari a 500 euro l’ aggravio va da 74, senza figli, a 174 euro, con 2 figli. Calcoli effettuati con l’ aliquota al 2,5 per mille; ma potrebbe essere incrementata al 3,3 o essere inferiore. Secondo il presidente provinciale dell’ Adiconsum (associazione difesa consumatori e ambiente) Roberto Nardo «non è serio fare previsioni prima della definizione di aliquote e detrazioni. Per la prima casa, poi, si andrà a sostituire, con una sola tassa, più pagamenti, per rifiuti e altro». Marco de’ Francesco

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